I cuddle party sono una tortura

Illustrazioni di Maya Badouk Epstein

Mentre i nostri cari colleghi americani si trovano in giro per il mondo a documentare i conflitti, noi di VICE Germania ci diamo da fare con il giornalismo d’assalto. Perciò siamo andati senza scarpe antinfortunistiche e senza rinforzi al cuddle party più grande di Berlino.

I cuddle party sono eventi in cui perfetti sconosciuti si abbracciano e si toccano ininterrottamente per tre ore—parti intime escluse. Le regole sul sito sono ben chiare: le zone erogene sono tabù, si può sempre negare a qualcuno il permesso di toccarci e chi è ubriaco non può partecipare. Sulle droghe non ho letto alcun divieto. Perciò abbiamo deciso di fare un esperimento sociale: una di noi due avrebbe preso dell’MDMA, e poi insieme avremmo scritto un report della serata.

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ORE 20:00

Charlotte: Fa incredibilmente caldo, e non siamo ancora entrate. Ci troviamo in un cantiere davanti a un prefabbricato, a Neukolln. Da una finestra sentiamo improvvisamente della musica rilassante. Ho paura. Salgo le scale con le ginocchia che mi tremano. Anche se so che in fondo al corridoio non troverò ad attendermi un cecchino con un fucile ma solo persone in cerca di calore umano, ho il cuore in gola. Sono completamente sobria, e il fatto che avessi dormito tre ore dopo una serata piuttosto pesante non facilita le cose. Vorrei scappare.

Ilona: Con mezza bottiglia di prosecco e una cinquantina di sigarette sul groppone riesco a salire relativamente elegantemente e soavemente al secondo piano. Dobbiamo togliere le scarpe e io ho delle calze bruttissime. Alla grande. Ci sono andata piano con l’MDMA, e sudo freddo.

Charlotte: Dopo aver dovuto scrivere i nostri nomi su un cuoricino di carta e averli appiccicati sui vestiti, abbiamo pagato l’entrata e siamo entrate, con le calze, in una stanza piena di cuscini e materassi con una trentina di persone. Sono quasi tutti sulla quarantina. Alcuni sono anche carini, ma l’idea di rigirarmi con loro su un materasso non mi piace più di tanto.

Ilona: Arriviamo tardi. Sono già tutti seduti e formano un grande cerchio. Ci guardano in modo strano. Una sorta di croce fatta di lenzuola viene passata in giro nel cerchio. Tutti si tengono la mano e ognuno deve raccontare il motivo della partecipazione. La gente DEVE sapere come si svolge un cuddle party, quindi nella mia testa mi convinco del fatto di essere una sorta di Chomsky strafatto. Il cuore mi batte a mille e riesco a blaterare qualcosa. Mi rincuora il fatto che sembra essere la prima volta per molte persone.

Charlotte: Dopo che una donna ha spiegato le regole, si mette alla consolle. Parte “Oh Happy Day” e le persone si alzano, si riprendono le mani e iniziano a ballare. Uffa, pensavo di potermi stendere. Un tipo pelato che sembra al settimo mese di gravidanza si avvicina per prendermi le mani ma io mi giro e punto due signore.

lIona: I cuscini vengono portati via, abbiamo bisogno di spazio per ballare. Un tipo vestito da testa a piedi di abiti in color turchese sta da solo in mezzo alla stanza e si abbandona al ritmo.

Charlotte: Devo pensare al nostro collega Henri che preferirebbe morire che venire qua e anche a un altro che in situazioni come queste si rovescerebbe una tanica di benzina addosso. Fortunatamente qua non mi conosce nessuno, ma la situazione inizia ad essere davvero sgradevole. Ilona balla vicino a me e sembra divertirsi. Le guardo invidiosa le pupille dilatate.

lIona: Inizio a sciogliermi un po’ guardando tutta quella gente rilassata intorno a me. Charlotte mi lancia uno sguardo di panico.

Charlotte: Si avvicina una partecipante, che a vederla sembra uno di quelli con la casa piena di incensi e coperte col Buddha. Non per abbracciarmi, ma per dirmi graziosamente e sottovoce che pensa, che io venga “dalla stampa”. Come ci è arrivata? Sembro davvero così persa? O i ‘coccolatori’ capiscono dalle loro antenne percettive se c’è qualcuno di estraneo?

Ilona: Siamo troppo giovani per prendere sul serio tutta questa faccenda. Inizio a pensare che non sono le persone intorno a me ad avere un problema. Sono io che ho un problema.

ORE 20:30

Charlotte: Per la prima esercitazione dobbiamo scegliere un compagno, appoggiarci schiena contro schiena e trovare l’equilibrio. Il mio partner ha uno strato di peli al posto della t-shirt ma è pur sempre meglio dell’uomo incinto. Lui si sporge in avanti e io casco all’indietro. Dopo aver ripetuto l’azione un paio di volte il mio sguardo casca su un orologio. Sono le 20 e 30. Ancora due ore e mezzo.

Ilona: I fianchi della signora si appoggiano sul mio coccige e per un momento penso che forse il contatto fisico non ha nulla a che vedere con il sesso. Dopo guardo un secondo in avanti: quel tizio ha davvero un’erezione?

Charlotte: Adesso dobbiamo chiudere gli occhi e stendere le braccia in avanti come un sonnambulo (o uno zombie) e andare verso le altre persone. Tocco un po’ di persone in qualche parte del loro corpo. Sento le mani di almeno tre persone diverse sulla mia schiena. Fortunatamente non vedo niente.

