Internet sforna pervertiti

Il cortometraggio di Antonio Campos Buy it now è un inquietante e realistico video-diario di una ragazza sedicenne che vende la propria verginità su eBay. Ma lo stile spaventosamente veristico di Campos si realizza in tutta la sua forza nel suo primo lungometraggio. Afterschool, anche questo incentrato su come internet stia deviando i ragazzi di oggi, è uno studio intenso e angosciante su un ragazzo alienato e ossessionato dai porno e dalla violenza online.

Campos ammette subito l’influenza che hanno avuto Kubrick e Michael Haneke sul suo lavoro, ma il claustrofobico Afterschool è diverso da tutti i film che ho visto. È incentrato sul sesso, la morte e l’identità, tutte viste attraverso gli occhi di un ragazzino che guarda il mondo come se fosse su uno schermo. È appena uscito in dvd ed è uno dei migliori film usciti ultimamente. Ho parlato con il regista.

Videos by VICE

VICE: Credi davvero che la cultura di YouTube abbia cambiato il modo in cui i ragazzi guardano il mondo?
Antonio Campos:
Di sicuro ha avuto qualche effetto. La quantità di persone che frequentano YouTube quotidianamente continua ad aumentare, mentre i video caricati diventano sempre più brevi. Una delle idee alla base del film era che molto di ciò che guardiamo, lo guardiamo da posti sicuri. Quando quello che abbiamo visto ci capita nella vita reale, lo affrontiamo basandoci su una percezione sbagliata, generata da quello che abbiamo visto, ma la realtà è molto più dura di quanto possiamo credere.
Credo che si debba parlare del fatto che la maggior parte dei ragazzini di 12 o 13 anni hanno visto un porno hardcore. Le cose che hanno visto sono talmente diverse dalla realtà del sesso che questo potrebbe avere un effetto negativo sulla percezione di certi ragazzi. Il film parla di un tipo di persona particolare, isolata e confusa. Non di tutti. Ho partecipato a una proiezione a Birmingham e tutte le domande dopo la visione riguardavano questioni tecniche di regia, poi una madre presente nel pubblico si è arrabbiata molto, voleva sapere cosa significava tutto questo, cosa doveva fare con il figlio quindicenne che aveva portato con sé all’anteprima. Abbiamo parlato alla fine del dibattito e anche suo figlio ha partecipato, ma era disattento, perché continuava controllare la sua pagina facebook e le foto degli amici. Ha detto che il film gli era piaciuto, ma che secondo lui internet è una cosa buona. Però non riusciva a intrattenere una conversazione perché aveva un computer al suo fianco. Ognuno ha una percezione diversa di quello che sta attraversando in un particolare momento, ma non si può negare che internet abbia influenzato il nostro modo di comunicare. La soglia di attenzione di un teenager è cambiata molto, diventa sempre più breve. Sono migliori nel multitasking, ma che senso ha se poi non riescono a mantenere una piena concentrazione su nessuna cosa? Non si riesce ad assorbire nulla in questo modo.

Cosa ne pensava la madre di quel ragazzino?
Credo che quello che fa paura ai genitori di oggi sia quello che da sempre spaventa i genitori: non sapere cosa stanno facendo i propri figli. Ora però non si tratta solo di questo, è anche una questione di cosa stanno guardando e con chi stanno comunicando mentre sono a casa. Quella madre ha criticato Afterschool dicendo che era sensazionalista, io credo sia moderato. Mi ero concentrato molto sulla condivisione di video e sul fatto che i ragazzini usano spesso queste cose. Poi ho sentito diverse storie, tipo storie di gente che finge di essere un’altra persona. Ho letto una storia di un ragazzo del mid-west che aveva creato diversi account e identità su facebook, tutti di ragazze, e cercava di convincere dei ragazzi a fare cose sessuali per lui. Poi c’era una madre che fingeva di essere un ragazzo per poter flirtare con una ragazza, la ragazza si è invaghita e alla fine si è suicidata. È difficile stare dietro a tutta questa roba.

Hai visto il documentario di Larry Clark all’interno del film Destricted, su quel ragazzo che doveva fare sesso con una pornostar?
Sì.

Mi ha ricordato il tuo film Buy it now, riguardo a come la facilità di arrivare a contenuti hard possa aver cambiato l’atteggiamento dei ragazzi nei confronti del sesso.
Sì, e la cosa migliore del film di Larry Clark è che la storia di un ragazzo che fa sesso con una pornostar sembra qualcosa di davvero assurdo. In realtà, mi ricordo di aver visto diverse vicende come questa quando ero all’università e ho iniziato ad avvicinarmi al social networking. Posso solo immaginare come si possa sentire un ragazzo di oggi, già normalmente inondato dalle ossessioni sociali del liceo, tutti i vari drammi che attraversi nell’adolescenza. Ora tutto è amplificato dal fatto che, una volta tornato a casa, dovrà averne a che fare anche a livello digitale. Non c’è via di fuga. Credo che il continuo sviluppo della tecnologia abbia reso l’adolescenza ancora più dura. Non so, forse vedremo gli effetti definitivi fra 100 anni.

ALEX GODFREY

Thank for your puchase!
You have successfully purchased.