Altri tweet che dimostrano quanto Marcello Foa sia inadatto alla presidenza Rai

Dalle notizie rilanciate da InfoWars al sostegno alla nave di Generazione Identitaria.

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lug 30 2018, 3:15pm

Foto via Facebook.

La nomina del giornalista Marcello Foa alla presidenza Rai—non ancora effettiva: dev’essere approvata dalla commissione parlamentare di vigilanza Rai, e al momento i voti sarebbero in bilico—ha suscitato polemiche molto accese, principalmente per alcune posizioni “controverse.”

Dall’altro lato, però, c’è chi ha elogiato la figura di Foa. Carlo Freccero, ad esempio, l’ha descritto sull’Antidiplomatico come un pensatore “fuori dal frame” del “pensiero unico,” nonché un esponente di quel “piccolo gruppo di opinion leader, blogger, giornalisti e pensatori, che presentano su internet l’altra faccia della medaglia, i fatti al di là della propaganda.” Inoltre, secondo Freccero, è davvero “paradossale” che Foa “venga combattuto come spacciatore di fake-news.”

Un ragionamento simile l’ha fatto anche Alessandro Di Battista, che dall’America ha denunciato su Facebook il “fascismo e certi anti-fascisti di facciata”—cioè quei “servi del potere finanziario” che “accusano di complottismo ogni cittadino dotato di libero pensiero.” Per Di Battista, su Foa non ci possono essere dubbi di sorta: “è un uomo con la schiena dritta, un giornalista mai servo che si è battuto con coraggio contro le fake news, quelle vere, non le fake delle fake.”

A partire da queste dichiarazioni, abbiamo così deciso di integrare la raccolta fatta qualche giorno fa sempre qui su VICE con altri validi esempi di quanto Foa si sia “battuto con coraggio contro le fake news.”

LE “CENE SATANICHE” DEL CAMPAIGN MANAGER DI HILLARY CLINTON A BASE DI “MESTRUO, SPERMA E LATTE DI DONNA”

Partiamo subito in quarta, ok? Nell’ottobre del 2016, Foa rilancia su Twitter un articolo assolutamente delirante dal sito di Maurizio Blondet, che a sua volta riprende un pezzo di Infowars—il sito ultracomplottista fondato da Alex Jones—in cui si parla, appunto, di “cene sataniche” organizzate dall’ex campaign manager di Clinton, John Podesta.

La “rivelazione” arriva da una mail pubblicata da Wikileaks, ma in realtà si riferisce a una cosa molto più semplice e prosaica: una chiacchierata tra Paul Podesta, fratello di John, e l’artista Marina Abramovic in cui si parla di possibili cene. Nessun “rito satanico,” ovviamente; anche se, durante la scorsa campagna elettorale, questa è stata una delle tante bufale pompate dall’alt-right per screditare Hillary Clinton.

LA “FALSE FLAG” SULL’AEREO ABBATTUTO IN UCRAINA NEL 2014

A proposito di Infowars: Foa dev’essere proprio un avido lettore del sito di Jones. Nel 2014, infatti, rilanciava su Twitter un’altra grande rivelazione: il volo Malaysia Airlines 17, abbattuto nell’Ucraina dell’est all’apice della guerra civile, sarebbe in realtà una “false flag”—cioè una “crisi provocata ad arte” per mettere in difficoltà Vladimir Putin (questo è l’esplicito sottotesto). Il tutto fatto ad appena 24 ore dall’abbattimento. Non serve nemmeno che stia spiegarvi perché si tratta di una fregnaccia, giusto?

IL SOSTEGNO ALLA “NAVE NERA” DI GENERAZIONE IDENTITARIA

Vi ricordate l’epopea della C-Star, la nave degli estremisti di destra di Generazione Identitaria? Doveva diventare il simbolo della riscossa di una nuova destra giovane contro le Ong, e invece si è risolto in una specie di triste Erasmus nel Mediterraneo costellato di figure di merda. Ma Foa, che con i retweet ha un rapporto a dir poco particolare, evidentemente la pensava in maniera diversa.

LA DITTATURA DI SERGIO MATTARELLA

Stando a quanto trapela dai retroscena, il Quirinale non è stato proprio entusiasta della nomina di Foa. Del resto, il giornalista aveva usato parole non proprio tenere nei confronti di Sergio Mattarella. Qui sopra, ad esempio, possiamo ammirare il tweet in cui il giornalista accusa il Presidente della repubblica di voler imporre una dittatura mettendo fuorilegge Lega e M5S.

LE BUFALE SUL CORRIERE DEL TICINO

Come risaputo, Foa per sette anni è stato nel consiglio d’amministrazione della società editoriale che pubblica il Corriere del Ticino—il maggior quotidiano in italiano del Canton Ticino. Secondo un post del “ricercatore indipendente” Luca Lovisolo che ne ripercorre la gestione, durante la “gestione Foa” sarebbero arrivate “firme la cui comparsa non sembra avere una spiegazione giornalistica: provenienti dall’Italia e, soprattutto, rigidamente allineate a posizioni politiche filorusse.”

Nel giugno dello scorso anno, poi, il Corriere del Ticino pubblica “come un grande scoop” la notizia secondo cui le forze dell’ordine tedesche avrebbero disinformato la popolazione sui “reali pericoli del terrorismo.” A sostegno di quest’affermazione vengono riprodotti dei documenti “ufficiali” della BKA (la polizia federale della Germania), che però—a partire dal logo—sono dei falsi plateali. Lo dice la stessa BKA, costringendo così il direttore del Corriere a un’umiliante smentita.

Lovisolo ricorda anche che l’articolo era firmato con uno pseudonimo (Stefan Müller), e non si sa chi ci fosse dietro né “è dato sapere se nel fatto vi fosse un personale coinvolgimento di Foa.” Ma ora, conclude il ricercatore, la “questione Foa sembra ormai definitivamente esportata in Italia. Aiutatevi a casa vostra.”

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