Música

La nuova traccia dei Mysteries è perfetta per un rito sacrificale

Osservate bene questi signori. Cosa vi viene in mente? A noi i Klaxons che si sono rifatti un guardaroba prendendo ispirazione da Reginald Ledoux e dal bambino con la maschera da spaventapassero di The Orphanage. Bella prova, dai. “Authenticity Machine”, la nuova canzone dei Mysteries, suona come una nenia ottusa, cupa e goduriosa: il rimbombo dei drum stick, i synth catastrofici che si alternano alla voce vellutata e languida del cantante in stile Guy Garvey degli Elbow, trasformano questa traccia in una specie di viaggione trip-hop bello caldo e profondo, con una punta di inquietudine soffusa. Il che è sempre un bene.

Il coro potrebbe davvero essere perfetto per la colonna sonora di un film horror in cui la vergine sacrificale corre disperata tra i boschi, cercando la salvezza verso il lago, e quando meno se lo aspetta si imbatte in questi tre minacciosi individui, proprio nel momento in cui stanno sussurando frasi senza senso e oscillando la testa puntando proprio lei. Chi altro avrebbero potuto puntare?

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Ok, stiamo divagando. Anche se prima o poi quanto descritto qua sopra accadrà, ne siamo sicuri.

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