Vice Interviews – Birth Glow

Adelaide si è fatta una reputazione per certe cose (grandi bevute, misteriosi omicidi) ma tra queste non c’è la musica. In tour ovviamente non ci si può andare in queste condizioni ed è noto che le band di Adelaide si trasferiscano a Melbourne quando si sono stufate di suonare solamente nel salotto della loro nonna. I Birth Glow, invece, sono così impegnati a farsi i beneamati cavoli loro che semplicemente non gli interessa dove si trovino. Sono una band lo-fi; minimale nella strumentazione e forte in armonia e fascino. I loro ritmi lenitivi, le loro scarse chitarre e meravigliose voci ti cullano in uno stato di infinito tanto che non ti accorgi che stanno cantando di ragazzi leccaculo, pappagalli e Paul Simon.

Vice: Come siete arrivati a Birth Glow?

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Nick: Ellen e io eravamo ubriachi una notte e abbiamo deciso ti formare una band chiamata
‘summer-dunna-ding-dang’. Abbiamo riso per ore e poi deciso che Birth Glow era più divertente. Alla fine ci siamo trovati per registrare qualcosa e abbiamo scoperto che nessuno di noi sapeva suonare uno strumento. Allora siamo andati dalla nostra coinquilina Steph per farci fare delle basi di batteria, è stata splendida e sapeva esattamente cosa stavamo cercando di fare, quindi l’abbiamo presa.

Questo spiega la mancanza di strumentazione.

Ellen: Mi son voluta concentrare sulle voci di noi tre senza farmi distrarre dagli altri rumori e dal momento che Nick ed io siamo strumentalmente muti non c’era in ogni caso altra scelta. Steph riesce anche a suonare più cose allo stesso momento prima di crollare.

Cosa fai nella band?

Nick: Fondamentalmente sono la mascotte. Ellen ha la voce più bella del mondo, e io faccio rumeri grezzi da vecchio in sottofondo per darci più tono. Steph mette tutto assieme, dipende da quanto è ubriaca in quel momento.

Ellen: E’ ridicolo. Non saremmo nessuno senza il tuo incredinile baritono triste.

Parlatemi della vostra musica.

Nick: Abbiamo tutti idee diverse della musica e su come scrivere delle canzoni ma ci sembra che il tutto venga messo assieme molto bene. A volte. Cazzo abbiamo scritto anche dello schifo incredibile. Peggio delle cose che suoniamo ora. Sono un pò un fattore limitativo perchè non sono per niente in grado di cantare e non ho il minimo senso del tempo e dell’intonazione, per niente. Ma mi piace. Significa che dobbiamo comporre in modo molto semplice, canzoncine dirette ed è quello che voglio sentire. Penso che se non rieci esprimere qualcosa in 30 secondi, allora hai fallito come autore e veramente come essere umano. Puoi fare “oooh” e
“lala” finchè la mucca non rincasa, ma l’hai disossata o no?

Alcuni dei vostri testi sono piuttosto divertenti.

Nick: Ci fanno ridere. Quando non ci urliamo dietro, o non ci stiamo ignorando. O non stiamo lasciando degli appunti sul frigorifero.

Ellen: Ovviamente abitiamo tutti assieme. Nick sta drammatizzando, non penso ci sia ancora stato un momento in cui non sono morta dal ridere. In tutte le registrazioni originali ci sono risate annaspanti e urla alla fine di ogni canzone, ma la maggior parte abbiamo deciso di tagliarli.

Avere il doppio dei cantanti è doppiamente divertente?

Nick: La mi gag preferita prima del concerto è mettermi davanti al microfono di Ellen. Mi arriva giusto all’ombelico. Rido ogni volta.

Ellen: Sono bassa, lo so. E’ per questo che di solito metto i tacchi sul palco, ed è anche per questo che sul palco di solito non mi muovo.

Avete qualche strano rituale di incoraggiamento prima di suonare?

Nick: Di solito siamo tutti ugualmente ubriachi, e ugualmente spaventati dal mixer. Penso che per noi funzioni. Una volta ad Auckland abbiamo anche avuto un avvelenamento da cibo in contemporanea. Beh, poteva essere stato quello oppure il funk-fusion che stavano suonando prima di noi.

YULE TIDE
Il mini-album dei Birth Glow “Ultimate Relief” è fuori su Nervous Jerk/Remote Control.

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