Pubblicità
Tech by VICE

Ma che cos'è il GHB?

Conosciuto come droga-dello-stupro, è una sostanza sempre più diffusa per il microdosing e nel clubbing europeo in generale.

di Antonella Di Biase
23 ottobre 2017, 2:31pm

Sintetizzato nel 1874 da un chimico russo, il GHB (acido gamma-idrossibutirrico) non è esattamente l'ultima trovata del mondo delle sostanze. Quando se ne parla, di solito, il motivo è sempre lo stesso: la violenza sessuale. Il GHB è infatti noto alle cronache come droga-dello-stupro, e ne ha parlato recentemente anche Asia Argento in relazione alle molestie subite da un regista hollywoodiano quando aveva 26 anni.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di GHB? Innanzitutto è una sostanza che, oltre a una grave perdita della memoria, induce effetti riconducibili a quelli dell'ecstasy — disinibizione, aumento della sensibilità al tatto e generale predisposizione all'apertura verso l'altro — ma anche una riduzione della capacità di reagire ad aggressioni e violenze per i suoi effetti sedativi. Questo la rende la droga ideale da mettere nel bicchiere dell'eventuale vittima per approfittare della sua condizione psicofisica.

Dal punto di vista scientifico, il GHB è stato oggetto di studio a partire dal 1960, quando Henry Laborit, un importante farmacologo-ribelle del Novecento, lo ha sintetizzato nuovamente per testarne gli effetti come sedativo e ansiolitico. Nel corso dei decenni, vari studi hanno suggerito che il GHB è una sostanza già presente nel cervello umano che interagisce con i ricettori dell'acido gamma amino butirrico (GABA), inibisce il rilascio di dopamina e causa il rilascio di sedativi naturali a livello del sistema nervoso centrale e periferico. Si tratta di un ricettore molto importante perché si trova in diverse aree del cervello, tra cui la corteccia.

In Europa il sale sodico di GHB è commercializzato come farmaco per il trattamento della narcolessia con il nome di Xyrem, e in Italia è utilizzato per il trattamento dell'alcolismo cronico con il nome di Alcover. A quanto pare, il GHB determina una riduzione dell'astinenza da alcol, perché riproduce effetti simili sull'organismo e pertanto sarebbe in grado di diminuire le ricadute. Tuttavia, è una sostanza che può creare elevati livelli di dipendenza, quindi va assunta sotto stretta osservazione medica.

Negli ultimi anni il GHB è sempre più diffuso anche come droga da clubbing, utilizzata come alternativa all'alcol o nei classici mix di droghe. "È assolutamente una droga tipica della comunità omosessuale, tranne in Olanda, dove per vari motivi è usata anche dagli etero fin dall'inizio," ha spiegato a Motherboard una fonte milanese che preferisce restare anonima. "Inizialmente si è diffusa nei giri del chemsex, dove in sostanza si fanno delle orge mischiando GHB — che è un downer, ma ti eccita sessualmente — con degli uppers, tendenzialmente crystal meth o mefedrone."

"A Milano è un po' meno diffusa che in altre città europee, questo perché è più difficile trovarla, credo. E non è clamorosamente economica come a Berlino e Amsterdam. Per esempio a Berlino è uscita dal giro dei sex party per invadere anche tutto il clubbing LGBTQ — che poi, essendo lì la scena club molto sessualizzata, ha anche senso. È normalissimo andare a ballare col g," ha continuato. "L'effetto dura un'ora, quindi ogni ora vedi gruppi di persone che entrano in bagno tutte contente con le loro siringhe — che non servono per bucarsi, ma per misurare bene la quantità nell'assunzione orale."

Un altro impiego sempre più comune del GHB in modo che si può definire ricreativo è il microdosing. In questo caso è usato come coadiuvante per la vita lavorativa e interpersonale. "Lo prendo in occasioni sociali, insieme ad altre persone che lo fanno, oppure in generale quando esco," ha detto a Motherboard una testimone che preferisce rimanere anonima. "Mi faccio con gli amici, quando faccio sesso, e per arginare il down dopo le serate. Ho iniziato assumendo la dose intera (0,8 - 1,2) finché non ho avuto un incidente: avevo dimenticato di averlo assunto e poco dopo ne ho preso un altro po'. Sono stata priva di coscienza per per 30/40 minuti. Da allora ho deciso che avrei ingerito soltanto dosi minime, intorno allo 0,3 - 0,6."

"Non so di preciso quante volte al giorno lo prendo. Se sono a un party diciamo ogni 20-40 minuti. Posso andare anche oltre le 24 ore di fila, se si conta l'after. Ma non vado mai oltre i 4 giorni continuativi, e se lo faccio mi assicuro di prendermi una pausa dopo," ha continuato. "Può creare molta dipendenza se lo fai per più di un weekend. Quando lo fai per tipo due settimane di fila ne risenti, anche se l'effetto cambia molto da persona a persona. La mia riflessione in proposito è che quando inizi a sentirti un po' addicted devi fare qualcosa. Quando lo neghi o non fai caso al fatto che lo sei, puoi rimanere davvero fottuto."