Immagine: George Ruiz/Flickr
Dopo l’ultimo aggiornamento ufficiale arrivato ieri, Windows XP può essere dichiarato ufficialmente morto. Certo, potrà ancora funzionare se lo tieni installato a oltranza, ma è meglio dargli l’ultimo addio adesso e rimanere in buoni rapporti, piuttosto che aspettare che finisca vittima di un attacco informatico (a meno che non paghi milioni di dollari per tenerlo in vita per un altro, disperato anno).
Windows XP è stato—è—un sistema operativo iconico. Rilasciato per la prima volta nel 2001, è diventato l’OS più popolare di sempre, con 800 milioni di utenti. Alla veneranda età di 12 anni e mezzo, il nonno bontempone della scena digitale è ancora uno dei preferiti: NetMarketShare stima che sia installato su quasi la metà dei computer desktop, mentre Business Insider riporta che lo scorso anno era diffuso su quasi un terzo dei computer venduti al dettaglio (anche se Windows 7 ha ormai superato il vecchio).
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Ieri, 8 aprile, Microsoft ha messo fine agli aggiornamenti di sicurezza e al supporto tecnico per il sistema operativo, lasciando XP in balia degli attacchi informatici. È tempo di andare avanti. Alcune persone con cui ho parlato della fine di XP (ciao, mamma) non si sono ancora arrese all’idea di rinunciarci, e pensano che cambiare sistema operativo sia uno spreco di tempo e denaro. Ma anche se rattoppare un vecchio sistema sembra avere ancora senso, dobbiamo ricordare che il mondo tecnologico in cui è nato XP era molto diverso da quello di oggi.
In un certo senso, quindi, la morte di XP segna la fine di un’era più vasta dell’utilizzo del computer. Forse è per questo che la gente si sente così nostalgica. Ho deciso di fare una rassegna di alcuni dei punti salienti di XP, per aiutarvi a dirgli addio, oppure, in caso lo abbiate aggiornato già a Windows Vista (brivido), 7, o 8, per fare un viaggio a ritroso nella memoria. Per darvi un assaggio della mentalità XP, cominciamo con una impressionante e accurata esecuzione al pianoforte dei suoni più comuni di XP. Sentite il cuore che si spezza?
Ai suoi tempi, XP sembrava all’avanguardia—e in effetti lo era—ma ora è un semplice residuato bellico di un’era lontana. Il 2001 era un mondo pre-Twitter, pre-Facebook e pre- Youtube. Usavamo giusto MSN messenger e tutti conoscevano il trucco per ottenere i soldi infiniti nella versione originale di The Sims (l’unico rilasciato da allora). Non c’è mai stata una domanda su come trovare il menu Start.
Il suo nome deriva da eXPerience, è stato distribuito a partire da ottobre 2001, ed è stato anche il primo sistema operativo Microsoft ad allontanarsi da MS-DOS. Non dimentichiamo che, così come le versioni più recenti di Windows stanno spingendo XP nell’oblio, lo stesso è accaduto con le tecnologie di allora. Ecco Bill Gates nel 2001, intento a spiegare come Windows XP ha segnato la fine di Windows 95 e l’epoca di MS-DOS, con una voce fuori campo raccapricciante.
Il lancio di XP ha significato anche il sacrificio rituale di Clippy, la graffetta che faceva da assistente per Microsoft Office. Allora era insopportabile, ma, ora che guardiamo indietro con lo sguardo offuscato dalla nostalgia, aveva un non so che di caratteristico.
Era la stessa piacevole sensazione di familiarità che ha pervaso XP, ancor prima che diventasse un vecchio amico. Lontano dai freddi bordi bianchi e grigi degli schermi ad alta risoluzione di oggi, per molti, XP rappresentava esattamente qualcosa di più—cioè, l’aggiunta di note di colore. La personalizzazione dei temi era molto in voga, e troverete una montagna di guide su come cambiare lo sfondo, il colore delle finestre, e così via (nota a margine: un tempo la gente aveva davvero bisogno di una guida per affrontare cose del genere).
Non so con esattezza a quando risalga questa serie di articoli della BBC, ma è ovvio che la redazione avrà pensato che le modifiche alle impostazioni di colore di XP erano un argomento abbastanza interessante da meritare una guida dettagliata. Anche i tutorial amatoriali su YouTube hanno migliaia di visualizzazioni. E non venitemi a parlare dei cursori per il mouse personalizzati (anche se forse erano molto meno fastidiosi dell’eterno trasferimento di file).

Una delle novità più notevoli nella storia computer fin dai primi giorni di XP è stata, naturalmente, l’utilizzo sempre maggiore di internet. I dati dell’International Telecommunication Union mostrano che nel 2001, 29 persone su 100 utilizzavano internet nei paesi sviluppati. Per il 2013, la stima è stata aggiornata a 77 su 100. Senza contare che anche l’utilizzo della rete è cambiato molto. Dodici anni fa forse usavate un modem a 56k, ma di certo non avevate la minima idea di cosa fosse Google Chrome.
Infatti, XP ha sempre ha sempre utilizzato Internet Explorer 6 come browser di riferimento. Bene, vi chiederei un minuto di silenzio per commemorare la sua tragica scomparsa, avvenuta insieme a quella di XP. IE6 non sarà più supportato. È scioccante, ma la maggior parte delle persone su Twitter non verseranno neppure una lacrima.
Naturalmente, di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia dai giorni di XP, che è stato a lungo tra gli OS più maturi dell’epoca. Windows Vista è stato rilasciato all’inizio del 2007, anche se non ha mai veramente preso piede, soprattutto perché molti PC non riuscivano a reggerlo—perfino i dipendenti Microsoft hanno avuto brutte sorprese dopo il fantastico “upgrade.” Nel 2009, Windows 7 ha avuto maggior successo, forse perché sembrava una sorta di XP. E ora, naturalmente, siamo approdati allo stile touch screen di Windows 8, che ha suscitato molte reazioni contrastanti di amore e odio.
In un certo senso, il successo duraturo di Windows XP potrebbe essere interpretato, in parte, come un segno di fallimento da parte dei suoi successori. Forse, proverete la stessa sensazione per Windows 8 tra una decina d’anni. Ciao, XP.
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