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Questa mappa mostra le droghe più consumate in Europa

Un gruppo di scienziati ha monitorato le acque di scarico di 60 milioni di persone in 37 paesi diversi per scoprire di cosa ci facciamo.

di Becky Ferreira
04 novembre 2019, 8:44am

Cocaina. Immagine: US Drug Enforcement Agency (DEA).

Un gruppo di scienziati ha passato al setaccio per anni e anni le fogne dove finiscono gli scarti di circa 60 milioni di persone, cercando cocaina, anfetamine e MDMA, per costruire una mappa delle acque di scarico completa che mostri quali sono le droghe illegali consumate in 30 paesi diversi nel mondo.

Stando allo studio, che è stato pubblicato a fine ottobre sulla rivista Addiction, l'uso di cocaina è in aumento in tutta Europa, le metanfetamine sono più usate in America del nord e Australia, e l'Olanda vanta il più alto uso di MDMA.

"Si tratta dello studio epidemiologico basato sulle acque di scarico più ampio mai condotto, sia in termini di città (120) che di paesi (37) coinvolti, che di tempi di osservazione (dal 2011 al 2017)," ha detto il team, che è stato co-guidato da Iria González-Mariño, docente di chimica all'Università di Salamanca, in Spagna.

"La grande quantità di dati ottenuti per cocaina, anfetamine, metanfetamine e MDMA ha rivelato un quadro completo di tendenze spaziali e temporali di utilizzo," hanno spiegato nello studio González-Mariño e colleghi.


Per conoscere i danni ambientali legati alla produzione di MDMA, guarda il nostro documentario:


Campionare le acque reflue per trovare residui di droga è diventato un metodo molto popolare per tenere traccia dei modelli e schemi che il mercato delle droghe illegali segue negli ultimi dieci anni. Studi precedenti si concentravano sull'uso di sostanze in determinate città o durante gli eventi pubblici, come l'eclissi solare del 2017, ma González-Mariño e i suoi colleghi hanno deciso di optare per un approccio internazionale.

Il team ha iniziato a campionare le acque di scarico in diverse città d'Europa nel 2011, e ha poi ampliato il territorio coperto per includere Australia, Nuova Zelanda, Colombia, Martinica, Canada, Stati Uniti, Corea del Sud e Israele, dal 2014 al 2017.

Il team ha evitato di raccogliere campioni durante le feste comandate, quando l'uso sopra la media di sostanze avrebbe potuto sbilanciare i risultati del lungo periodo, e ha cercato di tenere conto della contaminazione causata da farmaci con una simile impronta chimica. Per esempio, le acque reflue di Seattle mostrano un uso particolarmente alto di metanfetamine, ma questo riscontro potrebbe essere influenzato dalle sostanze prescritte per disturbi dell'attenzione o iperattività.

I risultati hanno dimostrato che l'uso di droghe in generale è più consistente in città come Anversa, Amsterdam, Zurigo, Londra e Barcellona, mentre le città analizzate in Grecia, Portogallo, Finlandia, Polonia e Svezia presentavano residui nettamente inferiori.

La cocaina è più popolare a Milano, Londra, Bristol, Amsterdam, Zurigo, Ginevra, San Gallo, Anversa. Le anfetamine sembrano essere in ascesa a Barcellona, Ginevra, Berna, Zurigo, Dortmund e Berlino, ma in generale l'uso di questa sostanza appare molto più basso in Europa che negli Stati Uniti e in Australia. In Olanda, invece, l'uso di MDMA è il più alto in assoluto e la droga è popolare anche a Helsinki, Oslo, Brussels, Dortmund, Zagreb, Zurigo, Ginevra e Barcellona.

In generale, i dati sono più o meno allineati con altre misurazioni sull'uso di sostanze illegali. "Le conclusioni a cui siamo arrivati analizzando le acque reflue coincidono con quelle derivate da altri indicatori come sondaggi e altro," ha detto González-Mariño via email. "La cosa interessante della metodologia che abbiamo scelto è che fornisce dati quasi in tempo reale (i campioni sono presi e analizzati nel giro di pochi giorni) per cui abbiamo risultati 'più rapidi' di altri indicatori."

Per fare un esempio, la scienziata ha raccontato di come il suo team fosse rimasto perplesso nel riscontrare un picco nella benzoilecgonina, il metabolita contenuto nella cocaina, nelle città europee (tra cui Milano) tra il 2016 e il 2017. Mesi dopo, i ricercatori hanno scoperto che la purezza della cocaina era aumentata in quel periodo, il che spiegava i livelli più alti di benzoilecgonina nell'acqua.

González-Mariño ha campionato le acque di scarico anche per l'uso di cannabis, ma l'ingrediente psicoattivo della sostanza—il THC, o tetraidrocannabinolo—era più difficile da identificare nei campioni delle fogne perché si lega facilmente con le particelle dell'acqua di scarico.

"Il protocollo analitico per estrarre il THC e analizzarlo nell'acqua ha necessitato di migliorie di anno in anno," ha detto González-Mariño. "È una sostanza complicata, ma sono convinta che i nostri nuovi metodi saranno sufficienti per includere il THC nella prossima fase dello studio."

Questi dati su cosa nascondono le nostre fogne sono molto utili per le comunità che cercano di tenere traccia dei flussi di sostanze illegali e anticipare i problemi medici e sociali che possono comportare. González-Mariño e i suoi colleghi sperano di espandere la loro ricerca ad altre città e potenzialmente iniziare a testare l'acqua anche per altre sostanze che condizionano la qualità della vita.

"Questa metodologia può essere estesa per descrivere abitudini e stili di vita (come il consumo di sostanze legali come l'alcool o il tabacco) e l'esposizione di una popolazione a fattori inquinanti (come i pesticidi), quindi le sue applicazioni sul campo sono promettenti e non solo limitate alle droghe," ha concluso.

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