Recensioni

RUN THE JEWELS

ARIEL PINK

Videos by VICE

HEALING FORCE PROJECT

SMASHING PUMPKINS


RUN THE JEWELS
Run The Jewels 2
Mass Appeal

BUENAVENTURA BUENAGIONATA


MARRACASH
STATUS
Roccia Music / Universal

BIRSA BADA$


D’ANGELO & THE VANGUARD
Black Messiah
RCA


J. COLE
2014 Forest Hills Drive
RCA

2014 Forest Hills Drive Orchidee

JJ NAPOLITANO


JOEY BADA$
B4.DA.$
Cinematic Relentless

GIOVANNA CULO INFAME


NICKI MINAJ
The Pinkprint 2
Young Money / Republic Records

BIRSA LAMAR


MR. OIZO

The Church
Brainfeeder

Pensavo che il suo nome sarebbe rimasto per sempre inumato dentro a uno spot Levi’s o che almeno ci si sarebbe dimenticato di lui nell’imbarazzante pece indie electro di anni come il 2007-2008, e invece tocca far tornare lo stronzo a galla e osservare anche come molti siano compiaciuti di questa cosa. Il minimo che posso fare è ignorare la sua esistenza e quella dell’album, e scusarmi se non mi chiamo Claudia Biazzetti.
SONNO GARCIA


MONOLAKE
XIE

Imbalance Computer Music

So già che mi piglierò valanghe spropositate di insulti per questo pukey messo al Mono, però, ecco… L’uomo che è a buona ragione conosciuto non solo per le doti tecniche che lo rendono in grado di fare suonare praticamente PERFETTA qualsiasi traccia sforni ma anche per la sua assoluta padronanza della musica elettronica come linguaggio… Dopo un po’ rompe pure il cazzo. Non c’è niente che non vada in queste tre tracce. Appunto.
LA COSA COI BAFFI


ZONE DEMERSALE
Motore primo
Boring Machines

Sono in due, di cui uno fino all’altroieri faceva black metal, l’altro campionava le presenze e le assenze nell’abbazia di Thelema. Si sono buttati in una roba che parrebbe una sorta di minimal techno virata verso pezze dark ambient, tipo il sonno disturbato di Zarathustra a cui è scesa la botta. Delle volte sembra Plastikman che ha davvero deciso di sfogare il suo lato oscuro.
DASEIN DATASS


AKKORD

HTH030
Houndstooth

L’ago della bilancia su questa release è stato imbarazzantemente fermo nel mezzo per un sacco di tempo. Trattasi di due remix spalamati su due lati, di cui uno a opera di Vatican Shadow che fa talmente schifo che un po’ odio gli Akkord per averlo accettato, pagato e fatto uscire. Davvero, cos’è sta merda? Vi sta bene che abbia trasformato il vostro pezzo in sta burinata? Però poi sull’altra faccia ce n’è uno a opera di The Haxan Cloack che ti trapana l’inconscio fino a raggiungere un sublime senso di ansia estatica. Famo che vi perdono.
JAMES TIBERIUS KIRK


AFRIKAN SCIENCES
Circuitous
PAN

Tutte le scienze africane applicate in un album: come se pattern di percussioni nere fossero stati rielaborati da scienziati del 3015 per farti viaggiare nello spazio e nel tempo e varcare i confini stessi del cosiddetto afrofuturismo. Un circuito in cui Eric Douglas Porter percorre il futuro anteriore del futurismo, riuscendo a non muoversi di un millimetro dalle sue radici afro.
IO, BOMMALLA


MR. MITCH
Parallel Memories
Planet Mu

Non so se esista da qualche parte una classifica di album dal più al meno adatto per scopare, ma questo andrebbe direttamente ai vertici. È un problema questo? Assolutamente no.
PIZZA O MONA


ANDY STOTT
Faith in strangers
Modern Love

Ci vorrebbe una di quelle faccine con la bocca piegata a metà, perché questo disco parte con una gigioneria davvero fastidiosa, poi nella seconda metà Stott recupera la sua cupezza da capodanno passato a casa con buon Minias d’annata, quel genere di ultimo dell’anno che diciamo tutti di voler passare poi alla fine la socialità vince. Non sarebbe un sorriso pieno, ma la prossima categoria puzza di sbocco come i cessi del locale dove sei finito a festeggiare capodanno con i tuoi amici.
CANDY ANDY


ADAM X
Irreformable
Sonic Groove

Un mio amico noto producer mi ha detto che questo disco è tamarro, ma io non sono d’accordo. Anzi, direi che se Adam proprio voleva fare un disco incazzato e caciarone, avrebbe potuto metterci un bel po’ di hoover come ai vecchi tempi (alla “Lost In Hell” per inten- derci) e sgravare ancora di più sulla distorsione. Chissenefrega delle fichetterie stile Traversable Wormhole, io voglio roba completamente insensata come le sue uscite su Direct Drive. Della serie: li avete voluti gli anni Novanta? Eccoveli serviti. Dritti in faccia.
BRADIPO ASCOLANO


