Attualità

Ricordando Camorra&Love, la pagina Facebook che tutti odiavano ma a cui tutti avevano il like

Ascesa e declino di CαмσяяαAи∂Lσνє, una delle prime pagine virali del Facebook italiano finita nell'oblio tra frasi finto-profonde, furti di immagini e dubbi sulla fascinazione per la camorra.
19 ottobre 2016, 4:20am

Quando sono entrato su Facebook per la prima volta, credo nel 2009, era molto diverso da com'è oggi. Se avete vissuto quel periodo immagino che ve ne ricordiate. Il modo in cui lo si usava era molto più ingenuo e spontaneo, come se la gente lo considerasse ancora solo uno strumento e non un'estensione della vita reale. Non ci si sparava le pose, non ci si preoccupava dell'immagine di sé che si dava agli altri ma si passavano le giornate a fare stupidi test tipo "Quale personaggio di Harry Potter sei?", a scrivere status in terza persona e a condividere link—quelle specie di note con un'immagine accompagnata da un breve testo che un tempo erano la forma principale di comunicazione su Facebook, una specie di versione primordiale degli instant articles.

Oggi di quei tempi non resta molto, ma ci sono due parole che riportano subito alla mente tutti i tag imbarazzanti nelle foto di auguri di Natale e le pagine Facebook a cui mettevamo like solo perché ci faceva ridere il nome. Camorra&Love. O meglio: CαмσяяαAи∂Lσνє, come era scritto.

Nel momento del suo massimo splendore, la pagina aveva circa 1,2 milioni di fan. È stata la prima in Italia a raggiungere quelle dimensioni e per un certo periodo è stata anche l'unica. Fino a cinque o sei anni fa i suoi link ci riempivano la home e anche se oggi non esiste più in giro si trovano ancora un bel po' di tracce della sua influenza.

Yahoo Answers, ad esempio, è pieno di domande al riguardo—sul motivo del nome, sui suoi contenuti, sul perché fosse così odiata. E inserendo il nome della pagina nella barra di ricerca di Facebook si trovano decine di pagine clone e gruppi che invitano a boicottarla—quasi tutti abbandonati, relitti di un Facebook che fu.

Sulla prima di questo elenco—che ha 48mila fan e credo sia stata aperta come pagina di riserva di quella ufficiale, ma il cui ultimo post risale a sei mesi fa ed è una gif di una scimmia che gira su se stessa e cade—è riportata come data di creazione il 30 luglio 2010. All'epoca CαмσяяαAи∂Lσνє era già attiva, famosa e oggetto di articoli di giornale, per poi essere chiusa e riaperta più volte: stando a questa nota sarebbe scomparsa il 7 febbraio 2011, ma secondo quest'altra sarebbe ricomparsa pochi giorni dopo e stando a questa domanda su Yahoo Answers era ancora attiva nel 2014.

La pagina alternativa di

CαмσяяαAи∂Lσνє—di cui non è possibile confermare l'attendibilità—oggi. Grab via Facebook.

Insomma, la datazione è incerta. Ma a grandi linee si può dire questo: nel periodo che va dal 2008 al 2014, CαмσяяαAи∂Lσνє ha esercitato una sorta di egemonia sul resto del nascente Facebook italiano, polarizzando l'attenzione su di sé e attirandosi odio e invidia.

Nei suoi giorni di gloria, l'attività principale di CαмσяяαAи∂Lσνє—così come quella di tutte le altre pagine Facebook dell'epoca—era la creazione e la diffusione di link. Nella maggior parte dei casi, la pagina produceva quelli che oggi chiameremmo "contenuti virali negativi": quelle frasi pseudo-ispirazionali e decisamente passivo-aggressive tipo Quando il passato ti chiama, metti la segreteria. Non ha niente di nuovo da dire o Dolce come lo zucchero, dura come il ghiaccio. La prima volta mi fai male, la seconda ti uccido che si vedono spesso accompagnate da una foto di Vin Diesel o da altre immagini standard come quelle di una coppia che si bacia sotto la pioggia.

