L’Hotel Desperados era molto più che un hotel abbandonato



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Si sa che i capannoni abbandonati post-industriali immersi nella nebbia caliginosa sono ideali per le feste segrete di qualsiasi natura, ma la festa di Desperados in collaborazione con NUL di venerdì scorso è andata ben oltre questa suggestione. La zona intorno a Via Ripamonti, a Milano, è di per sé ricca degli input di cui sopra, il tessuto urbano è diradato quanto basta per conferire all’ambiente quel senso dialienazione e spaesamento che tanto è prezioso nel mondo del clubbing.

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La scenografia della festa aveva un nome molto semplice: Hotel Desperados, e non serve troppa fantasia per capire che atmosfera si potesse respirare. Immaginatevi un luogo a metà tra la casa di Lara Croft nel secondo Tomb Raider e la Loggia Nera di Lynch, integrate in un prefabbricato industriale abbandonato, delle dimensioni di una cattedrale. Sedie e divani barocchi, tende squarciate appese al soffitto, librerie impolverate e portaombrelli arrugginiti sono solo una parte di quello che Desperados ci ha offerto venerdì notte. A completare la complessa e onirica ambientazione ci hanno pensato gli ospiti della serata: Ricardo Baez come riscaldamento fisico e psicologico, quel bravo orsacchiotto inglese di Julio Bashmore come ospite d’onore, e in chiusura, Efestion, l’unico signore oscuro che Milano possa vantare.

Le sale erano tre, hall, salotto e camera da letto, ma quella in cui abbiamo ballato e sudato di più è stata la sfarzosa hall dell’hotel, all’interno della quale l’house di Julio Bashmore & co ha fatto vibrare le casse toraciche nostre e di tutti i presenti—erano davvero tanti, fidatevi. Chi c’era sa sicuramente di cosa stiamo parlando, chi non c’era avrà tempo di rimediare. Bravi tutti, non c’è che dire.

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