I gioielli di Francesca Moretti sono realizzati da errori programmati

Errare è umano, ma perseverare, in realtà, è perfetto. Ce lo conferma Francesca Moretti, una giovane artista di Massa Lombarda che ha realizzato gioielli esclusivi mediante stampanti 3D programmate erroneamente in maniera voluta. E per la prima volta in acido polilattico (PLA).

Il PLA, infatti, può essere utilizzato nel processo di fusione a cera persa, che in gioielleria consiste nella colatura di un metallo―o, in questo caso, di un altro materiale―in uno stampo, realizzata a mano o con apposite macchine stereografiche.

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“Ho utilizzato gli errori che spesso si trovano quando si stampa 3D, ricreandoli volutamente. Solo così ho potuto dare alla forma un’estetica soddisfacente. Se avessi utilizzato, invece, un errore “casuale” non avrei ottenuto buoni risultati, né, tantomeno, la riproducibilità seriale dell’oggetto.”

Questi errori programmati concedono infatti unicità ai gioielli, seguendo la dinamica della serie variata, per la quale “lo stesso movimento della macchina mi darà una serie di oggetti unici, tutti nati dallo stesso .gcode,” il codice preparatorio che posiziona il dispositivo della stampante ed esegue il lavoro.

Da un solo codice sbagliato, si generano così splendidi gioielli sempre diversi che aspettano solo di essere indossati. Attualmente, il progetto è in fase sperimentale ma “trova sinergia con chi si occupa di temi simili ed è sensibile alle stesse poetiche.” Il passo successivo sarà inquadrare analizzare le modalità di produzione e di vendita.

Nel frattempo, ci consoliamo con alcune immagini delle affascinanti creazioni di Francesca. E se siete curiosi di comprendere il processo per intero, non perdetevi il video “Calcinabile”, realizzato dall’artista in occasione della sua tesi di laurea.

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