Música

Old Apparatus – JPES

Oggi non piove. il tempo fa comunque schifo, come vuole la regola di inizio autunno in una Milano dove fatico a credere sia mai esistita la mezza stagione, ma non piove. Mi trovo comunque ad essere invaso dall’acqua, o meglio dalle sue conseguenze, ascoltando laa nuova traccia di una band di alluvionati corrispondente al nome di Old Apparatus.

Sono in quattro, e nonostante in sede di esibizione live non si preoccupino minimamente di proteggersi con delle maschere, il più della critica continua a definirli “misteriosi”, in gran parte perchè hanno avuto la buona educazione (cosa, a dire il vero, sempre più comune di questi tempi) di mettere comunque la musica e un immaginario estetico molto potente davanti alle loro identità. Non solo: suonano con una voce sola ed è molto difficile capire come funzioni la divisione del lavoro nell’apparato; metteteci poi che la povertà linguistica del critico indiesessuale medio gli imepdisce di non affidarsi all’esoterismo, quando qualcosa gli suona ripetitivo e dilatato.

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Di fatto, il punto è proprio l’acqua. Anzi, tutti glie venti atmosferici pesanti che abbiano qualcosa a che vedere con l’umidità: pesanti, rovinano le cose e affaticano i movimenti, ci si perde e ritrova dentro, sono belli da guardare ma possono essere all’origine di vari disastri. Ecco, oggi più che mai gli Old Apparatus suonano come un segnale appena intellegibile, sciolto in un aria molto pesante o meglio negli effetti dub che da qualche anno a questa parte sono diventati praticamente obbligatori. Mancano le componenti più tecnicamente bass/dubstep che c’erano nei lavori precedenti, ma non è detto che l’intero nuovo EP (Epirtsder) ne sia privo. Ascolteremo, intanto beccatevi la preview.

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