Tecnología

Sono diventato dipendente dalla “peggiore app di sempre”

Sono le tre di notte e mentre voi dormite, io rubo.

L’unica luce nella stanza è quella emessa dal mio cellulare. La batteria minaccia di scaricarsi da un momento all’altro, mentre io cerco qualcosa su cui mettere le mani. Mi serve qualcosa di valore, qualcosa da cui possa trarre un buon profitto—con i pochi secondi di energia rimasta, afferro il CEO della Apple @tim_cook. Per un attimo è mio, ma qualcuno me lo porta via altrettanto in fretta. E, ironia della sorte, proprio in quel momento la batteria del mio iPhone decide di morire.

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Sono le tre e un quarto e Tim non c’è più. Sdraiato al buio, mentre maledico la mia sfortuna e annaspo in cerca di un carica batterie, mi rendo conto che forse ho un problema. Segretezza, alienazione, uso continuo… i classici segni di una dipendenza. Ma dicono che il primo passo verso la guarigione sia ammettere di avere un problema. Quindi eccomi, uso questa piazza pubblica per ammettere che ho bisogno di aiuto.

Ciao, mi chiamo Tom e sono dipendente da Stolen!

Non sono il solo a soffrire. Ci sono migliaia di utenti che, proprio come me, stanno svegli la notte per giocare a Stolen!, il fenomeno virale che si auto-definisce nella propria bio su Twitter come “Letteralmente la peggiore app.”

Se per caso Stolen! non ha ancora consumato ogni secondo della vostra vita, lasciate che vi spieghi come funziona. È più facile dirlo che farlo, in realtà; quando ho provato a spiegarlo ai miei amici, sono rimasti a guardarmi imbambolati come gatti davanti a un trucco di magia.

Immaginate che Twitter sia una miniera virtuale, dove ogni social account è un bene prezioso. In questa vasta miniera di carbone social, ogni account ha un valore, ma alcuni valgono molto più degli altri. Il tuo compito è “rubare” account ad altri utenti e aggiungerli alla tua collezione, pagando il costo equivalente al valore di ogni account con la moneta del gioco (“§”), costo che varia notevolmente, dalle poche migliaia alle centinaia di milioni. Ogni volta che un account—compreso il tuo—viene “rubato,” il suo valore aumenta e aumenta di volta in volta sempre di più in base al suo net-valore. Sembra semplice, vero? La parte divertente è che una volta che un account viene rubato, il suo prezzo comincia subito a scendere lentamente.

Immagine: Screenshot della app Stolen!

Con i 250 milioni di account Twitter attivi pronti per essere arraffati, tutto può essere tuo; che tu voglia “possedere” riviste (@motherboard), celebrità (@taylorswift13), multinazionali (@kfc), beni culturali (@LatourEiffel), persone comuni (@tomdefeat), squadre sportive (@arsenal) o il bar dietro l’angolo. Se ha un account twitter, puoi rubarlo; non importa che il proprietario partecipi o meno al gioco.

Può capitare che qualcuno ti porti via un account particolarmente succulento molto in fretta (lasciandoti con un buon guadagno), ma capita anche l’esatto opposto. Se resti in possesso di un account troppo a lungo, il suo valore rischia di scendere sotto il prezzo pagato all’inizio, facendoti perdere un sacco di soldi quando viene finalmente preso da qualcun altro. (Sto parlando di te, Beyoncé… rivoglio i miei 1.6 milioni di §!).

“Se l’amicizia fosse una merce rara e le persone potessero scegliere con chi vogliono essere amiche attraverso un’economia di mercato?”

Siqi Chen, l’uomo a capo dell’azienda Hey Inc., madre di questa subdola app, ne ha spiegato le origini. “I social network sono come grafi senza peso sugli spigoli,” ha detto. “Sei amico con qualcuno o non lo sei; questa cosa, a mio parere, non rispecchia le relazioni del mondo reale. Così ho pensato, come posso aggiungere peso agli spigoli di questo grafo? Se inserissi un’economia di mercato? Se l’amicizia fosse una merce rara e le persone potessero scegliere con chi vogliono essere amiche attraverso un’economia di mercato? Così abbiamo lavorato su questa idea e—tra svariate decisioni di design—è finita per diventare un gioco.”

Ma la app in questione non era Stolen!; era la app del 2007 Friends for Sale, un gioco di contrattazioni progettato nei giorni bui precedenti l’arrivo di Twitter e basato interamente su Facebook. Dopo aver riscosso un buon successo, è stato acquistato—insieme alla prima società di Chen, la Serious Business—dal colosso del gaming Zynga. “Le persone erano così prese da quel gioco che dopo la sua chiusura ne costruivano versioni personali… Sono stato a matrimoni di Friends for Sale” ride Chen.

