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Ho cominciato a seguire 24 nel 2003, quando la sua prima stagione andava in onda su Rete 4. Ho smesso nel 2011, perché la serie è stata interrotta. Ora 24 ricomincia in versione ridotta: 12 episodi, la metà di quelli che erano nei tempi gloriosi. Almeno questa volta i salti nella narrazione riescono a giustificare il fatto che Jack Bauer non si ferma mai per un panino o anche solo per fare pipì. Sono felice? Sono raggiante.
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Sono trascorsi undici anni, dalla prima volta che ho visto 24, e la mia transizione da “giovane adulta” in “persona che accetta rassegnatamente di andare all’Ikea” mi ha consentito di sviluppare un senso critico. Per esempio, sono perfettamente consapevole che i momenti più poetici di 24 si basano su tramonti presi di peso da Walker Texas Ranger, so benissimo che tutti i cattivi di 24 usano il tono “Hopping Down” del Nokia e mi sono resa conto che un programma che accetti la tortura come strategia plausibile di difesa della nazione non è ammissibile—e il fatto che Jack Bauer viva di rimorsi e tutte le persone care intorno a lui finiscano morte sparate non è una giustificazione sufficiente. Vedrò comunque 24: Live another day? Lo vedrò comunque. “Il sapore della piccola madeleine,” per me, è il borsello a tracolla di Jack Bauer.
Ho scelto, caro lettore, una stagione a caso, la quinta, perché è sufficientemente distante nel tempo da essere innocua a livello di spoiler. Occhio, però: la stagione cinque di 24 è esemplificativa del fatto che tutte le stagioni di 24 hanno uno sviluppo identico.
E ora: il Magico Avvincente svolgimento di 24 – Stagione cinque. Include spoiler.
Bonus per i disattenti: nel giorno 4 Jack Bauer è a capo di una missione del CTU (l’organizzazione antiterroristica dei sogni bagnati di George W. Bush) non troppo legale che implica il sottrarre un cinese losco dall’ambasciata cinese. Il meno losco console cinese rimane ucciso dal fuoco amico, e la sua morte viene automaticamente ricondotta a Bauer, proprio lui!, che, se c’è un crimine che non ha commesso, è uccidere questo console cinese. Bauer, con la flemma che lo contraddistingue (e nella consapevolezza che la Casa Bianca lo vuole morto per paura di ritorsioni asiatiche), finge di venire sparato e va a fare il trivellatore part-time della California. Quando non trivella, raccoglie gossip sui problemi della figlia, lucida le armi, tenta di dimenticare il profilo aristocratico e lo spacco vertiginoso di Audrey Raines approfittandosi di una contadina della California con un figlio adolescente sospettoso.
A sapere che Bauer non è morto sono soltanto in quattro: l’ex presidente degli Stati Uniti David Palmer (un uomo Buono), Michelle Dessler e Tony Almeida (due ex dipendenti del CTU che si amano), e Chloe O’Brian (un’analista scorbutica del CTU, il personaggio migliore di 24, che a giudicare dalle foto di scena in 24: Live Another Day farà il salto Lisbeth). Tre dei quattro personaggi muoiono nei cinque minuti iniziali della stagione cinque, il che non solo fa impallidire la serie HBO con pochi draghi, ma dà vita a due ipotesi:
1) Gli sceneggiatori hanno rotto il plot-o-metro e non riescono più a inventare varianti su soluzioni combinate, e usate all’infinito, quali “Kim Bauer si mette nei guai,” “Bisogna comprendere la severità di un capo del CTU perché è assillato dal pensiero di: figlio/sorella/madre/droga,” “Un cattivo muore prima/dopo/mentre rivela qualcosa di utilissimo,” al che suddetti sceneggiatori reagiscono uccidendo indiscriminatamente tutti i personaggi.
2) Tutte le carte migliori saranno giocate nelle 23 ore e 55 successive, e non è che queste carte facessero schifo.
