Photo Credit: Pablo Tapia-Plá & Lee O’Conner
Lauren Flax e Lauren Dillard sono CREEP, un duo di elettronica dark che confluisce in un trip-hop intenso, infarcito di piano e strumenti a corda. La voce è usata in forma di proclama imperiosi e sussurri stregati dal profondo di una sessualità femminile senza vincoli, espressa tramite l’affiatamento in ogni traccia tra loro e con gli artisti con cui hanno collaborato. Per esempio i vocalist Romy Madley Croft degli XX, Lou Rhodes, Nina Sky, Holly Miranda, Catherine Pockson degli Alpines e, in rappresentanza del trip-hop classico, Tricky.
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Ogni loro canzone sottende tematiche notturne, sessuali, selvagge, infatti ci stanno proprio a pennello nel momento in cui le tue membra sono incrociate con quelle di qualcun altro, ma vale la pena usarle come colonna sonora anche dei momenti in cui piangete da soli sotto la doccia.
Mi sono fatta una chiacchierata con questo duo di Brooklyn e abbiamo parlato del loro ultimo lavoro Echoes, della loro evoluzione come artiste da quando questo disco è stato concepito, della fine della witch house e dei lunghi capelli di Jessica King.
Noisey: “Days” è uscito nel 2010, deduco che ci avete messo un po’ a creare Echoes. Come mai?
Dillard: In effetti ci è voluto un bel po’ di tempo… Facevamo avanti e indietro tra gli Stati Uniti e l’Europa, scrivendo canzoni mentre stavamo in giro, poi siamo state a Berlino per un po’, e lì abbiamo finito di ideare quello che poi abbiamo registrato a New York con Chris Berry.
Flax: Ci siamo fatte aspettare. Però se avessimo potuto ridurre i tempi lo avremmo fatto, solo che era necessario sistemare un po’ di altre cose per poter fare uscire questo disco.
Come costruite le vostre basi?
Dillard: Di solito Flax dà il via ad una canzone, poi subentro io e ci palleggiamo questa materia grezza finché non ci mettiamo a rifinirla in studio. A volte lavoriamo fianco a fianco, dipende da molti fattori.
Come funzionano le vostre collaborazioni? Come scegliete chi coinvolgere?
Dillard: Succede in modo abbastanza naturale. Conoscevamo da prima molte delle persone con cui abbiamo collaborato, siamo amiche di tutti gli artisti che compaiono nel nostro album, a parte Tricky e Lou Rhodes. Quando scriviamo un pezzo e ci immaginiamo qualcuno che ci starebbe bene dentro, tentiamo di coinvolgerlo.
Alpines e Romy stanno a Londra, come ha funzionato questa collaborazione?
Flax: Le abbiamo tentate tutte. Con Alpines, Lou e Tricky abbiamo lavorato a distanza. Sia ha registrato a LA e abbiamo editato e mixato a Londra e a New York.
Ma con Romy, semplicemente è passata a casa mia quando è capitata in città per il tour e ha registrato in camera mia. In alcuni casi abbiamo avuto modo di andare in studio.
Come vengono decisi i testi? A che punto della lavorazione dividete le responsabilità con i collaboratori?
Dillard: Lasciamo molto all’interpretazione dei vocalist. È bello avere un approccio fresco alle canzoni che abbiamo scritto. Romy ha scritto il testo di “Days” sul bus del tour. Le parole”My nights are turning into days” sono piuttosto indicative del sonnambulismo da tour. Siete stati influenzati dall’essere in tournee?
Flax: Credo che per entrambe Berlino sia molto speciale. Abbiamo molte persone che consideriamo di famiglia lì, come Planningtorock, Anika, Olof dei Knife, Black Cracker e Ena Lion. Ci ispirano costantemente. È un bel posto in cui trovarsi, e mi sento creativa ogni volta che sono lì. I testi delle vostre canzoni possono tendere spesso alla sfera sessuale, e c’è un’intera gamma di espressioni sessuali femminili nel disco, in aggiunta a molti gemiti e respiri affannati. Mi fa venire voglia di fare sesso con delle ragazze.
È stata una decisione deliberata quella di rendere l’album sexy?
Flax: No, è un po’ come se stillasse liberamente da noi. Io gravito decisamente più in direzione di canzoni senza tempo, come “Portishead”. Da piccola mi piaceva quella musica che, quando ero depressa, mi faceva sentire ancora più depressa e quando ero innamorata amplificava tale sentimento e spero di poter rappresentare questo almeno un po’ nel nostro disco.
Chi sono le vostre influenze in questo disco? Quali sono state le vostre fonti di ispirazione?
Flax: Le persone che frequento ogni giorno.
Dillard: Sì, posso dire di essere d’accordo. Planningtorock è un individuo molto stimolante.
Flax: Non deve per forza trattarsi di musicisti, semplicemente di persone in generale.
Dillard: Spesso sono più ispirata dall’ arte e dai film che dalla musica. Che tipo di film?
Dillard: Terrence Malik è un enorme fonte di ispirazione, c’è un intero gruppo di nuovi fotografi che sta salendo alla ribalta. Un sacco di nuovi artisti, come Ryan McGinley e Sandy Kim, che stanno ricongiungendo il gap tra arte, musica, cinema e moda.
Come fate a portare quell’estetica monocromatica dei vostri video nei vostri show live?
Dillard: Abbiamo dei video che passano per tutta la durata dello show. Abbiamo collaborato con Warren Fischer, Thalia Mavros ed Ellen Frances e negli effetti visivi abbiamo sostanzialmente il lead singer e la traccia di supporto.
Siete contente di assistere al declino del fenomeno “witch house” e di essere riuscite a riemergere dalle macerie di quest’ultimo?
Flax: È un termine che sembra essere decaduto. Il che è ottimo ma continueranno ad esserci definizioni simili.
Come vi definireste?
Dillard: Elettroniche. Musica elettronica dark. È talmente difficile descrivere cose come la musica e l’arte.
Flax: Io direi trip hop. Dillard ha avuto una conversazione interessante con Lou Rhodes…
Dillard: Lou Rhodes ODIAVA la parola trip hop. Ha detto: “Ti capisco per la storia della witch house. Anche io odiavo essere chiamata trip hop. Ma passa anche quello.”
Flax: Anche se il termine trip hop non è passato. Ma credo che invece “witch house” lo sia.
E per finire, avete una canzone chiamata Jessica King. Chi è?
Dillard: Cercate su Google “Jessica King brown hair” e interpretatela come preferite. Ok…
Flax: Già, una volta che avrete visto il video avrete un sacco di ispirazione.
Dillard: Tutto avrà senso. Ma non voglio darvi troppi indizi.
Ho trovato una loro parodia di un video virale in cui una donna scuote la testa per aria. Nella clip in bianco e nero, Lauren Flax se la ride mentre agita la sua chioma ricciuta a destra e a sinistra. Il video originale, intitolato “Jessica King che scuote i suoi bellissimi capelli al rallentatore”, è stato ormai rimosso dal web, per ragioni non meglio specificate. Perciò il tutto rimane ancora un po’ un mistero.
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