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No, un wormhole di grafene non vi farà viaggiare nel tempo

Ecco perché il "wormhole per i viaggi nel tempo" progettato all'università di Napoli non è esattamente una DeLorean.

di Raffaele Farinaro
22 marzo 2017, 12:22pm

Raccontare la scienza è qualcosa di difficile, che prevede preparazione, impegno e dedizione. Raccontare le novità scientifiche è uguale, ma richiede anche tanta onestà intellettuale. Perchè i titoloni faranno anche fare tanti click, ma se gli articoli si basano su mezze verità scopiazzate dal web, si rischia di fare disinformazione.

Avrete sicuramente letto che il "Primo prototipo di wormhole per i viaggi nel tempo" è stato creato nella nostrana Federico II di Napoli e finalmente i viaggi nel tempo sono possibili.

In sintesi, un wormhole (conosciuto anche come ponte di Einstein-Rosen), è una ipotetica caratteristica dello spazio che fungerebbe da scorciatoia (si parla spesso di "cunicolo spazio-temporale") tra due punti dell'universo, e che permetterebbe di viaggiare tra di essi più velocemente di quanto impiegherebbe la luce a percorrere la distanza attraverso lo spazio normale.

Wormhole-demo.png

Nel disegno, la traiettoria verde possibile grazie al "ponte" è molto più veloce di quella standard colorata in rosso.

I due punti collegati, nella teoria, possono appartenere allo stesso universo — cunicoli spazio-temporali intra-universo — o ad universi paralleli  — cunicoli spazio-temporali inter-universo. Il fascino dei wormhole ha conquistato spesso lo spazio nei fumetti e nella fantascienza in generale, basti pensare al Bifröst di Thor o "Interstellar" di Nolan. Nonostante la grande fama, questi ponti spaziali rimangono, ad oggi, una congettura teorica. Almeno fino a qualche giorno fa, sembra.

La notizia sensazionale vede la luce a seguito della pubblicazione del paper dal titolo Current density and conductivity through modified gravity in the graphene with defects — che possiamo tradurre in "Densità di corrente e conduttività in un grafene con difetti con gravità modificata"— che è in attesa di pubblicazione su un prestigioso giornale di settore, l'International Journal of Modern Physics D. Non è strano che nel titolo non si legga "wormhole" o "time traveling": nello studio i ricercatori hanno studiato gli effetti dell'introduzione di alcuni difetti (imperfezioni) nella struttura del grafene. I risultati sono davvero incredibili: per fare un esempio, attraverso l'introduzione di specifiche perturbazioni è stato possibile osservare che gli elettroni sono soggetti ad una sorta di anti-gravità, dovuta alla particolare interazione degli spin nella struttura. Non approfondirò di più la questione, l'argomento è difficile e non è ancora una teoria pronta alla divulgazione. Ma non è questa notizia che ha fatto triggerare l'editoria nostrana.

Dobbiamo aspettare il paragrafo "La densità di corrente in un 'graphene wormhole'": i fisici, guidati dal Prof. Capozziello, hanno collegato due sottilissime lastre di grafene attraverso un nanotubo. L'esperimento ha dimostrato che, nonostante il sistema sia stabile (e quindi non ci sia nulla che entri o esca), in seguito all'introduzione di alcune imperfezioni il sistema si attiva come un superconduttore. Questo significa che le due estremità, completamente isolate, grazie alla perturbazione possono essere messe in contatto da delle super-correnti (e quindi possono scambiare informazioni).


Un graphene wormhole consiste in due fogli di grafene connessi entrambi ad un ponte wormhole, che confluiscono assieme al nanotubo che connette le due estremità.

Da qui possiamo sbizzarrire la fantasia e pensare alla perturbazione come ad una navicella spaziale che perturba uno di questi ponti intergalattici permettendoci di viaggiare o perlomeno comunicare con qualche altro punto remoto dello spazio.

Tutto qui. Decine di giornali che acclamano la possibilità di viaggiare nello spazio e nel tempo tempo perché qualcuno ha fatto una similitudine simpatica: se da un lato puntare in alto e sognare il futuro è quello che la ricerca dovrebbe sempre fare, notizie del genere diffondono notizie false spacciate per scientificamente valide. Si distoglie così l'attenzione dai veri risultati, ovvero la modellizzazione di un superconduttore a scala praticamente atomica che permetterebbe, ad esempio, di creare circuiti incredibilmente efficienti e veloci delle dimensioni di qualche capello, in grado di trasportare la corrente con una precisione unica.

Un "graphene wormhole" con 12 difetti eptagonali, come illustrato nel paper del Prof. Capozziello.

Ma i superconduttori non fanno sognare il pubblico come i cunicoli spazio-temporali.
Eppure ad oggi l'unica cosa che ha viaggiato nel tempo è la fantasia di qualche giornale.

Tutte le immagini: via

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