È giovedì. Il giovedì la mia home di Facebook fiorisce come un gelsomino profumato di oroscopi pieni di figure retoriche e spunti letterari. Rob Brezsny, l’astrologo dal ciondolo misterioso, è il guru indiscusso di chi ama sbirciare nelle stelle anche solo attraverso le lenti rotonde dei suoi occhialini.
Ho sempre avuto una leggera avversione nei confronti di questa modalità di scrivere l’oroscopo, un po’ perché mi irritano in generale le persone che fanno sfoggio di cultura a caso, un po’ perché, di fatto, il suo modo di bacchettare sottilmente ha fatto talmente presa sul suo stesso pubblico da risultare irritante.
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Ma il vero problema con Brezsny è che è un astrologo atipico perché non parla di Saturno in opposizione, né di Venere nel segno, insomma non colloca mai davvero nel cielo astrologico i nostri scazzi o le nostre nottate bollenti, si limita a dare consigli sulla condotta da seguire come solo i veri guru sanno fare. E con la stoffa del guru, lo fa in modo che il tutto suoni dolce e colto alle nostre orecchie bisognose di consigli e di equilibrio.
Sono sicura che il buon Rob sia una persona onesta e che consulti le stelle con la stessa perizia con cui sfoglia i libri di aneddoti per arricchire di letteratura i suoi piccoli capolavori, ma ho come il sospetto che ogni tanto gli venga la tentazione di adattare gli oroscopi agli aneddoti e non viceversa. Il che non è detto che sia un male: ricevere dei buoni consigli fa sempre comodo, a tutti.

Per gli scienziati annoiati.
Ma allora perché consumarsi nell’attesa che arrivi il giovedì, quando si può usare il generatore automatico di oroscopi di Brezsny tutti i giorni, anche più volte al giorno?
Un’imbeccata vale l’altra. Pensateci.
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