In un suo post del 2015, Clive Martin ne ha parlato come dei "sintomi di una nuova retorica della paranoia, un grande discorso disilluso che continua a fare proseliti." Oggi—almeno in Italia—questa retorica non è più così diffusa, ma ai tempi di CαмσяяαAи∂Lσνє era decisamente più mainstream: basti pensare che mentre adesso questo genere di immagini proviene per la maggior parte da pagine che si rifanno alla "vita di strada" (un esempio lampante: Cresciuti per le strade, 155mila fan) all'epoca il pubblico tipico erano... tutti.

"A sfogliare i links nella bacheca si nota innanzitutto che sono tantissimi, più di dieci al giorno, e ben curati con l'inserimento di immagini carine e simpatiche, l'utilizzo di caratteri e punteggiatura tipiche dei più giovani, la diffusione di frasi ed espressioni che cercano di rappresentare i pensieri di centinaia di ragazzini e ragazzine," si legge in uno dei pochi articoli dell'epoca ancora disponibili.

A rileggerlo ora sembra un testo del 1600, ma coglie nel segno indicando le caratteristiche che hanno portato al successo della pagina. I contenuti di CαмσяяαAи∂Lσνє erano generazionali, fatti apposta perché i ragazzini—la quasi totalità del pubblico di Facebook all'epoca—ci si immedesimassero. E la pagina ne sfornava tantissimi, molti più delle altre pagine simili.

Lo stile di CαмσяяαAи∂Lσνє, poi, era inconfondibile: l'uso dei puntini di sospensione al posto di punti e virgole, l'alternanza tra maiuscole e minuscole, i caratteri specchiati, barrati o dell'alfabeto greco utilizzati come elementi grafici sono tutte cose che il Facebook italiano ha imparato a conoscere grazie a CαмσяяαAи∂Lσνє.

In realtà, però, quasi tutti questi contenuti erano copiati paro paro da altre pagine. Il fatto che CαмσяяαAи∂Lσνє "rubasse i link" è stato uno dei primi "scandali" del Facebook italiano, la causa del clima d'odio che circondava la pagina e probabilmente una delle motivazioni della sua chiusura.

Ci sono ancora decine di pagine e gruppi dedicati alla questione. I nomi stessi testimoniano come fosse Facebook cinque o sei anni fa e che tipo di persone lo frequentassero: "Contro la pagina che copia link CamorraAndLove," "Tutti Contro Camorra and Love," "Ammaccabananare CamorraAndLove."

Quest'ultimo—il cui nome è ovviamente un riferimento a Scrubs—si riferisce a una storia un po' confusa: il periodo in cui la metà di Facebook che non aveva il like a CαмσяяαAи∂Lσνє aveva preso a segnalarla in massa/bersagliarla con centinaia di commenti con scritto solo "ammaccabanane" nel tentativo di farla chiudere.

"Quando è arrivata ad avere un milione di fan, alcuni di questi hanno cominciato a capire che i contenuti erano tutti copiati da altre pagine più piccole senza citare la fonte ed era partita la guerra," mi ha detto Riccardo, che all'epoca è stato uno dei "leader" di questa campagna.

"Sono nati un sacco di gruppi frequentati da decine di migliaia di persone, dove si organizzavano gli attacchi. A un certo punto a ogni post della pagina il 90 percento dei commenti erano insulti o gente che scriveva 'AMMACCABANANE'. Alla fine era diventata una questione di orgoglio, o noi o loro," ha aggiunto.

La pagina di

CαмσяяαAи∂Lσνє nel 2010. Grab via YouTube

Ma dietro all'odio per la pagina non c'erano solo i link copiati: più di questi, infatti, a scandalizzare era il riferimento alla camorra nel nome della pagina.

Se ne parlava già nell'articolo che ho citato prima: "(...) appare chiaro infatti che l'intento di questa pagina è quello di veicolare messaggi tipici della cultura camorristica, velandoli con doppi sensi amorosi in modo tale da farli sembrare 'naturali,' cose della vita di tutti i giorni, quasi pezzi di verità che infatti riscuotono incredibile successo tra i più giovani che seguono la pagina."

C'è poi un articolo dell'Espresso del 2010—e già questo dovrebbe far capire l'entità del successo di CαмσяяαAи∂Lσνє, in grado di attirare l'attenzione della stampa nazionale in un periodo in cui le pagine Facebook non erano ancora così sdoganate come oggi—intitolato "L'Italia che ama la Camorra" che ne parla come di una sorta di pagina paramafiosa dove "simboli dell'adolescenza come Homer Simpson convivono col mito di Tony Montana [...] e l'inno ai valori della criminalità."