Nel giorno 5 di 24, i primi episodi appaiono inizialmente adrenalinici eppure, mano a mano che i minuti scorrono, le puntate precedenti sembrano un pomeriggio a guardare trasmissioni di Licia Colò, perché arrivano cattivi sempre più cattivi e terroristi sempre più terroristi che in una scala sociale potrebbero essere ordinati così:
– Un consigliere del Presidente (poi si scoprirà che è solo una copertura, ma questo è uno spoiler)
– Un ex agente della CIA che si mette con i buoni prima di essere ucciso (mi piace chiamarlo il Manfredi di Svevia del terrorismo internazionale)
– Un ceceno senza scrupoli
– Un ex capo del CTU che non è in rapporti ottimi con Jack Bauer, anzi tenta di trucidarlo più di una volta.
– Il Presidente degli Stati Uniti
– Un losco industriale interpretato da Romano di ER.
I lettori più attenti avranno notato che in questa lista c’è un personaggio che non dovrebbe essere presente, e questa incompatibilità non è dovuta al conflitto di interessi con altri telefilm. Esatto! IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI è il mostro finale di 24.
E non è per una moraleggiante questione di legalità che ci si stupisce della sua colpevolezza, bensì per il fatto che è dalla quarta stagione che chiunque abbia guardato un solo episodio si domanda quanto sia Sconveniente costui che, lombrosianamente Nixon ma più stupido, incolpa chiunque delle proprie azioni e alza il mento tutto fiero quando riceve delle lodi.
Questo continuo crescendo di malvagità tuttavia non è sufficiente per durare ventiquattro ore di quaranta minuti, e quindi, se la trama celata è *quasi* antiamericana (con il presidente che vuole impossessarsi delle riserve di petrolio dell’Asia Centrale per sbandierare il Tenore di Vita Americano) le puntate sono costellate di circostanze simpatiche e in apparenza principali, come un gruppo di terroristi palesemente ceceni che scatenano baruffa liberando gas nervino in punti nevralgici della città di Los Angeles quali centri commerciali, ospedali, il CTU (sì), e UN SOMMERGIBILE RUSSO CONTENENTE MISSILI
I terroristi cattivi già menzionati più volte sono però costantemente terrorizzati dal robusto Bauer, il quale (su richiesta dei fan) tortura sempre più chiunque gli capiti a tiro (torturerà il proprio fratello nella sesta serie) e le sue situazioni tipo sono:
L’Allegro Chirurgo
“Mi sono stancato di parlare con te, prima ti caverò l’occhio destro, poi il sinistro, poi ti farò a pezzi”
Eutanasia take-away
Terrorista malcapitato: “Ahi”
Bauer: “Devo portarti all’ospedale altrimenti morirai dissanguato entro tre minuti. Ti ci porterò se mi dirai chi è stato ad uccidere Palmer”
Terrorista malcapitato: “Io”
Bauer: “Bum.”
Il vessillo dell’onestà
Ex-capo del ctu, dopo essersi fatto dare l’immunità: “non mi avresti lasciato andare vero?”
Bauer: “No”
Ex-capo del ctu: “click.”
Bauer: “bum”
Il nostro eroe, tuttavia, ha dei punti deboli. Uno dei punti deboli dello scaltro Bauer è sua figlia. Kim Bauer ha un talento naturale nell’infittire la trama mettendosi sempre in situazioni critiche che il padre dovrà fronteggiare, non venendo mai ringraziato (lei lo odia). Jack Bauer non si insospettisce, infatti, quando—a dieci minuti dalla fine della stagione—un CINESE gli si avvicina dicendo che c’è una telefonata della figlia su un TELEFONO FISSO in un CAPANNONE SINISTRO E DESERTO che porta l’insegna “ALLA LARGA” come il deposito di Zio Paperone. Ed è per questo che a due secondi dalla fine della stagione Jack Bauer si trova su un mercantile diretto in Cina, accerchiato dai cinesi.
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