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Crittografia, hacking e scrittura collettiva: siamo stati all'Hackmeeting 0x13

Hackmeeting è il raduno nazionale che dal 1998 a oggi unisce le controculture digitali italiane.

di Daniele Gambit
07 giugno 2016, 2:05pm

La locandina dell'edizione 0x13

Questo weekend si è tenuta la diciannovesima edizione di Hackmeeting, il raduno nazionale delle controculture digitali italiane. Dal '98 a oggi, l'evento riunisce mediattivisti, ricercatori, programmatori o semplici curiosi per discutere insieme dei rapporti tra la società e le nuove tecnologie. Al centro del dibattito sono posti temi come privacy, copyleft, crittografia, software libero, ma anche autoproduzioni e radio amatoriali. Come da tradizione, l'edizione è numerata con una cifra esadecimale crescente, in questo caso 0x13 (il numero 19, per l'appunto).

Quest'anno la location è stata il Polo Fibonacci dell'Università di Pisa, sede delle facoltà scientifiche dell'Ateneo, che è stato temporaneamente occupato per i tre giorni durante i quali si è svolto il meeting. L'evento è organizzato in modo autogestito da una mailing list aperta, ospitata su un mail server del collettivo Autistici/Inventati.

A fare da denominatore comune tra tutti i progetti presentati è stato l'approccio Do It Yourself (DIY), la voglia di sovvertire il ruolo di semplice fruitore inconsapevole delle macchine con cui abbiamo a che fare ogni giorno - siano esse informatiche, biologiche o cognitive.

Inutile ribadire che il progetto, dotato di una forte connotazione politica, tende a sensibilizzare su temi come l'importanza della privacy e della comunicazione libera da controllo, tanto che, durante la tre giorni, c'è l'esplicito divieto di fotografare persone all'interno dello spazio.

L'evento si è aperto con la presentazione del BordaFest di Lucca, un festival del fumetto indipendente che si svolge ogni anno in contemporanea con il Lucca Comics and Games. Poi, Alberto Angelini (aka @lbert Figurt), videomaker e cameramen freelance, ha intrattenuto una trentina di persone con un "laboratorio di scrittura automatica collettiva" nel quale, ispirandosi al celebre gioco Cadaveri Squisiti, i partecipanti estraevano dai propri smartphone o computer immagini e testi scelti a caso, con i quali si provava collettivamente a costruire una storia dotata di senso. Un esperimento interessante, che offre spunti di riflessione sulle caratteristiche combinatorie del processo narrativo.

I talk più tecnici, così come la presentazione del servizio di streaming autogestito streampunk.cc, hanno affrontato la questione della crittografia: il membro del collettivo Autistici/Inventati Lucha, che già avevamo intervistato da Motherboard, ha spiegato in venti minuti i concetti fondamentali della crittografia a chiave pubblica e basata su curve ellittiche. Rakk, invece, ha illustrato in modo simpatico e divertente il paradosso del gatto di Schrödinger e l'entanglement quantistico, per poi arrivare a spiegare come questi concetti sono coinvolti nella quantum computing e nella crittografia quantistica, che permette la realizzazione di dispositivi e algoritmi molto più efficienti rispetto ai computer tradizionali.

Oltre ai talk in programma, ciò che rende HackMeeting davvero esplosivo sono i laboratori improvvisati lungo i corridoi.

Alla sera, è stato presentato Anopticon, un progetto di mappatura delle telecamere cittadine sul territorio nazionale, nato per sensibilizzare sul tema del "Grande Fratello", il controllo sociale e la videosorveglianza. Poi, è seguito un momento ricreativo di reading accompagnato dalla musica, durante il quale vari autori hanno letto racconti da riviste autoprodotte, come la recente pubblicazione Fortòpia e la rivista steampunk collanediruggine.

Il sabato ha visto tantissimi talk interessanti: il gruppo Ippolita, noto collettivo di ricercatori che ha già pubblicato vari testi di analisi sulla Rete, ha presentato la sua ultima pubblicazione, Anime Elettriche, che affronta il tema del coinvolgimento emotivo e affettivo prodotto dai social network, avviando in sala un partecipato e animato dibattito sulle contraddizioni, le criticità e le potenzialità della comunicazione digitale ai tempi di Facebook.

Nel pomeriggio, poi, vari partecipanti della campagna di solidarietà #OverTheFortress hanno esposto il progetto NoBorder Wifi, sviluppato con l'intento di fornire ai migranti presenti nei campi profughi la possibilità di un accesso a Internet, per poter comunicare con i parenti in Europa o quelli che si trovano ancora nel paese di origine. Durante il talk è stata presentata l'esperienza nel campo di Idomeni, al confine tra Grecia e Macedonia, tristemente noto per il recente sgombero attuato dalle forze di polizia.

Vietato fotografare all'Hackmeeting.

A seguire si sono tenute due tavole rotonde. Durante la prima si sono affrontate problematiche legate alle identità di genere e l'antisessismo, cercando di capire insieme come scardinare i ruoli imposti dai generi sessuali, hackerando le proprie identità come si hackerano i dispositivi elettronici. Il concetto di hacking, in questo senso, assume quel significato multidisciplinare che caratterizza il progetto.

La seconda è stata organizzata dal sito di narrazioni collettive Maz, sul quale prossimamente uscirà una raccolta di racconti e fumetti sulle migrazioni, Razza Migrante. In questa tavola, con alcuni membri del progetto di scrittura collettiva SIC, che in passato ha pubblicato un romanzo di 115 autori, si sono discusse le potenzialità che le nuove tecnologie possono offrire per avviare progetti di scrittura collettiva, discutendo cosa questo comporti nell'ambito dei rapporti tra autori ed editore oltre che il problema delle licenze libere e del superamento del concetto di copyright.

Oltre ai talk in programma, ciò che rende HackMeeting davvero esplosivo sono i laboratori improvvisati lungo i corridoi. Mentre droni autocostruiti ti volano sopra la testa, c'è un giovane programmatore che ti spiega come hackerare la scheda di calcolo del robot Emiglio. Hackmeeting è un luogo di scambio di opinioni e testimonianze, esperienze di altri hackmeeting italiani e non solo - i racconti dai CryptoRave brasiliani, festival di 24 ore in cui si incontrano tecnologie ribelli, vanno per la maggiore.

Chiunque sia interessato a partecipare alla prossima edizione proponendo seminari o idee può iscriversi alla mailing list ufficiale e discuterne con i partecipanti, oppure seguire il sito ufficiale per sapere dove si terrà la prossima edizione ed eventuali pre-hackit.

Però, mi raccomando: niente foto.

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