Ecco il più grande fan di sempre di Paul Bocuse

Ecco il più grande fan di sempre di Paul Bocuse

Christian Carrard nutre una sorta di venerazione religiosa per Paul Bocuse. Il suo scopo: far conquistare al ristorante la quarta stella Michelin.
24.1.18

Christian Carrard ha sviluppato una sorta di culto per lo chef Paul Bocuse. Ogni anno dal 2009 questo esperto di economia ospedaliera, marito e padre di famiglia, rompe il porcellino in cui accumula i risparmi per pagarsi un pellegrinaggio lionese insieme alla moglie. Si inizia alla "casa madre", l'Auberge du Pont de Collonges, e si finisce all'Ouest Express, «una sorta di Mc Donalds à la mode de Monsieur Paul, con i prodotti del territorio».

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Toutes les photos sont de Vik van Zandt.

Un budget di circa mille euro per due giorni di gozzoviglie: «A casa sua c'è poco sul conto e tutto nel piatto. Non il genere di posto dove si taglia un pisello in quattro parti. Contrariamente a molti suoi colleghi è un uomo alla mano, più a suo agio con la gente semplice come noi che con quelli del suo mondo. La sua squadra è un orologio svizzero. Precisione ed eccellenza. Esige molto, ma è il primo a dare l'esempio»

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Ma la maggior parte della festa non si svolge in terra santa. È a Yverdon, in Svizzera, che si manifesta la passione di Christian Carrard, in un appartamento dai muri bianchi pieno di coniglietti di peluche, campanelle e porcellane. Le finestre danno su uno scampolo di prato e dietro, in prospettiva, un ponte, dei palazzi e le cime dello Jura. Per ricevere i giornalisti il devoto ha allestito il suo totem: divise con la firma, menu, biglietti di auguri, piatti firmati e libri - alcuni del maestro e alcuni suoi, autopubblicati. Uno di questi ripercorre tutte le azioni intraprese da Christian per conquistare il santo Graal.

Perché creare un fan club? Elvis Presley, Johnny Hallyday sono conosciuti a livello internazionale. In Francia, Paul Bocuse è più famoso della torre Eiffel.

È da qui che, a partire dal 2009 e dal suo «colpo di fulmine gastronomico», Christian Carrard si impegna a far sì che la Guida Michelin, che certo non dispensa con liberalità i suoi punteggi, conceda a Bocuse una quarta stella, anche solo virtuale. Da parte della Rossa la risposta è stata cortese ma ferma: «Le vostre richieste sono state registrate, ma attualmente la Guida Michein non ha in previsione nessun cambio nel suo sistema di classificazione».

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In previsione della nostra intervista, Christian Carrard ci ha inviato una busta di cartone che conteneva una dozzina di dossier con etichette come "in corso", "in azione", "risultati positivi". E poi, una volta a casa sya, ci ha mostrato il suo capolavoro: il famoso libro autoeditato che racconta la sua crociata. Alla ricerca della quarta stella, la mia battaglia per Paul Bocuse è un reportage giornalistico: la storia di un dilettante volenteroso messo a servizio di una causa perduta.

Christian Carrard non è stupido. Il a cerné l'ennemi : « Il ne faut pas être pressé avec les Français, il faut les relancer. » En attendant de faire céder la digue, le « petit Suisse » a trouvé une parade. Sur une suggestion du fils de Paul Bocuse, gestionnaire aux États-Unis des franchises du père, il veut créer les « Bib » pour distinguer les établissements qui ont trois étoiles et qui durent, exactement comme les pneus Michelin.

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Nella sua crociata è anche arrivato a chiedere che la città di Lione creasse un museo per Paul Bocuse e che fosse messa una scritta "Chef del secolo" davanti a Les Halles che già portano il suo nome. Ha scritto ai comuni di Parigi e Genova per «impiantare un pannello segnaletico», a Nicolas Sarkozy prima e a François Hollande poi per chiedere di rimettergli il titolo di Grand Officier de l'ordre national du Mérite. Ha sollecitato il Larousse per farlo entrare nel dizionario dei nomi propri. In molti l'hanno accusato di essere pagato da Bocuse per fargli pubblicità.

Calunnie. Quello che Carrard fa, lo fa senza doppi fini, «per pura amicizia». La maggior parte delle sue iniziative rimane senza risposta, ma alcune delle sue richieste si avverano. Nel tempo, Paul Bocuse ha ricevuto delle medaglie, è entrato nel Larousse e un suo busto è stato eretto davanti all'ufficio del turismo di Lione, ma a Christian Carrard non è mai stato riconosciuto alcun merito: «Non voglio attribuirmi il merito di quelle iniziative, ma le incoraggio da tempo. Nel frattempo, gli piacerebbe creare un fan club. «Perché no? Elvis Presley, Johnny Hallyday sono conosciuti a livello internazionale. In Francia, Paul Bocuse è più famoso della Torre Eiffel. Migliaia di appassionati visitano ogni giorno le sua pagine Internet».

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Il famoso porcellino che Christian rompe tutti gli anni per pagarsi il viaggio a Collonges.

A Collonges conoscono la sua battaglia, ma la direzione non interviene «per questioni di immagine». Poco importa. L'importante, per Christian Carrard, è che "Monsieur Paul" sia riconoscente all'autore della sua opera. Al massimo il devoto spera di «toccargli la mano un'altra volta» durante la sua prossima visita.

È tre anni che Paul Bocuse, 90 anni e non più in salute, non passa a salutare ai tavoli.


Questo articolo è stato originariamente pubblicato su Munchies France nel 2016 con il titolo «Nei suoi occhi brilla l'ultima stella». La redazione di Munchies rende omaggio a Paul Bocuse, uno chef che ha segnato indelebilmente la storia della cucina moderna e ha trasformato il suo rapporto on i media.