PANDA BEAR
Panda Bear Meets The Grim Reaper
Domino

È come se avessero condensato tutta la musica informe che piace ai ragazzini informi in un unico blob informe e l’avessero rinominata Panda Bear, che è un po’ come dire Bici Fissa. Questo disco è la cartina tornasole per capire se sei vecchio, quindi se ti piace sei ancora giovane e puoi mettere il cappellino con la visiera rigida e le camicie hawaiane senza sentirti un coglione, ma noi saremo comunque qui a dirtelo.
GIORDANO ORSO BRUNO


ARIEL PINK
Pom Pom
4AD

Il primo album solista di Ariel Pink è uguale a quando c’erano gli Haunted Graffiti. O ci prende per il culo o è un genio. Secondo me entrambe le cose.
ARIAL BLACK


GIOVANNI ALLEVI
Love
Bizart/Sony

Ieri sera per cena mi sono fatta un rotolo di sfoglia con dentro il radicchio rosso e le zucchine, ed è venuto davvero buonissimo, così buono che me lo sono portata oggi a pranzo in ufficio, nella schiscetta. Al momento di scaldarlo nel microonde, la sfoglia—già molto più flaccida rispetto a ieri sera—è diventata gomma e il mio disappunto è stato così grande che ho dovuto scriverlo qui, nella recensione del nuovo disco di Giovanni Allevi. Scegliete voi a cosa associare la sua figura, se alla sfoglia di gomma, alla schiscetta scassata che adesso giace sporca nel mio zaino, o in generale al topos della sconfitta.
SHISH & THE BANSHEES


YO LA TENGO
Extra Painful
Matador

Non siamo qui a celebrare il riedit di un album del 1993, ho proposto di recensirlo solo perché vi volevo raccontare di quella volta che volevo fare colpo su un tipo che li ascoltava e invece di dire Yo La Tengo ho detto Que Te La Pongo e lui si è arrabbiato, ma io ho riso tantissimo. Non illudetevi di quell’Extra, è Painful come era una volta.
PAMELA PRATI


MADONNA
Unapologetic Bitch / Rebel Heart
Interscope / Boy Toy

Houston, abbiamo un problema. Di quale delle due release dovrei (non) parlare, quella ufficiale o quella del leak? Ho letto un’intervista in cui Madonna dice che il leak è stato come se dei ladri le avessero rubato in casa e insomma io non vorrei sentirmi un ladro che entra a casa di una signora di una certa età mentre dorme nella camera iperbarica, quindi forse preferisco non parlarne. Resta il fatto che l’album di Beyoncé è meglio.
METHOD BIRSA


JAMES BLAKE
200 press
1-800-Dinosaur

James Blake è esattamente come quei ragazzi che sono fighi solo su Internet: è figo solo su Internet. Non so come descrivere altrimenti quella sensazione generata ogni volta che esce qualcosa di suo: se estrapolato dal contesto cervi-onde-ciuffi, perde completamente di senso. Basta andare a un suo live per averne la prova.
CONCESSIONARIA PUZZA AUTO


TAKE THAT
III
Polydor

I Take That sono rimasti in tre, e tra questi ovviamente non c’è Robbie. Boh, stanno praticamente diventando i Ricchi e Poveri inglesi, e nessuno denuncia questa cosa. Ecco che il mio pukey questa volta assume un significato politico.
ROBBA WILLIAMS


SLEATER KINNEY

No Cities To Love
Sub Pop


AC/DC
Rock or Bust
Albert Music/Columbia

MARIA COSTIOLI >/p>


HEALING FORCE PROJECT
Strange Apparitions In My Recording Room
Berceuse Heroique

Profound Lore


OLD MAN GLOOM
The Ape Of God


FULL OF HELL & MERZBOW

s/t
Profound Lore


SMASHING PUMPKINS

Monuments to an Elegy
Martha’s Music / BMG

GHOSTFACE BIRSA


KING BUZZO
This Machine Kills Artists
Ipecac


MOGWAI
Music Industry 3. Fitness Industry 1.
Rock Action


OAKE
Auferstehung
Downwards


DAVE PHILLIPS
Homo Animalis
Schimpfluch Associates


ALAIN GORAGUER
La Planete Sauvages (Original Soundtrack Recording)
Superior Viaduct

Silent Night, Deadly Night

Mexican Summer


JEFRE CANTU-LEDESMA
A Year With 13 Moons


HANS ZIMMER
Interstellar
WaterTower / Warner Bros.


MARSHSTEPPER
A New Sacrament Of Penance
Downwards North America


WILLIAM ONYEABOR
Box set
Luaka Bop

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