Música

Il nuovo EP di Mark Van Hoen è una ode liturgica all’inverno

Il romancticismo oscuro e annegato in una tristezza quasi mistica è sempre stato la specialità di Mark Van Hoen. Quando si chiamava Locust finiva per reagire con una specie di violenza nervosa, autodistruttiva. Con gli anni si è fatto più capace di filtrare a fondo col suo corpo quella stessa tristezza, fino a modificarne le reazioni agli stimoli, e poi riversarla tutta sulle macchine per generare dei soundscape spiritualmente fertili. I dischi a nome suo suono questo: delle esplorazioni di synth modulari e campionamenti che fanno leva sugli affetti, sulle paure.

Dove picchia duro, l’inverno è una stagione in cui questo genere di malinconie si fanno pesantemente largo. Allora Van Hoen ha deciso di dedicare la sua ultima uscita a questa stagione. Sketch For Winter V: It’s Not Me esce in cassetta sull’americana Geographic North ed è la sua ode all’isolazionismo da freddo. Certo, col caldo che sta facendo in italia ora, forse non siamomolto nel mood, ma se volete prepararvi a quando la ascolterete durante l’inverno nucleare che arriverà tra pochi anni, mentre piangete per il crollo dell’umanità, compratela. Ma prima ascoltatevi questo estratto, il trip-hop liturgico “It’s Not You (In A Way)”

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