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‘Non possono fermarci:’ gli uomini che fanno sesso con gli avatar 3D delle loro ex

Una community di amatori di modellazione 3D crea e vende avatar di persone reali per soddisfare le proprie fantasie sessuali—e impedirlo sembra impossibile.

di Samantha Cole e Emanuel Maiberg
21 novembre 2019, 9:25am

Esempio di esperienza interattiva in Virt-A-Mate, che utilizza un modello generico realizzato da uno dei creatori più prolifici nella community.

Puoi comprare un ombelico online. Puoi sceglierlo incavato, sporgente, con il nodo attorcigliato a destra o a sinistra, poi lo piazzi su un corpo virtuale. Puoi anche comprare peni, peli pubici, seni e lingue, e ognuna di queste cose può essere modificata secondo i tuoi desideri. Metti tutto insieme, usa una foto per generare algoritmicamente un volto, e puoi ottenere l’avatar 3D di una certa persona. Importa tutto in un altro programma e puoi farci sesso nella realtà virtuale—senza che quella persona abbia mai dato il proprio consenso.

Su forum come Reddit, mercati come Patreon e siti indipendenti, diverse community di utenti anonimi creano, vendono e usano per masturbarsi simulacri di celebrità e persone reali. I modelli 3D che emergono da questi gruppi possono essere messi in qualsiasi posizione, animati, modificati, puoi interagirci in tempo reale, e manipolarli in modi che sfidano le leggi della fisica.

Ad oggi, i risultati sono per lo più grezzi. A differenza dei video in deepfake che girano online e che sono ben più sofisticati, nessuno potrebbe scambiare i modelli in 3D che Motherboard ha visto durante le ricerche per questo reportage per una persona reale. Ma la tecnologia per creare modelli 3D fotorealistici fa passi da gigante—ed è sempre più facile, per un utente medio, accedere a questi strumenti e programmi.

Alcuni software già disponibili automatizzano il grosso del processo in questione. Fino a qualche tempo fa, creare un modello 3D di una persona richiedeva una certa conoscenza tecnica e un team di esperti di videogiochi o di effetti speciali. Quegli studi, tradizionalmente, prima di usare l’aspetto di qualcuno devono ottenerne i diritti, ma per molti amatori il consenso non è un passaggio obbligato.

“Lo uso per soddisfare le mie fantasie sessuali o replicare incontri sessuali avuti con le mie ex,” ha commentato un utente su un subreddit dedicato a creare contenuti adulti in 3D con Virt-A-Mate (anche noto come VaM), un software per creare giochi VR per adulti e simulazioni. L’utente faceva riferimento specifico a Foto2Vam, un programma che usa la foto di una persona vera per generare un modello 3D uguale e pronto all’utilizzo.

“Foto2Vam mi ha permesso di sentirmi ancora lì, tipo mentre la mia ex mi fa una sega con le mani o con i piedi e mi guarda sorridendo, o avere un’altra ex che mi cavalca sul pavimento dandomi la schiena ma con davanti uno specchio... le possibilità sono infinite,” ha detto l’utente.

Un altro utente sullo stesso thread ha detto di usare Foto2Vam per creare modelli delle sue ex-ragazze che compiono atti sessuali. Ha scritto che alcuni modelli 3D vengono meglio di altri, dipende quante foto di buona qualità hai a disposizione.

“Da ora in poi, dobbiamo assicurarci di chiedere alle ragazze di posare da più angoli con un’espressione neutra e una luce diffusa per un paio di foto e poi importarle su VaM,” ha scritto. “Oh, e trovo fantastico modificare la realtà e aggiungere protesi alle tette, etc. ;)”

Un altro utente ha spiegato di aver creato contenuti per adulti usando Daz 3D—un software per realizzare modelli 3D di persone popolare tra gli amatori perché gratuito—ma che VaM ha realizzato il suo sogno di interagire con quei contenuti nella realtà virtuale. Ha spiegato che ricrea persone vere usando una combinazione di software ben noti o gratuiti come Photoshop, Daz 3D, ZBrush (che permette di scolpire digitalmente) e FaceGen, un software simile a Foto2Vam, che a sua volta genera volti in 3D partendo da fotografie. Questi strumenti non sono un segreto; sono usati ovunque per creare videogiochi, effetti speciali nel cinema e altri contenuti non-pornografici.

