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Skepta si è seduto sul trono del rap inglese: e adesso?

Il re del grime è tornato con un nuovo album, 'Ignorance Is Bliss', e l'unico modo che aveva per alzare l'asticella era andarci giù pesante con i testi come mai aveva fatto prima.

di Tommaso Tecchi
06 giugno 2019, 9:01am

Skepta, fotografia via i-D

Chiunque di voi negli ultimi tre anni abbia aperto almeno una pagina di notizie internazionali si sarà sicuramente reso conto che il Regno Unito non sta attraversando il momento più felice della sua storia recente; dopo una Brexit votata da appena più della metà dei cittadini Theresa May non è riuscita in nessun modo a trovare un accordo con l’Unione Europea sancendo la fine della sua stessa vita politica, mentre le a quel punto inevitabili elezioni europee hanno visto trionfare ancora una volta un Nigel Farage che sembra non riuscire a fare un comizio senza che qualcuno gli lanci addosso un milkshake.

In questo grande clima di incertezza per i sudditi della Regina, l’industria discografica inglese sta comunque mantenendo un livello degno del suo storico ruolo di esportatrice di avanguardie. Se ci concentriamo sul rap, mentre gente come Slowthai, Little Simz e AJ Tracey stanno dando il segnale che questa versione urbana della British invasion non sia ancora finita, c’è chi sta pensando a consolidare il suo ruolo di re indiscusso della scena, si tratti di grime o meno: sto parlando di Skepta, che ha appena pubblicato il suo nuovo album Ignorance Is Bliss.

Dopo aver incassato tutto in una volta e con qualche anno di ritardo il successo che si meritava con Konnichiwa (che, ricordiamolo, ha vinto il Mercury Prize nell’anno del canto del cigno di David Bowie), il rapper di Tottenham sembra non sentire più neanche il mimino bisogno di dimostrare il suo talento. Questo non significa che il suo ultimo lavoro sia poco ispirato, ma è anzi l’opera di un artista ormai più che maturo e soprattutto arrivato talmente in alto da vivere il suo status con una serenità degna del Dalai Lama.

skepta ignorance bliss
La copertina di Ignorance Is Bliss di Skepta, cliccaci sopra per ascoltarlo su Spotify

Uno dei messaggi più reiterati di Ignorance is Bliss è infatti diretto ai suoi hater o agli altri rapper con cui negli anni ha avuto degli screzi, ed è perfettamente sintetizzato in due barre di “No Sleep”: “Sto solo pensando ai fatti miei, no, non stiamo guardando nessun altro / Volete odiarmi, è inutile, la verità è che dovreste odiare voi stessi”. Questo concetto viene ulteriormente articolato nei brani “You Wish” e nella posse track dei Boy Better Know “Gangsta”, fino al picco di “Animal Instinct” dove Skepta dichiara che per quanto non ha più niente da provare dovrebbe “farsi un selfie e andare ad appenderlo al Louvre”.

Questa presa di coscienza del compimento definitivo della sua carriera si rispecchia in una metafora che viene accennato in più di una traccia, ovvero quella della “morte” del personaggio Skepta, ormai già nella leggenda. In “Glow In The Dark” sostiene di essere un fantasma che aleggia come il fumo, mentre in “Bullet From A Gun”, facendo riferimento alla tomba di suo nonno in Nigeria, racconta: “Ho trovato la mia via verso casa / Poi ho visto il nome di mio nonno su una lapide / Lo stesso che ho io, già morto / Niente paura, sono qui già da tempo”. La sensazione è che grazie al suo enorme successo non debba più preoccuparsi di interpretare un ruolo e possa finalmente concentrarsi sulla sua famiglia, in particolare su sua figlia, che non a caso ha sapientemente tenuto lontana dai riflettori: il suo presunto nome di battesimo e una fotografia distorta compaiono per la prima volta rispettivamente in “Greaze Mode” e sulla copertina del disco.