Da quando ha lasciato Zynga nel 2012, Chen ha lavorato sodo su diverse app, tutte caratterizzate da una forte componente social, ma mai giochi in senso proprio. “Volevo evitare di fare un altro gioco,” racconta. Ma dopo una serie di successi tiepidi, Chen ha capito di avere una sola possibilità per far funzionare la propria azienda, così è tornato al concetto che gli aveva portato fortuna nel 2007 e lo ha trasposto nell’ambito più ampio di Twitter. “Abbiamo capito di avere ancora una cartuccia da sparare e per quanto non volessi fare un gioco…”—fa una pausa—”quel che è fatto è fatto!”

Al momento, il gioco è ancora in fase beta/su invito, cosa che sembra aver solo alimentato la curiosità delle persone per la app, con 10 volte i download sull’app store di quante siano effettivamente le persone munite di invito. Proprio ora, codici di accesso falsi e veri vengono scambiati per soldi sonanti da qualche parte su internet.

“Le persone mi scrivono in privato dicendo, ‘non mangio, non dormo, ho bisogno di un codice,’” spiega Chen, “Siamo sorpresi, perché volevamo che fosse un gioco asincrono da giocare ogni tanto quando arriva una notifica, ma sembra che le persone lo tengano aperto costantemente.” continua Chen, “onestamente, sono sconvolto dal fatto che le persone usino una app che non funziona ancora del tutto. Se saranno ancora così prese dal gioco, quando sarà effettivamente finito, ne vedremo delle belle.”

Uno dei fattori più intriganti del gioco nella sua versione attuale è che non ha un search né una linea guida di gioco ma, come spiega Chen, la cosa non era intenzionale. “Le persone parlano della mancanza di un search come di una grande idea di design, ma noi lo volevamo mettere; è che non abbiamo ancora avuto tempo per costruirlo! La stessa cosa vale per il file di aiuto,” ride. “Voglio dire, pensavamo che ci avrebbero giocato solo un migliaio di persone… ora le persone dicono che è un lancio geniale, ma non era così che doveva andare.”

Immagine: Screenshot della app Stolen!

Ogni utente ha le proprie ragioni per giocare: per me il punto è guadagnare bene da scambi rapidi, comprare e vendere un account ancora fresco prima che il prezzo cresca troppo e che mi ritrovi incastrato—accumulare denaro per poter fare qualcosa di stupido tipo… comprare Kanye West. O il Papa.

Immagine: Screenshot della app Stolen!

Per alcuni l’obiettivo è vendere e rivendere il proprio account così da salire di valore, passando da pedina anonima a superstar di Stolen!, con un account che potrebbe un giorno essere appetibile tanto quanto quello di Google o di Drake. Altri vogliono solo possedere tutti i membri di band tipo One Direction e 5 Seconds of Summer, o la persona con cui sta un amico. Quest’ultima tattica è debole, specialmente quando gli utenti mettono ben in chiaro che ri-acquisteranno immediatamente il loro account preferito.

Immagine: Screenshot della app Stolen!

Al momento, Chen e il suo team stanno cercando di essere il più pazienti possibile e di creare qualcosa che possa essere fruito da un pubblico più ampio. “Ovviamente, ci dispiace che le persone che giocano già a Stolen! siano frustrate dalla mancanza di un search o di una chat, ma stiamo cercando di fare la cosa più saggia sul lungo periodo, perché vogliamo che questo sia un posto sicuro, dove le persone non vengano molestate e si divertano e per questo ci vogliono tempo e impegno,” dice.

“È difficile—perché potremmo avere migliaia di utenti in più nel giro di una notte, ma sto cercando di ricordare a me stesso come al mio team l’importanza di essere lungimiranti,” continua. “Che senso avrebbe realizzare un prodotto destinato a bruciarsi in un mese?”

ll successo di Stolen!, per ora, è stato interamente virale. E, come nel caso di molte altre app che cavalcano quell’onda incerta, è possibile che si estingua in fretta come è nato. Rimane da vedere, insomma, se riuscirà a tenersi sulla cresta mentre Chen e il suo team implementano le nuove feature, o se finirà per essere un’altra app virale poi dimenticata come Yo!. Per ora, almeno, “Lettelmente, la peggiore app” è letteralmente la app più compulsiva di internet.

Aggiornamento: Sembra che gli sviluppatori di Stolen! abbiano deciso di chiudere i battenti dell’applicazione dopo appena due settimane dal lancio in beta; le ragioni di questa scelta sarebbero legate al fatto che il gioco può avere un’influenza negativa su alcuni giocatori e amplificare il potenziale abusivo di Twitter.

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