“Il mio desiderio più grande per il futuro è ottenere ragazze ancora [più] fotorealistiche! Capelli fatti meglio, vestiti, ombre... ci sono ancora molte cose che migliorerebbero la resa finale!” ha detto quell’utente. “Voglio dire ‘grazie’ a MeshedVR [creatore di VaM] per tutto questo!”

Su un canale Discord dedicato a VaM, un utente ha spiegato che una persona non può fare niente per impedire agli amatori di VaM di realizzare contenuti per adulti con la sua faccia, specialmente se è un personaggio pubblico: “Tutti si fanno le seghe su tutti, è la natura umana, non puoi fermarla a meno che non resti lontano dalla rete, non vai da nessuna parte e nessuno sa che esisti... è il nostro mondo e la nostra libertà, non ci possono impedire di masturbarci, nessuno può, a mala pena possono scegliere di stare attenti alla propria privacy.”

Nessuno degli utenti che hanno postato su pagine pubbliche ha risposto alla nostra richiesta di commento, ma alcuni hanno cancellato i propri post dopo che li abbiamo contattati.

Esempio di esperienza interattiva Virt-A-Mate, che utilizza un modello generico realizzato da uno dei creatori più prolifici nella community.

Nel mondo del porno in 3D fatto su misura

Non c’è niente di intrinsecamente sbagliato nel porno in 3D. Le persone usano la computer grafica per creare contenuti per adulti da decenni. Second Life ha ancora una community consistente dedicata ai contenuti per adulti e gli asset dei videogiochi sono spesso modificati per creare porno, spesso con le sembianze di attori veri. Siti come Pornhub sono colmi di video porno in 3D.

Ma VaM e la community che gli ruota attorno, compresi i 7.600 membri del subreddit dedicato, sono diversi perché rendono relativamente banale creare un modello 3D che somiglia a qualcuno che esiste nel mondo reale e condividerlo con altri.

Gli utenti possono poi usare quei modelli 3D per immagini o video animati, o farci sesso usando un visore VR collegato a un sex toy tipo la Fleshlight Launch, che masturba una persona con movimenti sincronizzati all’azione sullo schermo. I gruppi che si scambiano questi modelli 3D sono la dimostrazione che esiste un pubblico per questi contenuti su misura, una classe di creatori disposta a metterci la mano d’opera, e un’infrastruttura online che li mette in contatto con le grosse corporazioni come Patreon, Reddit e Daz, che già ne traggono profitto.

Ci sono molti modi per ottenere un porno in 3D fatto su misura. Stando a una pagina wiki della community, la versione gratuita di VaM permette all’utente di accedere a una singola “scena” e modello, il cui corpo può essere modificato con una serie di preferenze e posizioni, manipolando parti del corpo in tempo reale. Gli utenti che contribuiscono al Patreon di VaM hanno più funzionalità di interazione e personalizzazione nel programma, tipo la possibilità di scaricare le scene fatte da altri creatori, personalizzare capelli e vestiti e “spogliare i modelli togliendo loro i vestiti con delle mani virtuali.”

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Screenshot di un video tutorial per gli utenti di VaM che mostra una serie di preferenze per modificare il seno di un modello.

La pagina wiki di VaM fornisce istruzioni anche su come realizzare un volto partendo da una foto, creare le proprie animazioni, e importare modelli interi o parti del corpo individuali create da altri. Per esempio, spiega come modellare una vagina 3D realistica su un modello scaricandone una da Renderotica, una community e marketplace per porno in 3D. Nel mondo della modellazione, un elemento che cambia in generale la forma di qualcosa è detto “morph.” Una lista di morph nella pagina wiki comprende “8 morph di espressioni da orgasmo,” “morph di palle enormi,” e “la ciliegina sulla torta della tua collezione di pompini, ecco un nuovo set di morph di labbra.” Gli utenti possono anche importare modelli 3D esistenti e compatibili, creati con Daz 3D, su VaM.

L’utilizzo non consensuale delle fattezze di una persona è un argomento controverso nelle community di porno in 3D.

