È risaputo che Martin Parr, uno dei beniamini di VICE, sia uno dei migliori fotografi britannici in circolazione. In pochi sanno però che Parr è anche un avido collezionista di memorabilia di cattivo gusto ispirati a terroristi, dittatori e altri personaggi malvagi. Anche io colleziono roba del genere e leggere di questo nostro hobby in comune mi ha fatto sentire decisamente meno un deviato per il fatto di possedere decine di oggetti raffiguranti mostri specializzati in omicidi di massa.
Lo scorso mese, quando annunciarono che la marina americana aveva sparato in faccia a Osama bin Laden e aveva buttato il suo corpo in mare come fosse un sacco di spazzatura, Martin mi confessò che la sua reazione fu uguale alla mia: estrema eccitazione per tutta la roba ispirata alla morte di bin Laden che sarebbe comparsa su eBay. Nel giro di pochi giorni apparvero liste di nuovi oggetti inutili–ennesima dimostrazione dal fatto che gli sfruttatori di manodopera indiana e cinese hanno un’incredibile etica lavorativa. Ovviamente entrambi abbiamo subito piazzato ordini enormi.
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Sapendo di questo passatempo in comune mi sembrava quasi che fosse desiderio di Dio (o di Allah, se preferite) che io chiedessi a Martin di poter fotografare alcuni dei suoi preziosi cimeli per scoprire perché significassero così tanto per lui.
VICE: Quando hai iniziato a collezionare queste, um…
Martin Parr: Cianfrusaglie politicizzate?
Sì.
Ho iniziato con la roba su Margaret Thatcher e col tempo la mania ha preso il sopravvento. Quando Internet, eBay ecc. hanno preso piede è diventato davvero semplice trovare questi oggetti.
Mio padre aveva un sagoma di cartone a grandezza naturale di Margaret Thatcher, la teneva nel suo “ufficio”, cioè la casetta in giardino. Poi c’erano le squeaky doll (pupazzetti che fanno rumore quando li schiacci).
Avevo tutte quelle cose, le squeaky doll in particolare—eBay ne è pieno. E ora che Bin Laden è morto c’è un sacco di roba nuova che arriva, che ovviamente sto già accumulando. Ho preso cose dall’India e da Hong Kong per celebrare la sua dipartita.
A parte il fatto che è divertente riempirsi l’appartamento di cose che mettono a disagio gli ospiti, perché sei così interessato a questo genere di oggetti?
Credo che un riflesso della follia umana pervada la politica mondiale, e molti di questi oggetti riflettono proprio questo.
Qual è il tuo pezzo preferito?
Le caramelle Kulfa fatte in Pakistan in onore di Bin Laden. Sono così inutili e assurde.
Sono buone?
Oh, non saprei, devono rimanere impacchettate. Spero si conservino bene perché non verranno mai mangiate.
Scommetto che hanno il sapore di qualcosa gocciolato fuori da una macchina per dialisi.
È notevole il fatto che non solo qualcuno le produce, ma anche in quantità. Dev’essere un vero eroe in Pakistan.
Pensi che gli Stati Uniti mentano sulla sua morte? Le teorie cospirazioniste sono per i malati di mente, ma io sento puzza di bruciato.
Sono abbastanza convinto che sia successo davvero, l’hanno confermato sia la sua famiglia che Al-Qaeda. A dir la verità quando fu annunciata la sua morte ero già su eBay a tentare di comprare un orologio con su la foto che è girata subito dopo—quella con la sua faccia spappolata.
Quella foto sembra davvero fatta da un ragazzino delle medie con Paint, ma era comunque stupenda. Alcuni potrebbero dire che si tratta di un’opera d’arte.
L’orologio era stato prodotto in India subito dopo che la foto era stata svelata. Il giorno dopo è stato rimosso dal sito e non l’ho più visto in vendita, ma a me arriverà presto.
Qual è la cifra maggiore che hai mai speso per uno di questi oggetti?
Una volta pagai 500 dollari per tre orologi con sopra Gheddafi perché, per quello che ne sapevo, erano gli unici in vendita in rete. Sembra un prezzo alto perché sono decisamente di cattiva qualità, ma d’altronde sono cose che non puoi fare un salto al supermercato e comprare, no?
In un certo senso è anche un investimento, perché la domanda per questo tipo di oggetti cresce di giorno in giorno.
Il mercato dei gadget su Bin Laden è cresciuto un sacco dopo la sua morte. Prima c’era qualcosa come un centinaio di oggetti, ora sono decine di centinaia. Ci sono stati momenti in cui il boom è stato più intenso. Quando morì Saddam era un momento perfetto per comprare. Le cose pro-Bin Laden, tipo le caramelle Kulfa, sono sempre più difficili da trovare in Occidente.
Una volta un amico mi portò un fermacarte di Hezbollah dal Pakistan. Ci tengo un sacco.
I gadget su Bin Laden sono l’unica cosa che mi interessa in questo momento—quelli e gli orologi di Gheddafi. Non so come si possa averne uno senza andare in Libia, e questo non è il momento migliore per andarci.
E la difficoltà di reperimento è una delle ragioni per cui ti piacciono così tanto?
È un qualcosa di istintivo, per questo li colleziono. Tutti questi dittatori falliti hanno avuto un ego enorme e questo ha fatto sì che fossero prodotti tutti questi oggetti. E ciò la dice lunga sulla loro personalità.
Nelle pagine seguenti, i pezzi salienti della collezione di Martin Parr.
Le caramelle Kulfa sono la versione pakistana delle caramelle tonde colorate. Come può un bambino resistere a caramelle al cocco contenute in una scatolina con su la faccia del famoso eroe di guerra Sheikh Osama? Deliziose.
I veri fan del post-modernismo si sono appropriati di un vezzo da dandy d’inizio secolo e lo hanno contestualizzato mettendoci la faccia del re del terrore. E come bonus dentro trovi anche il ritratto di Saddam. Doppiamente figo.
Dichiara un jihad anale contro Al-Qaeda strofinando sulla faccia di Osama quello che è rimasto dei falafel di ieri sera.
Prima del 9/11 potevi salire su un aereo brandendo un coltello mentre fumavi un blunt pieno d’erba. Oggi non puoi nemmeno fare una scoreggia post-birra senza che qualcuno di accusi di essere terrorista.
Questo tappeto commemorativo del 9/11 è stato fatto negli Stati Uniti, ed è decisamente un oggetto di classe rispetto ai tipici prodotti afgani, che di solito rappresentano vignette con aerei che volano dentro gli edifici e gli omini che precipitano verso la morte.
Vivo o morto! Questa fiera aquila americana, dipinta egregiamente, piomba giù dalle nuvole della libertà per afferrare il più grande nemico della nazione con gli artigli della giustizia. Buon viaggio
all’inferno, Osama.
Alleviate lo stress causato dalla campagna del terrore e dal lavoro con questo pratico set di freccette magnetiche.
La ricompensa per l’uccisione del ricercato numero uno al mondo era un misero pugno di dollari? Non c’è da stupirsi se ci hanno messo così tanto a trovarlo.
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Illustration by Reesa. -

(Photo by Kevin Mazur/WireImage) -

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