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Ecco perché i tuoi sogni sono così assurdi dall'inizio della pandemia

Se nella vita quotidiana non succede praticamente niente, perché così tante persone dicono di fare sogni molto più vividi e violenti del solito?
21.4.20

Quando ho detto su Instagram che i miei sogni erano diventati molto più strani del solito, decine di persone mi hanno risposto che stava succedendo la stessa cosa anche a loro.

Non racconterò i dettagli qui, ma il punto è che da una prima ricerca assolutamente non scientifica da me condotta, non sono la sola a fare sogni più intensi durante la pandemia—o almeno a ricordarmeli meglio. Molti dicono di fare sogni più inquietanti, e spesso con simbolismi e riferimenti molto chiari al coronavirus: se non sogniamo scaffali vuoti al supermercato, sogniamo di lottare in una trincea. In sostanza, sembra che il nostro subconscio non sia d'accordo col fatto che le analogie tra guerra e pandemia sono una cosa terribile.

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A prescindere dai simbolismi, la cosa migliore dei sogni è che non possono essere spiegati mai del tutto. "Scientificamente, i sogni hanno da sempre una certa essenza di mistero che li circonda," dice lo psicologo Francisco López Cánovas. Ma, aggiunge, "I medici hanno interesse a sapere se un paziente ha incubi perché possono essere indicativi di un'esperienza psicologicamente difficile da elaborare."

"Il sonno," prosegue, "tende a essere un'attività che 'compensa' o riflette la nostra psiche durante il giorno." Un esempio semplice è, per esempio, che se vai a letto affamato, potresti sognare di essere in un ristorante in attesa di un piatto fantastico. Dunque durante una pandemia, è possibile che sogniamo le paure che il nostro subconscio si impegna a reprimere durante il giorno.

Lo psicologo Juan Antonio Membrive, che ha di recente pubblicato un thread su Twitter sul perché stiamo tutti facendo sogni allucinanti durante la pandemia, sostiene che possiamo sapere molto poco di quello che succede nel nostro subconscio, ma ha un paio di teorie.

La prima: ci ricordiamo meglio i sogni perché sono tutto ciò che abbiamo al momento. "Durante il giorno, quando viviamo esperienze che sono significative o fuori dall'ordinario, queste funzionano come 'marcatori' nella nostra memoria. Prestiamo maggiore attenzione a questi eventi. Durante un periodo di reclusione, abbiamo meno esperienze durante il giorno, per cui è facile che i sogni risaltino."

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La sua seconda ipotesi riguarda invece la nostra attenzione e umore. "Un umore disforico (o di disagio) e una mancanza di stimoli sono condizioni che aumentano l'attenzione verso se stessi (e verso le proprie reazioni psicologiche)," ha detto. "Per cui, sappiamo che un umore alterato può portarci a sognare di più e, soprattutto, a fare sogni con una maggiore carica emotiva. Tra cui, ovviamente, incubi."

López Cánovas ha detto che il soggetto dei nostri sogni ha meno a che fare con gli eventi esterni che ci capitano e più coi pensieri interni che formuliamo durante il giorno. "Per sognare, il cervello può partire da eventi e persone reali, ma sappiamo che può anche creare immagini ignote. Quindi sia bambini che adulti possono sognare qualcosa che non hanno mai visto o vissuto."

Ma come interpretarli? "Ne L'interpretazione dei sogni, Freud spiega che nella sua esperienza i sogni sono in genere una realizzazione allucinatoria di desideri più o meno consci del sognatore," risponde López Cánovas.

Mentre per quanto riguarda i sogni su conflitti, minacce e guerra, Membrive ha detto, "il contenuto in genere fa riferimento ad aspetti legati alla sopravvivenza, come le minacce alla nostra integrità e alla nostra salute o altri temi come l'aggressione." Ritiene che per la nostra memoria sia più facile aggrapparsi a questi temi nella situazione attuale.

Quindi, se possiamo comprendere i meccanismi dietro i nostri sogni almeno fino a un certo punto, possiamo anche controllarli? La risposta semplice è no. "Ci sono persone che riescono naturalmente a 'scegliere' cosa sognare o cosa fare dentro un sogno. Ma persino per quelle persone il sonno è per lo più un processo autonomo," ha spiegato Membrive.

"Puoi allenarti ad avere sogni lucidi. È una pratica usata per trattare gli incubi ricorrenti, con buoni risultati in certi casi." Una tecnica è nota come terapia sistematica di desensibilizzazione. "In pratica, ripercorriamo il sogno problematico nella nostra immaginazione da svegli, ma dandogli un finale diverso o cercando contemporaneamente di rilassarci, come comportamento alternativo alla natura minacciosa e ansiogena del sogno," ha detto. Questa tecnica è spesso usata quando gli incubi di un paziente sono così intensi che interferiscono con la vita di tutti i giorni.

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Per cercare di prevenire gli incubi da quarantena è possibile cercare di mantenere un ritmo sonno-veglia salutare, sostiene il neurofisiologo Javier Albares, specialista del sonno alla clinica Teknon di Barcellona. Il sonno funziona secondo il ritmo circadiano, che risentire dell'isolamento. "Il nostro orologio interno è regolato da tre fattori: luce e buio, cibo e attività fisica, cose che di cui è facile perdere il controllo in quarantena." Ha citato le relazioni sociali come quarto fattore, che sono però particolarmente dure da mantenere in questo momento.

Ma ci sono piccole cose che possiamo comunque fare. "Aprire le tende e le imposte o tapparelle appena ci alziamo dice al nostro corpo che è giorno, e ci fa attivare," ha detto Albares. "Prima vedi la luce al mattino, prima avrai sonno la sera. Lo stesso vale per il buio: due o tre ore prima di andare a letto, dovremmo cominciare a spiegare al nostro corpo che è notte, così che possa produrre l'ormone nel sonno, la melatonina." Buono a sapersi, se cercavi una ragione in più per mandare a nanna i gruppi su Whatsapp prima del solito.

Mantenere una routine alimentare, anche se significa mangiare cereali nel letto ma farlo a orari precisi, aiuta a "marcare il resto delle abitudini nella giornata," ha spiegato, e in questo senso l'attività fisica aiuta l'appetito oltre che il sonno. In ultima istanza, ha raccomandato di seguire una "dieta delle informazioni"—regolando il tempo che passiamo a scrollare le notizie (soprattutto quelle sul coronavirus) e cercare invece di praticare un po' di meditazione in quel momento del giorno.

Ma se nessuno di questi consigli funziona e i tuoi sogni sembrano ancora un remake di Apocalypse Now girato da Tarantino, forse è il momento di tenere un diario dei sogni.

Su Instagram nei mesi scorsi abbiamo chiesto di raccontarci i sogni più strani fatti durante la quarantena. Per vedere il risultato vai sul nostro profilo, e se il tema ti interessa, dai un'occhiata al progetto della perfomer e artista visiva Reverie, 'Coro di sogni'—una raccolta di materiale onirico aperta a chiunque voglia contribuire.