“Arrivano richieste da gente nei forum tipo ‘Ehi, se vi do una foto di mia moglie o della mia ragazza, potete fare un modello che le somiglia?’” ha detto a Motherboard un creatore di nome Davos. Davos vende accessori e scene fetish estremi su Renderotica. È un sito dove i creatori come lui vendono fumetti per adulti realizzati con modelli 3D, o parti del corpo in 3D che possono essere aggiunte a modelli su Daz 3D.

“Nessuno vuole sentirsi responsabile di azioni vendicative o crudeli nei confronti di una persona reale,” ha detto Davos. “La mia opinione personale è che va bene se cambi il nome e sei disposto a correre il rischio di ricevere una lettera minacciosa da un avvocato.”

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Un’immagine che usa un modello generico per promuovere uno dei prodotti di Davos, “the Morgue,” che include un ampio ventaglio di oggetti compatibili con i modelli di Daz 3D.

Un altro creatore di modelli umani in 3D usati in contenuti per adulti e il cui lavoro è sostenuto via Patreon si è detto fermamente convinto che la community di VaM non sia basata solo sul porno e che il punto non sarebbe affatto ricreare persone reali.

“VaM non ha niente di diverso da qualsiasi gioco per adulti... ed è uno dei meno controversi, un sandbox che permette agli utenti di dare forma alle proprie fantasie,” ha detto. “Gli admin di VaM e lo sviluppatore sono tra i pochi che ho visto davvero preoccupati di tenere le cose sotto controllo e conservare una buona reputazione... non puoi aspettarti che non ci siano dei lati oscuri nelle community dedicate al porno, ma questi possono essere tenuti sotto controllo.”

Condividere celebrità fatte in 3D per porno interattivi

Le regole del subreddit della community di VaM avvisano i membri di non postare immagini, video o scene “che potrebbero essere considerate illegali, pesantemente offensive o immorali,” ma non ha regole esplicite sul postare modelli 3D o contenuti per adulti basati su persone reali. Anzi, le regole permettono esplicitamente agli utenti di pubblicare render 3D di celebrità, purché non siano incluse foto reali o siano usati i nomi veri: “Abbreviazioni, soprannomi e nomi diversi vanno benissimo,” si legge nelle regole.

Non sorprende che, data la grande disponibilità di foto in alta definizione online, e semplicemente considerato che le persone amano fantasticare su personaggi pubblici irraggiungibili, condividere modelli 3D di gente famosa è una delle attività più comuni nella community. Motherboard ha trovato decine di modelli 3D di celebrità come Emilia Clarke, Natalie Portman, Emma Watson e Nicki Minaj—la maggior parte sotto altro nome. Le celebrità sono istantaneamente riconoscibili, e alle volte il nome falso allude a quello vero, o ci sono riferimenti alla loro identità nei commenti. Quasi tutti i modelli 3D che abbiamo visto erano di donne, ma ne abbiamo individuati un paio anche di uomini: Joaquin Phoenix e Chris Pratt.

Questi post in genere includono un link a un sito di file sharing dove altri utenti possono scaricare le opere e usarle, e ogni tanto anche una pagina Patreon, che alcuni creatori usano per raccogliere denaro.

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Un’immagine di un video che pubblicizza un modello di VaM 3D, o “look,” di una celebrità, realizzato da un creatore di Patreon. Motherboard non rimanda al link diretto, perché sono presenti immagini non consensuali.

Diversi studi dimostrano che le donne sono l’obiettivo più comune del porno non consensuale e delle immagini manipolate e abusive come i deepfake. Gli esperti e le vittime concordano nel dire che anche se non è “reale,” l’esperienza di vedere le proprie sembianze in un porno creato e distribuito su internet senza previo consenso è traumatica, simile all’aggressione sessuale, e non molto diversa dal revenge porn o dalla diffusione di sex tape e foto di nudo senza consenso.

Un creatore che usa Twitter per condividere il proprio lavoro—compreso un modello 3D di una celebrità quasi nuda e legata, con il volto coperto di liquido vischioso—ha detto di realizzare modelli e personaggi 3D professionalmente per videogiochi, televisione, pubblicità e simulazioni da 30 anni. “Creo soprattutto look e scene su VaM per me stesso, anche se ho condiviso screenshot delle mie creazioni, talvolta il file intero e gratuito, con la community di VaM,” ha detto. “Il motivo principale per cui li condivido è creare interesse nel software [e] coinvolgere più sviluppatori esperti per far diventare VaM un sandbox VR robusto.”

