Spotify è un’ottima fonte di reddito per parecchi musicisti. E per parecchi intendo circa l’uno percento di tutti gli artisti presenti, che si beccano la maggior parte dei soldi che questo medium fa girare. Ad ogni altro musicista vanno 0.007 dollari per ogni volta che passa una loro canzone.
Quest’idea sembra qualcosa che i KLF (band nota per essersi bruciata un milione di pound) avrebbero escogitato se fossero stati attivi nell’epoca di internet. Quando non se la stanno viaggiando a 0 decibel, il suono dei Vulfpeck è qualcosa che potrei definire revival yatch rock dei primi anni Duemila; la mia preferita, tra le loro canzoni non mute, si chiama “Outro”.
Quando ho chiesto allo staff di Spotify di questo progetto, mi hanno risposto “è una cosa molto furba, ma preferiamo gli album precedenti dei Vulfpeck. Sleepify è chiaramente ispirato al lavoro di John Cage,” che è il complimento più lusinghiero che si possa fare ad una band silenziosa. I Vulfpeck, nel frattempo, hanno preso la questione sul serio: continuano a pubblicare tweet su come ogni traccia del loro album silenzioso sia densa e importante per loro e hanno ripetutamente chiesto ai loro fan di smetterla di scaricarlo illegalmente e di avere un certo rispetto nell’ascolto. OOOK.
Ho parlato con il frontman della band, Jack Stratton, del successo di questa operazione e di quanto sia difficile registrare un album silenzioso.

Noisey: Quindi, qual è l’idea dietro a Sleepify?
Jack: Il video lo spiega bene, stiamo finanziando il nostro tour con quest’album. Come sai, l’album è silenzioso, fatto apposta per l’ascolto durante il sonno. Però puoi fare come vuoi, per esempio un nostro fan l’ha messo su a volume altissimo durante un party in casa mentre stava suonando un’altra band.
Come mai volete che le date del vostro tour siano a ingresso gratuito?
Stiamo programmando il tour in base ai luoghi in cui abbiamo più ascoltatori. Quindi il nostro patto con i fan è questo: un calcolo abbastanza sommario ci ha mostrato che se un fan manda il nostro disco a ripetizione per una settimana, mentre dorme, è come se ci pagasse 20 dollari di biglietto. Abbiamo suonato solo due volte live e non abbiamo mai fatto un tour. Volevamo che per i nostri fan fosse semplice, comodo e gratuito vederci dal vivo. Quindi abbiamo escogitato un modo intelligente per farlo, anziché buttarci per strada e perderci un sacco di soldi. Quando sento quelle storiacce di altre band che hanno avuto tour disastrosi, show vuoti, desolazione e gestioni pessime del proprio tempo mi dico: un po’ è anche colpa loro, buttarsi così in una cosa e non aspettarsi la disgrazia è come lanciarsi nell’oceano e lamentarsi di essersi bagnati.
Haha, vero! Quindi hai una mappa con la geolocalizzazione dei fan, o come funziona?
Il mio amico Rob Stenson ha disegnato la mappa. Abbiamo tentato di trovare un modo per raccogliere i dati di provenienza dello stream, ma Spotify non offre servizi di geolocalizzazione. Perché dovrebbe. Stenson ha tirato fuori questi dati dal nostro sito, però.
E dove sta la maggior parte dei vostri fan?
Ann Arbor, non ho assolutamente idea del perché.
Come sta andando?
I nostri fan se la stanno godendo, spero che Sleepify arrivi in cima alle classifiche di Spotify. Per ora ha generato un sacco di eco mediatica e cinquemula ascolti. Sappremo i dati con esattezza tra un paio di mesi, quando ce li passeranno. Spotify è abbastanza trasparente sui pagamenti, ti danno il 70 percento del loro ricavo, come iTunes.
Come pensi che Spotify abbia percepito il vostro progetto?
Quando ho letto quella citazione su di noi ero sorpreso, non pensavo che ne fossero nemmeno a conoscenza. Non so nemmeno se sia vera questa cosa che mi ha detto un mio amico, ovvero che Sean Parker aveva dormito con Sleepify. Non credo sia vero, comunque.
Non è che è solo un modo per tentare di far soldi con Spotify nonostante tutto?
Penso un sacco a Spotify e non so bene che lato prendere. Per ora i musicisti sanno che prenderanno intorno al mezzo centesimo ogni volta che una loro canzone è suonata. Theo Katzman, il nostro batterista e chitarrista, ha minacciato di strappare una corda dalla sua chitarra per ogni articolo sul music business che gli capita di leggere, lui è uno così, forse questo ha influenzato anche la mia attitudine.
Com’è stato registrare un album silenzioso?
Molto semplice. Ho usato Audacity, è gratuito. Ogni traccia ha comunque una durata differente. Abbiamo anche dato nomi diversi ad ogni traccia, tipo “Z”, “Zz” e “Zzz”.
Per quelli che preferiscono sentire qualcosa e non il silenzio, quale dei vostri album consiglieresti?
La nostra intera discografia dura 70 minuti. La consiglio dall’inizio alla fine, non è complicato.
Qual è il futuro della musica?
Credo che gli esseri umani siano più intelligenti dell’internet. Se combattiamo insieme possiamo battere il sistema.