ORE 21:00

Ilona: Faccio una pausa al bagno, prendo la bustina con l’MDMA e ne metto un po’ sul dito. Quando vado per lavarmi le mani, una donna sbuca dal nulla e dice di “aver percepito” il mio spirito. Cerco di ignorarla e torno di là. Mi sdraio su un materasso e mi lascio toccare e abbracciare da due persone. Credo siano donne. Donne che non sanno come si tocca una persona in modo da rilassarla. Gli uomini si sentono così quando ricevono una sega fatta male? Una voce chiede dove voglio essere toccata.

Charlotte: Ilona sta seduta con gli occhi bendati su un materasso. Sembra un party bondage. Una donna bionda le accarezza la pancia, concentratissima. Dopo mi bendo gli occhi anche io e mi stendo.

Ilona: Mi tolgono la bandana. Adesso sono insieme a una donna e dobbiamo coccolare qualcun altro. “Era perfetto”, mi dice una tipa dopo un po’ di minuti che le passo le mani addosso. Il tipo a cui massaggio la schiena mi riempie di complimenti e gratitudine.

Charlotte: Vorrei appisolarmi, ma non riesco per via del massaggio che mi stanno facendo. Sono due uomini. Parlano un po’ e capisco che uno dei due è il tipo con cui mi sono rotta quasi la schiena. Il massaggio è così rilassante che mi sembra di sentire un elefante che mi calpesta la schiena e le gambe. Cerco disperatamente di pensare a qualcosa di bello.

Ilona: Charlotte è stesa alla mia destra e sembra essere rilassata. Forse perché non vede la faccia del tizio che le sta massaggiando la testa.

ORE 21.30

Charlotte: Il prossimo turno lo salto. Davanti a me c’è sdraiato l’uomo incinto che accarezza furtivamente le tette della sua compagna. Alla fine accarezza un po’ demotivato i piedi di una signora. Mi danno l’impressione di essere tesi, ma forse dipende solo da me.

Ilona: La mia bocca inizia a muoversi un po’ macchinosamente. È evidente che sono fatta. Ho perso la cognizione spazio temporale. Ma vorrei tanto poter toccare qualcuno che abbia meno di 40 anni. O Roger Sterling.

ORE 22:00

Charlotte: È arrivato il momento clou della serata: la coccola di gruppo. La nostra guida ci invita a raggiungere a quattro zampe i materassi principali e a prendere posto. Non ce la faccio più, ma so di dover resistere. Le persone iniziano a incastrarsi e le loro membra si scontrano. Nessuno si avvicina a me. Meglio, eh. Vedo che anche Ilona è seduta al margine di quella sorta di orgia di coccole. Siamo delle emarginate.

Ilona: Lancio una piccola occhiata a Charlotte mentre tutta la gente è incastrata l’una con l’altra. Mi sento un po’ come quando a educazione fisica venivo scelta sempre per ultima. Poi un uomo sulla sessantina mi fa cenno di unirsi a lui. Lui, una donna bionda e un tizio con i capelli grigi ingellati mi fanno spazio. Mi sdraio con loro e inizio a toccare braccia e capelli.

Charlotte: Finalmente una donna robusta con un bel sorrisone mi chiede se mettermi in braccio a lei. La raggiungo sulla poltrona e mi lascio andare. È comoda quanto mi aspettavo e affondo dentro lei scivolando tra i suoi seni. Davanti è sdraiato un quarantenne con degli occhiali che sta sfilando la maglietta ad una ragazza. Non hanno letto le regole? Niente zone erogene! I due si strusciano intensamente la faccia. Qualcuno fa dei gemiti. Ilona ridacchia. Nel mentre si avvicina un signore che mi ha appena lanciato uno sguardo un po’ irritato e inizia a strusciarsi addosso a me. Vorrei stare sola.

Ilona: Di tanto in tanto la signora che dirige tutta la faccenda ci motiva, ci invita a cambiare posizioni e partner. Rimango sdraiata. Le mie braccia sono pesanti, gli occhi chiusi e la mano che è sul mio culo non mi fa più effetto. Dopo tre ore avverto un principio di rilassamento. Il tizio con il gel nei capelli traccia le mie linee del viso con il dito mentre io gli accarezzo i capelli. La situazione inizia a sfuggire di mano. La gente intorno a me inizia a strusciarsi più intensamente, fanno versi simili a dei gemiti e hanno il respiro affannato. Stringo gli occhi e li chiudo ancora più forte.

ORE 23:10

Charlotte: Scappiamo subito dopo che si è riformato il cerchio iniziale e tutti si salutano. Solitamente mi piace toccare le persone, ma quest’esperienza è stata piuttosto strana. Mai più. Vado a casa a piedi e sono così stanca che mi sembra di essere reduce da una settimana di maratone. Mai nella vita sono stata così contenta di dormire completamente sola.

ORE 07:00

Ilona: Sono le sette di mattina. Sono seduta con gli occhi sbarrati in riva alla Sprea e inizio a rilassarmi davvero. E solo ora sento la pace che tutta quella gente ha sentito mentre io percepivo un lamento interiore. Mi sento un po’ sporca, anche se la gente fondamentalmente era carina. Forse troppo. C’erano i biscotti! È importante, no? Psicologicamente distrutta penso a quando potrò riavere un rapporto sessuale senza pensare a questa storia. Forse mai.

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