Ha aggiunto di aver creato modelli 3D di persone reali che conosceva, alle volte senza il loro permesso. Ha anche creato contenuti non sessuali, tipo per vedere come sarebbero stati lui e sua moglie in una cucina rinnovata in un certo modo.

“Ho anche creato una mia ex, solo per potermi sedere al tavolo di fronte a lei un’ultima volta. Personalmente, non mi sembra niente di diverso dal modellare un busto con l’argilla o fare uno schizzo su un foglio di ricordi e volti,” ha detto. “Non distribuisco nessun contenuto della mia vita reale che ho creato, con o senza permesso, perché preferisco restare anonimo.”

Ma non aveva le stesse regole per le celebrità. “Mi piace creare simulacri di celebrità per omaggiarle, e, in certi casi, in situazioni sessuali,” ha detto. “Poiché la sessualità è un’esperienza umana universale, non mi sembra un problema.”

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Un’immagine promozionale dal sito di Daz 3D, che pubblicizza il modello umano Genesis 3. “Abbiamo migliorato i livelli di dettaglio di alcune delle parti del corpo più critiche compresi volto, bocca, denti, mani, piedi, petto e collo.”

Mesh VR, l’azienda proprietaria di VaM, raccoglie a sua volta soldi via Patreon. Il fondatore di Mesh VR, che si fa chiamare MeshedVR online, ci ha raccontato di non sapere per certo quante persone usino VaM, ma i sostenitori su Patreon sono circa 8.000. Dice che sa che le persone usano il software per riprodurre personaggi dei film e delle serie per interagirci in VR, e a suo avviso è “OK”, fintanto che il modello imita un personaggio immaginario popolare come Batgirl, per esempio. Ma non condona la creazione di persone reali senza permesso.

“So che cercano di ricreare gente vera, senza consenso,” ha detto MeshedVR. “Per me è una zona molto grigia, zeppa di problemi legali ed etici. Non includo mai sosia reali in VaM proprio per questo, e ho lavorato con moderatori di molti siti per stabilire regole contro la creazione di sosia reali. Se qualcuno postasse la riproduzione di un’ex, chiederei che fosse rimossa. Sul mio server di Discord la toglierei io stesso, dato che lo considero il server ufficiale di VaM.”

MeshedVR ci ha raccontato che nonostante sia elencato tra i moderatori del subreddit, abbia partecipato alla stesura delle regole (che permettono di condividere celebrità), e lo controlli spesso per vedere cosa crea la community, non è un moderatore attivo.

“Se vedo qualcosa di discutibile (modelli dall’aspetto troppo giovane, sosia di celebrità, riproduzioni di atti violenti, etc.) avviso i moderatori, ma il più delle volte sono già in azione se c’è un problema,” ha detto. “Per me VaM è uno strumento creativo, come Blender o Photoshop. Lo scopo per cui viene usato dalla gente è parecchio al di là del mio controllo.”

Duncan Crabtree-Ireland, il direttore operativo e consigliere generale del sindacato degli attori SAG-AFTRA, ha detto a Motherboard che gli attori possono intraprendere azioni legali contro chi vende modelli 3D con le loro sembianze, invocando i diritti di pubblicità. Ma quelle leggi variano di stato in stato e per le persone normali che non hanno una faccia famosa, il rischio è che non ci sia molto da fare, legalmente.

“Hanno la possibilità legale di contestarlo, ma va detto che è piuttosto oneroso,” ha detto Crabtree-Ireland. “Devono assumere un avvocato, presentare un esposto e se anche hanno 10.000 dollari per fare causa a ogni persona che ha usato le loro fattezze, non è il modo più efficace per affrontare la situazione.”

SAG-AFTRA ha appoggiato una legge contro i video di deepfake che è passata recentemente in California e spera di far passare leggi simili a New York, ma Crabtree-Ireland dice che anche le nuove leggi non fermeranno del tutto l’uso non consensuale delle sembianze di qualcuno.