In questo elogio alla sua famiglia e alle sue radici africane (lo scorso anno Skepta è stato insignito del titolo nobiliare di Chief proprio in Nigeria) non sono esclusi neanche i suoi genitori; allontanandosi dal cliché del rapper senza figura paterna, ancora nel brano d’apertura dell’album, rivela: “Vedi, è troppo facile / Scrivere una canzone triste su come mio padre mi ha cresciuto / Perché mi sto guardando allo specchio e mio padre mi ha reso un vero top boy, non posso fare la vittima” e “Ero un ragazzino, mamma mi ha detto cosa significa realmente il mio nome / e il potere ha cominciato a fare effetto”: il suo cognome Adenuga significa “la corona ha inizio” in lingua Yoruba.

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Un dettaglio dell'artwork di Ignorance Is Bliss in cui Skepta tiene in braccio sua figlia

Nella sua nuova veste di profeta il vecchio Skepta non poteva risparmiarsi anche qualche critica verso la società contemporanea e in particolare riguardo a come viviamo le relazioni nell’epoca dei social network e degli smartphone, ma quando possiedi la dialettica più diretta e tagliente del rap game è difficile passare da anziano retrogrado. Tra le perle che si possono trovare in Ignorance Is Bliss sull’argomento sono degne di nota: “Non posso avere una faida su un iPhone X” (“Redrum”), “Ora l’amicizia si basa su quanto veloce rispondo ad un messaggio”, “Tutti vogliono il sacro matrimonio / La maggior parte del tempo uno ha bisogno di un trofeo / E l’altro ha troppa paura di restare solo”, “San Valentino, è tutto rose e fiori / Passano tutti gli altri giorni cercando solo di segnare punti come Kobe” (“Same Old Story”) e “Ogni giorno rido di questi n***i online / Un altro ancora, oggi è qui, domani è scomparso / Leccano il culo per qualche like e un follow” (“Bullet From A Gun”).

La faccenda si fa ben più seria quando in sole 12 barre su “Glow In The Dark" tira in mezzo una presa di coscienza della sua posizione nel mondo, Nelson Mandela, i suprematisti bianchi, i finti woke, la criminalità a Londra e il governo britannico:

“Sapevo cosa significasse essere nero ben prima di essere sulla copertina di GQ Come pensi di mettermi in discussione sul colore?
Cosa ne sai di Nelson Mandela? Uomo, divento più “anti” che mai
Sì, posso essere serio, posso essere cattivo
Dite a un suprematista che sono supremo
Oh, adesso sono tutti woke, immagino di essermi perso in un sogno
Ma ancora predico il futuro, avevo detto che le cose sarebbero andate così
Le strade sono al massimo storico, il governo al minimo storico
I politici cercano di prendere biglietti per venire ai miei concerti
Stringo le mani con un braccio lungo, non mi avvicino mai
Non puoi vedermi, rimango un fantasma, uomo, mi muovo come il fumo delle sigarette”

Ora, non fatevi spaventare da tutta questa improvvisa saggezza; Skepta non è arretrato di un centimetro rispetto a ciò che ci aveva trasmesso fino a Konnichiwa e in mezzo a questi contenuti più alti c’è ancora il gangster di Londra Nord che parla dei suoi crimini, delle sue donne e di come ha sostanzialmente occupato l’industria della moda. Il suo suono è rimasto coerente con le sue origini e i beat—tutti prodotti da lui, con giusto una manciata di co-produzioni seppure più liquidi e meno aggressivi del solito toccano tutte le influenze tradizionalmente presenti nel grime, come la dubstep di “No Sleep”, il gangsta rap anni 2000 rivisitato di “What Do You Mean?” o il breakbeat di “Love Me Not” con tanto di sample di “Murder on the Dancefloor” di Sophie Ellis-Bextor. L’unico elemento che separa lo Skepta di qualche anno fa e quello di Ignorance is Bliss è una naturale evoluzione, il passaggio ad un livello successivo prima sul piano umano e di riflesso su quello artistico.

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