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Come vivere secondo Anthony Bourdain

Come mangiare, come essere giovani, e quando chiudere quella dannata bocca. Le citazioni di Anthony Bourdain che possono cambiare la tua prospettiva sul mondo.

di Munchies Staff
11 giugno 2018, 11:41am

Foto di Mike Pont/WireImage via Getty Images

A MUNCHIES siamo devastati dalla morte di Anthony Bourdain, uno dei nostri amici ed eroi. Bourdain era una persona autentica. Nel corso della sua straordinariamente prolifica carriera ci ha insegnato così tanto - sul mangiare, sul viaggiare, e sull'approcciare il mondo con mente e cuore aperti. Qui ci sono alcuni dei nostri pezzi preferiti di saggezza di Bourdain, raccolti dalle sue interviste, dai suoi scritti e dalle sue apparizioni televisive nel corso degli anni - Gli editor di MUNCHIES

Volevo vedere il mondo - e volevo che il mondo fosse come nei film.

“Siamo, dopotutto, cittadini del mondo - un mondo pieno di batteri, alcuni amichevoli, altri non così amichevoli. Vogliamo veramente viaggiare in papa mobile ermeticamente sigillate nelle province rurali di Francia, Messico, e in Oriente, mangiando solo negli Hard Rock Café o nei Mc Donald's? O vogliamo mangiare senza paura, buttandoci sullo stufato locale, sulla carne misteriosa dell'umile taqueria, sul regalo offerto con sincerità di una testa di pesce leggermente grigliata? So cosa voglio. Io voglio tutto. Io voglio provare tutto almeno una volta.” (Kitchen Confidential)

Sapevo che il miglior pasto del mondo, il pasto perfetto, è molto raramente il più sofisticato o il più costoso (...) Il contesto e la memoria sono protagonisti di tutti i pasti davvero grandiosi nella vita di ognuno

“A scuola dicevano sempre ai miei genitori, ‘Anthony ha bisogno di un ambiente controllato.’ È questo che è una cucina. Per un ragazzo disfunzionale come me, è un mondo di assolutismi. Mi piace essere irregimentato. O fai una cazzata o non la fai. La mia missione nella vita è conquistare la paura. Lì sono forte; fuori da lì, come cittadino, sono una fottuta mammoletta. Posso andare al ristorante di qualcun altro come cliente e sopportare i peggiori abomini e comunque dare al cameriere 20 centesimi di mancia alla fine della cena.” (as told to The Guardian, 2001)

Foto di James Keivom/NY Daily News Archive via Getty Images

“Volevo avventure. Volevo risalire il Nung River fino al cuore buio della Cambogia. Volevo esplorare il deserto su un cammello, duna e sabbie in ogni direzione, mangiando un agnello arrostito con le dita. Volevo togliermi la neve dagli stivali in un nightclub magioso in Russia. Volevo giocare con armi automatiche a Phnom Penh, pensare al passato in un piccolo villaggio di pescatori d'ostriche in Francia, entrare in una pulqueria illuminata dai neon nella campagna messicana. Volevo sperimentare paura, eccitazione, meraviglia. Volevo i calci - quel tipo di melodrammatici brividi che ho sperimentato dall'infanzia, il tipo di avventura che da bambino trovavo nei fumetti di Tintin. Volevo vedere il mondo—e volevo che il mondo fosse come nei film.” (A Cook’s Tour: Global Adventures in Extreme Cuisines)

“Sapevo che il miglior pasto del mondo, il pasto perfetto, è molto raramente il più sofisticato o il più costoso. Sapevo come importanti fattori oltre alla tecnica o agli ingredienti rari possono giocare un ruolo importante nel creare la magia al tavolo della cena. Il contesto e la memoria sono protagonisti di tutti i pasti davvero grandiosi nella vita di ognuno. Cioè, parliamone: quando stai facendo un semplicissimo barbecue sotto una palma, e senti la sabbia tra le dita, e della samba sta suonando in sottofondo, le onde si infrangono sulla riva a pochi metri di distanza, una brezza leggera ti asciuga il sudore sul collo e sui capelli, e dall'altra parte del tavolo, oltre la fila di lattine di birra vuote, guardi l'espressione sognante sul volto del tuo commensale, e realizzi che in mezz'ora starai probabilmente facendo sesso sulle lenzuola pulite di un letto di hotel, quella coscia di pollo alla griglia improvvisamente ha un sapore molto migliore.” (A Cook’s Tour: Global Adventures in Extreme Cuisines)

“Le persone che cucinano per te, puliscono per te, aprono le porte, ti guidano a casa - dove vanno quando la giornata lavorativa è finita? Cosa mangiano?” (No Reservations, New York)

“È una cosa bella quando la realtà supera le tue aspettative e le tue speranze; quando tutto - tutto - è bello come tutto dovrebbe essere.” (No Reservations, Spain)

Foto di Craig Barritt/Getty Images per il The New Yorker

“Viaggiare ti cambia. Mentre ti muovi attraverso la vita e il mondo cambi le cose, almeno un po', e ti lasci dietro il tuo segno, anche se piccolo. E in cambio, la vita - e il viaggio - lasciano segni su di te. La maggior parte delle volte questi segni - sul tuo corpo e sul tuo cuore - sono belli. Altre volte, invece, fanno male.” (The Nasty Bits: Collected Varietal Cuts, Usable Trim, Scraps, and Bones)

Se hai 22 anni, e vuoi imparare ed essere una persona migliore, ti consiglio di viaggiare - il più lontano e il più a lungo possibile. Dormi sui pavimenti se devi. Scopri come altre persone mangiano e cucinano.