“Ci saranno sempre casi limite e zone grigie più difficili da gestire, ma se potessimo anche solo scheggiare il volume massiccio di quello che sta succedendo, sarebbe d’aiuto per le persone che sono più colpite,” ha detto. “Non sarà assoluto o perfetto, ma è meglio del far west in cui ci troviamo al momento.”

“Certo che le persone lo fanno.”

John Danaher, docente di giurisprudenza alla National University of Ireland di Galway e coeditore del libro Robot Sex: Social and Ethical Implications, ha detto a Motherboard che immagini e rappresentazioni come queste potrebbero essere viste come un tipo di revenge porn, se create o condivise senza consenso.

“È desiderabile/piacevole per ambo le parti? Non credo che rappresentazioni del genere vadano creare senza il consenso della persona reale,” ha detto Danaher. “Penso anche che chiunque voglia realizzare un modello di se stesso, debba mettere in conto la possibilità che venga rubato, condiviso e utilizzato per scopi dannosi a un certo punto.”

In definitiva, un’immagine pornografica creata con VaM non è particolarmente diversa da un disegno o da un’immagine pornografica fatta con Photoshop, o da altri porno in 3D, tutte cose che sono usate da decenni per creare porno non consensuale. La differenza effettiva qui, come nel caso dei deepfake, sta in come le nuove tecnologie abbiano reso molto più democratico l’accesso agli strumenti necessari per creare questi contenuti, rendendoli più economici e facili da usare.

La natura plug-and-play di VaM fa sì che un utente non debba creare un proprio modello 3D di una celebrità per poterci fare sesso nella realtà virtuale; basta che scarichi quello fatto da qualcun altro. Persino i tool e le piattaforme che non sono dedicate ai contenuti per adulti lo permettono—Daz 3D, il popolare software di modellazione 3D gratuito, ha un negozio dove gli utenti possono caricare e vendere le proprie opere. Non c’è voluto molto per trovare modelli 3D di Natalie Portman o Lupita Nyong’o (lì in vendita per 19,95 dollari e 18,95 dollari rispettivamente). Questi modelli possono essere comprati, scaricati e combinati con altri tool come VaM per creare porno non consensuali. Dopo aver scorso Daz 3D, siamo stati anche presi di mira da inserzioni di modelli 3D generici di donne poco vestite, con inviti come “falla tua ora.” Daz 3D non ha risposto alla nostra richiesta di commento.

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Un’inserzione per un modello di Daz 3D che ci ha seguiti in giro per il web dopo aver visitato lo shop online dell’azienda.

Kyle Machulis, che crea software open source con cui controllare i sex toy, ha scoperto la community di VaM perché stava usando i suoi tool per connettere VaM a una Fleshlight Launch, un dispositivo di masturbazione automatizzato. Funziona così: quando un personaggio dentro VaM muove la sua mano su e giù su un pene virtuale, il moto della Launch sul pene vero dell’utente va in sincrono, creando un’esperienza più coinvolgente.

Machulis ha chiesto agli utenti del subreddit VaM come, esattamente, usassero il simulatore sessuale. Ha detto a Motherboard di essere rimasto sorpreso dalle risposte.

“Il fatto che fossi sorpreso che le persone producano delle copie delle ex la dice più lunga sulla mia ingenuità che sulla community,” ha detto. “Certo che lo fanno. Ripercorrono ricordi impressi a fuoco nei loro neuroni, aggiungendo uno strato di realtà audovisiva (e ora possibilmente tattile) a qualsiasi frammento di tempo sia rimasto nel loro cervello.”

Alcune persone in queste community ci hanno detto di realizzare avatar 3D di persone vere perché è catartico, o solo perché ne apprezzano l’estetica, ma quasi sempre lo fanno con corpi di donne. Danaher ha detto che è potenzialmente malsano aggrapparsi così al passato, ma secondo le persone con cui Motherboard ha parlato, programmi come VaM rappresentano un modo per tornare indietro nel tempo o a una sensazione che altrimenti resterebbe fuori dalla loro portata.

“I ricordi esistono nella nostra testa, i cimeli esistono in un luogo fisico,” ha detto Machulis. “Quando i ricordi sono trasportati in un ambiente digitale come VaM, Second Life, etc, le cose si fanno molto complicate.”

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