Caro Diario

Sul numero di giugno, Lesley Arfin ha intervistato Chris Nieratko a proposito del suo nuovo libro, Skinema, e di altri argomenti pesanti inclusi il genoma umano, la sparizione delle api da miele (ccd) e l’infanticidio di Melissa Drexler. Ora, in onore dell’uscita di Dear Diary, l’abbagliante debutto editoriale di Lesley con la raccolta delle sue ormai storiche rubriche per Vice, abbiamo invertito i ruoli (le sedie…) e chiesto a Nieratko di alzare il tono del dibattito – per scavare nel profondo delle più pesanti questioni sociali d’attualità.

Chris Nieratko: Ho sentito dire che sostieni che le fighe rasate facciano schifo.
Lesley Arfin: Solo quelle completamente rasate. Una figa rasata al 100% è come quella di una bambina, e questo secondo me è preoccupante. Quando attraversi la pubertà, ti crescono i peli. Gli uomini devono farsene una ragione, e smetterla di fare i pedofili. Preferisco una rasatura brasiliana con il triangolino coperto e tutto il resto rasato, capito come?

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Tu porti il triangolino?
Sì. Così le labbra sono scoperte, il buco del culo anche, ma quando guardi la patata vedi che c’è un piccolo triangolo di peli pubici.

Come una freccia che ti indica la strada.
Esatto, sei furbo. Credo che anche il cespuglietto 70’s faccia il suo dovere. Ma io mica mi faccio le ragazze, quindi non me ne importa granché.

Hai mai fatto sesso orale con una ragazza?
No, ma l’ha fatto la mia amica Marissa con me – abbiamo fatto il bagno assieme quando eravamo al liceo e abbiamo limonato. E’ stato divertente, ma anche strano. E lei ora è morta, quindi è ancora più strano.

Non mi hai mai detto di avere la vagina velenosa!
Sì, come no, la mia vagina l’ha avvelenata e lei è morta. Aha. No, è morta di overdose anni dopo.

Quando ripensi a questi due ricordi 1) lei che te la lecca 2) lei morta, non ti capita di pensare all’immagine di te mentre strofini la tua vagina sulla sua faccia morta?
NO!

Neanche per un decimo di secondo?
Ma neanche per un millesimo. Che schifo, Chris!

E’ vero che una volta hai provato a cercarti il fidanzato su internet?
Oh Cristo, chi te l’ha detto?

Forse l’ho letto nei cessi dell’autogrill…
Sì, la prima volta che mi sono disintossicata dall’alcool sono ingrassata qualcosa come 10 chili, così non ero molto carina e non riuscivo ad incontrare ragazzi quando uscivo. Ero molto, molto arrapata perché non prendevo delle droghe e non bevevo e MySpace non esisteva ancora, così ho incontrato un paio di ragazzi su Nerve.com, ma non ho avuto delle belle esperienze. C’era questo ragazzo –dio mio- sembrava molto carino in foto, ma poi sono andata ad incontrarlo ed era alto esattamente come me, un metro e cinquanta. Era un fottuto nano! Allora io gli ho detto una cosa del tipo “Fa niente, andiamo da me.” La mia tattica per portarmi i ragazzi a casa è sempre stata, ed è ancora, “Ho il computer incasinato, te ne intendi?”

Haha. Mi ricorda un tipico scenario da film porno.
Di brutto, e tutti rispondono tipo “Sicuro, posso cercare di ripararlo, provare a capire qual è il problema.” Così questo ragazzo è venuto a casa e per qualche motivo assurdo continuava a cantare quella cazzo di canzone gay degli Spoon, “That’s the way we get by.” E’ un pezzo super sdolcinato, ma lui faceva tipo “Devi sentirla, è la canzone più bella del mondo.” Allora l’ha messa e ha cominciato a spogliarsi fino a che è rimasto con addosso solo gli slippini, è saltato sul mio letto e ha cominciato a fare air guitar.

Usando la sua proboscide al posto della chitarra?
No no, semplicemente stava lì a far finta di suonare una chitarra in mutande come se avesse 12 anni. Io ero in piedi e mi dicevo “Non posso credere che stia succedendo a me.” Credo stesse tentando di sedurmi – probabilmente pensava l’avrei trovato carino o qualcosa del genere. Io gli ho detto solo una cosa tipo “Ok, te ne devi andare.” Ma forse qualcosa c’ho combinato, alla fine, manco mi ricordo.

Era lo stesso ragazzo che nel tuo libro si rasa le parti intime e usa il borotalco?
No, quello è un altro ragazzo. Aahh, credo che non mi scorderò mai quel sapore. Questo tipo viveva con i suoi genitori nel Queens e stava cercando di diventare un vigile del fuoco ed era molto carino. Una volta è venuto da me e io stavo per farli un pompino quando ho visto che era completamente rasato, 100 percento. Che va bene – fa sembrare il cazzo più lungo e tutto il resto.

Motivo per cui lo faccio anch’io.
Sì. Vabbè. Comunque credo che si fosse appena rasato le palle quel giorno e per evitare che gli bruciasse s’era messo il borotalco. Il sapore faceva così schifo che quasi vomitavo. Non potevo farcela. Era tutto asciutto e la mia bocca era tutta asciutta ed era proprio… non lo so. Credo che viva ancora a casa dei suoi.

Allora Chloe Sevigny ha scritto la prefazione al tuo libro, eh?
Sì!

L’hai mai chiamata… Cabernet Sauvignon?
No, ma d’ora in poi lo farò di sicuro.

Il libro di Lesley Arfin, Dear Diary, è stato pubblicato da Vice Books questo mese. Lo trovate da American Apparel.

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