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Musica

Addio, spazio per i commenti

“Live and let die.” —​ Bob Dylan

Cari lettori di Noisey  —

Come avrete notato, il nostro sito ha subìto un intervento di chirurgia estetica molto complesso. Ora abbiamo tante nuove funzioni, oltre che una nuova immagine, ma ci siamo dovuti liberare di qualche vecchio peso. Alcune cose sono defunte sotto al rasoio del rinnovamento, e una di queste cose è la vostra amata sezione commenti. Eh già. Non potrete più commentare sotto agli articoli di Noisey.

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Sappiamo che questa, per voi lettori affezionati, è decisamente una brutta notizia. Siete abituati ad avere uno spazio tutto per voi, là in fondo, in cui esprimere la gioia di leggerci ogni giorno e il vostro appoggio incondizionato nei confronti del nostro gusto impeccabile e delle nostre inattaccabili opinioni. Lo sappiamo, dispiace più a noi.

La prossima volta che sosterremo pubblicamente che i Queen sono una band sopravvalutata​, o che i Coldplay ci danno fastidio​, non avrete più la possibilità di farci sapere quanto ci volete bene e come i nostri ragionamenti siano perfettamente in linea con ciò che avete sempre pensato.

D'ora in poi, quando vi racconteremo chi sono, per noi, le nuove leve dell'hip-hop, nessun fan di Inoki o Kaos One potrà sfoggiare la propria cortesia, nessun amante della Dark Polo Gang potrà più ringraziarci perché finalmente qualcuno lo capisce.

Mentre scriveremo un articolo "controverso", non avremo più nella nostra testa la proiezione di quanti feedback entusiasti riceveremo una volta pubblicato, e le volte che sosterremo che i testi dei Subsonica​ o dei Verdena​ sono, be', stranini, non avremo più la possibilità di riderne bonariamente tutti insieme.

Nemmeno ci sarà più possibile constatare quante persone si chiedano ancora se veniamo pagati per scrivere, dato che queste persone non potranno più scrivere nei commenti agli articoli per cui veniamo pagati se veniamo pagati per scriverli. Ad essere onesti non ci cambierà la vita, dato che continueremo a scrivere e continueremo ad essere pagati per farlo, ma non possiamo nascondervi che qualcosa, là sotto, ci mancherà e che, quando riceveremo la consueta busta paga, proveremo un senso di vuoto perché nessuno si sarà interessato al nostro stipendio.

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Insomma, d'ora in avanti, quando affronteremo argomenti complessi come la morte prematura, avvenuta nel 2002, del batterista dei Nirvana Kurt Cobain, dovremmo farlo con la convinzione un po' fideistica che i nostri lettori siano sempre al nostro fianco e prenderemo il vostro silenzio come un segno di approvazione nei confronti del nostro modus operandi.

Sì, questo è un giorno molto triste per noi, cari lettori ed ex commentatori, dal momento che, negli anni, la nostra sezione commenti era diventata un vivaio di critici musicali esperti e devoti, che non vedevano l'ora di riempirci di complimenti o di darci una mano ad approfondire ragionamenti complessi e alimentare un dibattito musicale acuto e interessante, che molto spesso ha portato noi redattori a ulteriori riflessioni sulla domanda: ma ci pagano davvero per fare questo?

Detto ciò, asciugatevi le lacrime, perché fino a prova contraria la nostra splendida pagina Facebook​ e il nostro ricchissimo profilo Twitter​ rimarranno luoghi incontaminati in cui ogni lettore potrà ancora esprimere tutto il suo supporto e tutto il suo amore incondizionato nei confronti di Noisey.

Con imperituro affetto,

La Redazione