“Quello è il tipo di soddisfazione che nessun bestseller può battere - nessuno show televisivo, nessuna folla, niente. Quel singolo momento dopo una serata lunga e molto impegnativa, seduto al bar con i tuoi colleghi, pulendoti il sudore dal collo, prendendo un respiro profondo, con parole non dette di congratulazioni tutto intorno - e poi il primo sorso di fredda, freddissima birra."(Medium Raw: A Bloody Valentine to the World of Food and the People Who Cook)

Foto di Fairfax Media via Getty Images

“Se hai ventidue anni, e vuoi imparare ed essere una persona migliore, ti consiglio di viaggiare - il più lontano e il più a lungo possibile. Dormi sui pavimenti se devi. Scopri come altre persone mangiano e cucinano. Impara da loro - dovunque tu vada. Usa ogni possibile risorsa per cucinare nelle migliori cucine che ti accetteranno - anche se poco (o per niente) - pagato.” (Medium Raw: A Bloody Valentine to the World of Food and the People Who Cook)

“Parlo spesso della 'Regola della nonna' per viaggiatori. Magari non ti piace il tacchino della nonna per il Ringraziamento. Magari è troppo cotto e asciutto - e il ripieno troppo salato e immangiabile. Magari non ti piace proprio il tacchino. Ma è il tacchino della nonna. E sei a casa della nonna. Quindi stai zitto e mangialo. E dopo dì 'Grazie, nonna, sì, sì, certo che vorrei il bis.' (Medium Raw: A Bloody Valentine to the World of Food and the People Who Cook)

“Chiunque dovrebbe saper fare un'omelette. Credo da tempo che sia giusto e appropriato che, prima di dormire con qualcuno, uno dovrebbe essere in grado - se gli viene richiesto - di far loro un'omelette come si deve al mattino. Forse saper cucinare un'omelette dovrebbe essere insegnato prima di insegnare a scopare.” (Medium Raw: A Bloody Valentine to the World of Food and the People Who Cook)

Dov'è casa? Alcuni di noi sono nati con una risposta—altri devono mettere insieme i pezzi

“Cosa significa la libertà? Non lo so. Sicuramente significa la libertà di godersi un pomeriggio che nessuno avrebbe creduto possibile fino a poco tempo prima. La libertà almeno di scherzare, ridere, di essere, per un po', relativamente rilassato.” (Parts Unknown, Libya)

“Sì, sai, a questo punto gli animali mi guardano e sono tipo, ‘Oh no—non quel tizio.’” (Sull'aver mangiato ogni cibo esistente, Parts Unknown, Quebec)

“Dov'è casa? Alcuni di noi sono nati con una risposta—altri devono mettere insieme i pezzi.” (Parts Unknown, Ethiopia)

“Le persone non sono statistiche—questo è tutto quello che abbiamo cercato di mostrare. Un piccolo, pateticamente piccolo, passo verso la comprensione.” (Discorso di accettazione del premio Muslim Public Affairs Council’s Voices of Courage and Conscience per il Parts Unknown Palestine episode)

"Già cinico di natura, ho passato 30 anni in un settore che, se non altro, mi ha insegnato ad essere cinico sul mondo - sono passato da lì alla televisione, e magari pensi che questo peggiori le cose, ma il fatto è che io rimango legato a certe dee, che ci sono bravi ragazzi nel mondo per cui vare la pena parlare, supportare. Che ci sono motivi di sperare che c'è merito nella verità e nella bellezza - sai, il vero amore. Credo ancora a tutte quelle cose. Forse è un fallimento, ma ci credo." (Come raccontato a MUNCHIES, Settembre 2016)

"Guarda, ho mangiate un mucchio di cose davvero schifose nella mia carriera, ma niente mi ha spezzato il cuore come la mia esperienza al Johnny Rockets di un aeroporto. Ci sono due direttori di sala, un cassiere, tre cuochi. Nessun altro nell'aeroporto. Io sono solo e affamato. Ordino un hamburger — mettono un hamburger freddo su un panino, non ci mettono nemmeno della salsa, ci buttano sopra un cetriolino, lo chiudono, prendono alcune patatine fritte pre-cucinate. Stanno tutti lì allineati. Non hanno nient'altro da fare, nessun altro cliente. Me lo allungano e mi guardano, e tutti stiamo lì in silenzio per un secondo, condividendo questo momento di perfetta miseria. Nessuno di lui era dove voleva essere.” (Sul pranzo più triste che abbia mai avuto, raccontato a Conan O’Brien, Novembre 2016)

“Siamo chiaramente giunti a un momento, a lungo atteso nella storia, dove chiunque, buono o meno, DOVRÀ pensare a se stesso, al ruolo che ha ricoperto nel passato, alle cose che ha visto, ignorato, accettato come normali o semplicemente perso - e considerare da qualche parte della storia vuole essere nel futuro.” (“On Reacting to Bad News,” Medium, Dicembre 2017)

Questo articolo è originariamente apparso su Munchies US.

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