Música

Semantica di Lazzaro, il nuovo singolo dei Subsonica

Probabilmente non è giusto accanirsi con qualcuno che obiettivamente non ha fatto nulla espressamente contro di te né contro l’umanità, come questa band che si chiama Subsonica. Solo che è accaduto che non molto tempo fa io scrivessi un breviario poco serio sui loro testi e loro, e di conseguenza i loro fan, la prendessero sul serio. Non mi è mai capitato, forse per carattere, forse perché non mi vesto in maniera succinta, che così tante persone mi dessero della cagna per motivazioni non faunistiche. Non mi è mai capitato nemmeno di avere tendenze masochistiche, solo che quando uno scende in campo ci scende per bene, e avrò pure perso una battaglia, cari fan dei Subsonica, ma voglio quantomeno combatterne tante altre prima di alzare la mia bandiera bianca emozionale, quindi continuerò a utilizzare la punteggiatura come mi gira.:; e continuerò a ribadire che i testi della vostra band preferita hanno qualche controversia degna di essere analizzata semanticamente.

Per esempio stanotte, a mezzanotte, è uscito “Lazzaro,” un pezzo su cui non vorrei soffermarmi musicalmente, così come non mi sono soffermata in altra sede sulla musica dei Subsonica, perché mi divertivo troppo con i testi. Oltretutto la situazione musicale di questa triste penisola è più o meno paragonabile a quella politica, e i Subsonica sono i Renzi della musica, vuoi per le supercazzole verbali, vuoi per una fedeltà statica ai propri canoni, anche se ci si veste da giovani. Il primo assaggio del nuovo album è una sintesi di quattro minuti e qualcosa di tutti i successi dei Subsonica, ma questo non sembra essere minimamente percepito dai loro seguaci, che hanno una fede quasi religiosa nei loro confronti. Personalmente, partendo dal presupposto che credo siano musicisti molto bravi e competenti, non mi sarei mai aspettata una cosa del genere, che sa vagamente di medley. Mazza, in tre anni sembra che abbiate ascoltato solo i vostri dischi (non so se mi stupirebbe sapere che è così).

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D’altra parte, come puoi prendertela con un gruppo che decide di essere fedele a se stesso, di non uscire dal proprio stilema? Mica tutti sono obbligati a sperimentare nuove vie, loro hanno la sicurezza di andare bene così ed è in un certo senso encomiabile questa fedeltà alla linea.

Tuttavia ovviamente non sono in molti a pensarla come me, e la nicchia quasi sacrale in cui i Subsonica sono adorati dal pubblico fa in modo che possano affermare la validità del loro prodotto così come nel Parlamento italiano si afferma ancora la politica della sinistra più timida, perché la destra musicale—Al Bano, Emma Marrone o giù di lì—è una destra inattuale e statica, e la sinistra musicale, i rivoluzionari avanguardisti, non hanno abbastanza risonanza. Poi esistono grillini tipo Lo Stato Sociale o tutti gli altri “indie” che non si capisce dove vogliano andare a parare, perché la loro sussistenza è solo per negazione, ci sono perché ci sono e perché rappresentano la voce del popolo indignato, ma alla fine la negazione di un sistema si trasforma in autoreferenzialità e quindi o ti vanno bene o non ti vanno bene, ma non aggiungono molto al numero totale. Quindi rimangono loro, i Subsonica, questa specie di sinistra liberale, un pop carico di rabbia verbale e parole gigantesche, generaliste e confusionarie, una spinta alla ribellione guidata, dato che non lascia spazio all’interpretazione che non sia un’interpretazione sul calco di quella ecumenica, da religione rivelata. Ah, le sacre parole dei Subsonica. Gli intoccabili testi. Gli antichi testamenti emozionali.

Mentre a livello musicale ho notato una stasi quasi assoluta, devo ammettere che sul testo ci sono evidenti evoluzioni stilistiche: già dal personaggio citato nel titolo e nel ritornello ci rendiamo conto che abbiamo a che fare con qualcosa di biblico, consegnato ai comuni mortali dai nostri evangelisti della ribellione. Il movimento resurrettorio di Lazzaro come paradigma per la rianimazione di una coscienza sociale che ora è un’emozione scaduta / una certezza tradita / un’ambizione svenduta. La resurrezione discografica della band dovrebbe quindi idealmente coincidere con il risveglio della coscienza politica di una generazione disillusa, anzi questo risveglio dovrebbe essere conseguenza diretta della reazione agli imperativi di Samuel di Nazareth: “alzati e cammina!”

Non so se essere contenta del fatto che comunque i testi dei Subsonica sembrano, almeno a giudicare da “Lazzaro,” molto meno supercazzolari e molto più diretti, o se temere la nuova tendenza episcopale con cui la band si rivolge alla propria audience allo scopo di provocare, a quanto ho capito, la prima rivoluzione italiana. In questo caso lo scopo sarebbe incredibilmente nobile, ho solo paura che la genericità con cui viene espresso il concetto di SVEGLIATEVI, aprite gli occhi, abbia presa sulla generazione addormentata solo a livello di “cazzo che profondi i testi dei Subsonica” e rimanga una perla di saggezza che sta dietro a una lunga serie di incoraggiamenti alla ribellione abbastanza inconsistenti.

Però magari mi sbaglio e da mezzanotte tutti i fan dei Subsonica stanno organizzando la grande ribellione contro qualcosa, e mi farebbe veramente felice se questa insubordinazione non riguardasse più solamente le proposizioni. Quindi alla fine sono felice per questo singolo “Lazzaro” e voglio unirmi anch’io alle esortazioni dei Subsonica per il risveglio della coscienza sociale. Reclamate la dignità! Resuscitate un pezzo alla volta la volontà! Poi, nel caso vi foste arrabbiati di nuovo con me, usate questa rabbia contro le istituzioni, anzi, chi sono io per dirvi cosa dovete fare? Non sono mica Samuel. Potete usare la vostra rabbia anche contro di me, se vi va. L’unica cosa che vi chiedo è di fare un minimo onore ai vostri beniamini, ci sono un sacco di razze canine che potreste usare al posto di quel banalissimo “cagna”, dimostratemi che la vostra autoironia è al pari della vostra perizia gergale.

Russkaja Psovaja Borzaja: @virginia_W_

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