Ok, ma CαмσяяαAи∂Lσνє elogiava veramente la criminalità organizzata o la utilizzava soltanto come elemento della sua estetica?

Per quanto mi riguarda, propendo per la seconda ipotesi. I riferimenti paramafiosi nel nome e nei contenuti della pagina mi sono sempre sembrati più che altro degli elementi in linea con la sua estetica, se non proprio cose inserite con l'intento esplicito di scandalizzare e far parlare di sé. In particolare, la presenza della parola "camorra" nel nome era spiegata dal motto di CαмσяяαAи∂Lσνє: "l'unico modo per sconfiggere la Camorra è l'Amore."

Anche Riccardo si è detto d'accordo. "Quelli che si scandalizzavano e chiedevano di cambiare il nome della pagina perché inneggiava alla camorra erano l'equivalente dei quarantenni su Facebook di oggi. In realtà io penso che fosse tutta una posa: i link contenevano frasi mezze poetiche tipo quelle che le ragazze mettono come descrizione nelle loro foto profilo."

Ma un altro ragazzo che ho sentito e che all'epoca è stato tra i promotori della campagna per la chiusura della pagina (e che oggi vuole rimanere anonimo) era piuttosto convinto che si trattasse effettivamente di una pagina pro-camorra.

"Tutto quello che so è per sentito dire, non sono mai riuscito a verificare, anche perché al riguardo gli admin della pagina erano sempre ermetici, mentre gli utenti appena chiedevi conto del nome o facevi domande sulla camorra iniziavano a minacciarti e offenderti," mi ha detto quando ne abbiamo parlato. "Comunque sia, ricordo contenuti che promuovevano l'onestà, il fatto di risolvere i conti con la pistola, link in cui la camorra veniva definita 'utile alla società' e frasi come 'mafioso è bello'."

CαмσяяαAи∂Lσνє. Grab via Facebook.

"Per quanto fosse odiata e disprezzata, CαмσяяαAи∂Lσνє faceva tendenza," mi ha detto ancora Riccardo. "E faceva tendenza perché creava contenuti in linea con quelle che erano le tendenze di Facebook dell'epoca—un Facebook molto più grezzo di oggi, dove link con scritto tipo, 'se ti piace la pizza metti mi piace e condividi' potevano venire condivisi da migliaia di persone senza problemi."

Il contenuto virale negativo, le foto di Vin Diesel in canottiera, il culto dell'ignoranza ma anche l'idea stessa delle pagine Facebook come canali di intrattenimento—sono tutte cose che in Italia sono nate con CαмσяяαAи∂Lσνє. Da questo punto di vista, le varie pagine grosse di oggi—Tua madre è leggenda, Sesso droga e pastorizia e simili—le sono debitrici e non sono che sue versioni moderne e più consapevoli.

L'influenza di CαмσяяαAи∂Lσνє è evidente però anche nel modo in cui il nome della pagina è entrato nel linguaggio comune. Una semplice ricerca su Twitter, per esempio, dà una marea di risultati in cui l'espressione "camorra and love" diventa una specie di modo di dire per identificare comportamenti immaturi, frasi fatte o particolarmente sdolcinate, commozione a comando.

Ma non solo: la si trova anche usata per commentare momenti particolarmente imbarazzanti di programmi tv o esprimere nostalgia per il Facebook di una volta—i bei tempi di Buddypoke e di CαмσяяαAи∂Lσνє—e per estensione, il decennio passato.

Verso la fine della sua esistenza, CαмσяяαAи∂Lσνє è decaduta fino a diventare l'ombra di ciò che era una volta. Quando è stata venduta—anche in questo caso, è stata probabilmente la prima pagina Facebook italiana a passare di mano in questo modo—del suo milione e mezzo di fan restava circa la metà.

A furia di pubblicare contenuti clickbait il numero ha continuato a scendere e la pagina è stata chiusa. Nel frattempo, i gruppi che avevano organizzato la "guerra" sono scomparsi o si sono spopolati e delle decine di migliaia di persone che ne facevano parte resta solo chi ha dimenticato di disiscriversi.

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