Alta moda per lo spazio


Smithsonian Air & Space Museum

Quando si tratta di gironzolare per lo spazio, pochi capi del guardaroba sono essenziali come i guanti. Per affrontare lo spazio senza aria, devono essere abbastanza resistenti da non bucarsi, cosa che potrebbe ucciderti, ma abbastanza flessibili da permettere la raccolta di sassi lunari e altra roba. La soluzione è un complicato mix di tessuti costosi, tagli su misura e un materiale molto denso detto superisolante.

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Per la missione lunare Apollo, i guanti erano formati da una base di gomma pressurizzata coperta con un materiale ignifugo chiamato Beta Cloth. Fatto da un intreccio di fibra di silice (simile alla vetronite), si scioglie a 650°C e non prende fuoco. Questa base viene ricoperta di Mylar e da una maglia di metallo sulla parte del palmo, mentre il pollice e la punta delle dita viene coperta da uno strato blu di silicone creato su misura. Il guanto esterno, fatto da un intreccio di metalli, serve come protezione dai micrometeoriti, da eventuali strappi e dal caldo.

Un dépliant della NASA dal titolo Guardaroba per lo spazio spiega com’è fatta la tenuta da astronauta: “A completare la tuta dell’esploratore spaziale ci sono i guanti e gli stivali, entrambi progettati per resistere alle condizioni più estreme, con una particolare attenzione ai guanti, usati anche per manovrare piccoli oggetti. I guanti per la superficie lunare sono formati da una struttura aderente integrale e da vesciche di pressione, modellata su stampi delle mani degli astronauti, in seguito ricoperta da numerosi strati di materiale super-isolante per proteggere dalle temperature e dalle abrasioni. I pollici e la punta delle dita sono modellati con del silicone per permettere un certo grado di sensibilità e percezione. I meccanismi di pressurizzazione, simili a quelli dei caschi, tengono uniti i guanti alla tuta.”

Alla fine degli anni Ottanta (foto sopra), le ricerche sulla tuta spaziale modello AX-5 portarono a un design più duro e rigido, ma il progetto dei guanti era ancora lontano dalla perfezione. Durante le spedizioni nello spazio più durature – ad esempio, quando gli astronauti dovettero avventurarsi nello spazio esterno per sistemare il telescopio spaziale Hubble – le bruciature, le vesciche e il distacco delle unghie (ahia) erano molto comuni. Per aiutare la ricerca sul modello migliore di guanti, la NASA ha offerto l’anno scorso un premio di 300.000 euro a chi riuscisse a creare dei guanti resistenti e comodi. Il vincitore, Peter Homer, ha usato per il suo modello dei guanti di gomma e altro materiale preso su eBay. Aspiranti designer, prendete nota.

Ora, molte persone stanno pensando seriamente a future missioni su Marte e sugli asteroidi. Compagnie come la ILC Dover, la Chanel delle tute spaziali, stanno già progettando stoffe resistenti alle radiazioni, componenti metamorfici e perfino tessuti auto-riparanti.

CHRIS HATHERILL

Chris Hatherill è il co-direttore di super/collider

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