In Parlamento si è formato un gruppo che vuole riportare l'Italia all'Ottocento

L'intergruppo si chiama Vita, Famiglia e Libertà, è composto da 150 parlamentari e vuole combattere la "deriva antropologica" causata dai diritti civili.

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set 18 2018, 3:55pm

Foto via Twitter.

Sebbene la legislatura sia partita da pochi mesi, il tasso di distopia in materia di diritti civili è già ai livelli de Il racconto dell'ancella. Oggi, ad esempio, in Senato è stato presentato l’intergruppo parlamentare “Vita, Famiglia e Libertà” che riunisce 150 tra deputati e senatori di centrodestra—nonché la grillina Tiziana Drago, che tempo fa aveva organizzato una “veglia” delle Sentinelle in piedi a Catania.

Il parterre de rois alla conferenza stampa era di tutto rispetto. Il promotore dell’iniziativa è stato Massimo Gandolfini, neurochirurgo di Brescia e organizzatore dei Family Day del 2015 e 2016; e al suo fianco figuravano Simone Pillon (quello che ha recentemente promesso: “impediremo alle donne di abortire”), Maurizio Gasparri, Gaetano Quagliarello e il leghista Alessandro Pagano.

Quest’ultimo, a margine dell’evento, ha assicurato che “stavolta non giocheremo più una partita di rimessa, ma una partita d’attacco” contro la “deriva antropologica frutto di una cultura cosmopolita e perversa.” Il deputato ha poi aggiunto che “c’è un popolo italiano che si è risvegliato dal torpore voluto dalla massoneria internazionale.”

Se non bastassero solo i nomi che ho citato prima e le dichiarazioni qui sopra, i temi—anche se sarebbe più corretto parlare di bersagli—di cui intende occuparsi l’intergruppo sono i seguenti: "utero in affitto" (già vietato dalla legislazione italiana); “adozioni omo-genitoriali” (non previste da nessuna legge); la “legalizzazione delle cosiddette droghe leggere” (di cui nessuno si azzarda più a parlare); il “contrasto al suicidio assistito”; la “valorizzazione del principio di obiezione di coscienza” (leggi: guerra alla legge 194); e—pensavate davvero che potesse mancare?—“l’educazione del gender nelle scuole.”

In pratica, si tratta di tutti i discorsi paranoici che ho sentito negli ultimi anni dal palco dei due Family Day. La novità è che ora si sono trasferiti direttamente in Parlamento, trovando un folto gruppo di parlamentari pronto a farli propri.

A coronare la presentazione sono poi arrivate le dichiarazioni di Quagliariello, che ha definito “orribile” la scorsa legislatura—principalmente per l’approvazione delle leggi sulle unioni civili e sul fine vita—e ha garantito: “l’intergruppo Famiglia e Vita è un’azione di resistenza e di testimonianza.”

Non so per la “testimonianza,” ma per quanto riguarda “l’azione di resistenza” ha indubbiamente ragione. Solo che si tratta di resistenza ad un minimo progresso civile che è stato faticosamente conquistato negli ultimi decenni.

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