Gli Umanzuki sono in ascesa, lenta e astratta: da roccia che erano si stanno sublimando in una coltre di nebbie elettropositive, che restano sospese a mezz’aria, riempiendo tutto lo spazio fisico attorno all’ascoltatore. Succede in Nemi, il loro nuovo EP di quattro tracce (tutte attorno ai sette minuti di durata) per Beer On The Rug. I ritmi sintetici ma arcaicsti del precedente Porta appaiono solo sul finale, suonando più serrati e densi, quasi qualcosa stia cercando di trascinarli in qualche direzione non-ortogonale.
Il resto, come sempre, prova a penetrare fino agli elementi essenziali. Le forme gassosa di suoni differenti (accenni di melodie sacrali, noise, basse infrasoniche) si attaversano, mescolano e compenetrano senza risaltare una sull’altra, aspirando a un unico non-corpo non-spazio non-spirito unitario. Esce nell’oramai raro formato CD e in cento copie. Nel caso vogliate farvi un’idea se accattarlo o meno, ascoltatelo qua sotto e convincetevi:
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