Dio è un pervertito

Quella di vagare nel deserto e ritornare a casa troppo abbronzati e con qualche stronzata sull’avere incontrato Dio è una burla da manuale vecchissima. È già stato fatto un bel po’ di volte nel corso dell’ultima trentina di secoli, e tutte le volte i presunti prescelti non si erano portati una macchina fotografica. Senza foto non vale. Detto questo, non molto tempo fa anche io ho vagato nel deserto e ho incontrato Dio, ma almeno questa volta sono riuscito a fargliela qualche foto.

Dio è una specie di Mastro Lindo con i baffi a manubrio. Ha vissuto una vita interessante. Anni fa faceva incontri di pugilato con uno pseudonimo abbastanza appropriato, “Il Sant’uomo”; negli anni ’80 ha recitato in una serie di film ormai dimenticati (ma probabilmente stupendi), si è candidato due volte a sindaco ed è stato nell’esercito. Oggi vive a Tucson, Arizona in una stanza minuscola all’interno di un bar, di sua proprietà, chiamato The Meet Rack. Gestisce anche una stanza del sesso che si trova a un paio di metri dalla sua camera da letto.

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Jim Anderson – meglio noto come Dio alla serie di barboni, troiette da college e turisti che compongono la sua clientela in questa terra desolata – non ha nemmeno avuto bisogno di un libro intero per diffondere il suo verbo. Ecco come la riassume lui: “I primi dieci anni di vita, uno li trascorre a sbavare. Lo stesso vale per gli ultimi dieci anni. Nel mezzo bisogna spassarsela”.

Il bar giace vicino al centro di Tucson su una strada semi-abbandonata, in una zona dove i vagabondi saltano sui vagoni dei treni in corsa dietro a motel decadenti degli anni ’50 con i neon che funzionano male. Dio serve superalcolici e due tipi di birra. Per i più sofisticati, ha pronta una lista di cocktail con il nome di pose sessuali disgustose (arrapanti per qualcuno).

Per darvi un’idea visiva di come sia il Meet Rack, durante una visita recente ho visto una donna di mezza età seminuda che sedeva al bar con un paio di morsetti attaccati ai capezzoli. Nel mentre, due avventori di mezza età, entrambi vestiti un po’ meglio dell’altra signora, limonavano e si guardavano in giro con gli occhi sgranati. Scommetto venti dollari che lei glielo stava menando sotto il tavolo. È stato allora che ha fatto irruzione un gruppo di universitari perbene diretti in terrazza per giocare a ping-pong.

Dio ha marchiato a fuoco la sua faccia sulla pelle di un paio di migliaia di clienti che, in cambio, hanno uno sconto a vita di 50 cent sulle birre.
“L’altro giorno ho marchiato una ragazza sul buco del culo perché ha detto che voleva cagare attraverso la mia faccia” mi rivela, raggiante.

Qualche tempo fa una mamma borghese, presa da un momento di abbandono e ubriachezza, si è fatta marchiare il culo da Dio. Il giorno dopo si è svegliata, si è trovata Dio su una chiappa e si è imbestialita. Lo ha denunciato e sono finiti a un’udienza in TV, su People’s Court. Trattandosi di Dio, ha vinto lui. Questa, insieme ad altre storie altrettanto buffe o sorprendenti, sono documentate sui muri del Meet Rack.

L’unico luogo a non essere tappezzato di materiale autocelebrativo è la stanza del sesso, che comprende una sedia da esame ginecologico, un’altalena per scopare, una ruota, e un pupazzo a forma di formichiere con un dildo al posto del naso.

Questa è la ruota. Ci appendi lei a testa in giù, poi te la lecchi come un gelato. – Dio

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