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Anonymous ha pubblicato un database riservato del Ministero della Difesa

Giusto ieri parlavamo di Anonymous, che con la sua divisione italiana #OpItaly ha recentemente sottratto 1 terabyte di dati da dei database di Expo. Nella foga da esposizione universale ci eravamo persi quest’altro colpaccio.

Lunedì, dal blog di #OpItaly, Anonymous ha annunciato di essere entrato in possesso di una lista da oltre 1700 nominativi trafugati dal sito di difesa.it, “Cittadini del mondo: annunciamo che una lista di dati personali di eserciti e governanti di tutto il mondo è caduta nelle nostre mani. Alcuni lavorano per grandi industrie belliche come Selex, Mdba, Thales Group, altri operano presso i vari ministeri d’Europa come ad esempio quello della difesa spagnolo che con i suoi uomini spara ai profughi africani che cercano di entrare in Europa, altri ancora si occupano di Cyber Defence, come i signori dell’HackingTeam che vendono ai governi software per spiare i propri cittadini, come evidenziato da Wikileaks,” recita il comunicato pubblicato sul blog.

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Il database è disponibile online su alcuni fogli in cloud. Il dump sembra contenere principalmente dati anagrafici e organizzativi: nomi, cognomi, divisioni di appartenenza. Dati personali degli addetti, insomma. Dopo il colpo ad Expo questo pare essere un periodo piuttosto felice per le divisioni italiane di Anonymous; la pacchia però sembra essere finita stamattina.

Secondo AGI, infatti, la Polizia di Stato ha effettuato arresti e perquisizioni nei confronti di alcuni membri di Anonymous a Torino, Sondrio e Livorno. L’operazione, denominata ‘UNMASK,’ è stata eseguita dalla Polizia Postale e delle Comunicazioni del Centro Nazionale Anticrimine Informatico per la Protezione delle Infrastrutture Criticihe (C.N.A.I.P.IC)—le nostre istituzioni vanno fortissimo coi nomi.

Secondo un comunicato della Polizia di Stato, “Due persone sono state poste agli arresti domiciliari, un’altra denunciata per associazione a delinquere finalizzata al danneggiamento di sistemi informatici, all’interruzione illecita di comunicazioni informatiche e telematiche, all’accesso abusivo a sistemi informatici, nonché alla detenzione e diffusione di codici di accesso a sistemi informatici.”

Nonostante i successi di Anonymous continuino ad arrivare, quindi, è evidente che qualcuno stia loro col fiato sul collo, “Attraverso particolari servizi tecnici i poliziotti hanno potuto rilevare l’estrema accortezza dei due capi della cellula criminale nell’utilizzo delle utenze, nella navigazione in Rete, grazie all’uso di sofisticate tecniche di anonimizzazione (vpn e reti tor) e addirittura di antenne direzionali in grado di sfruttare connessioni Wifi altrui, fino quasi a arrivare ad usare dialetti diverse per non fornire il minimo particolare della propria vita reale.”

Tra i due arresti vi è anche quello di Otherwise, apparente punta di diamante delle divisioni italiane, collegato a diversi grossi episodi di hacking e ai movimenti No-TAV in Val di Susa. La sensazione che a seguito di questo arresto ne potrebbero seguire altri, relativi a persone collegate alla sua figura.

In attesa di eventuali comunicazioni da parte di #OpItaly non possiamo fare altro che aspettare la prossima mossa di Anonymous.

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