L’illustratore italiano aleXsandro Palombo scrive il suo nome in maniera così buffa perché X e P sono le iniziali latine di Pax Christi, ovvero “la pace di Cristo”. aleXsandro fa le illustrazioni più stronze, divertenti e consapevoli dell’industria della moda, e lo fa decostruendo tutta l’assurdità, la vanità, e l’ilarità.
La sua ultima serie su Humor Chic si intitola I Love Anorexia, e sfotte a morte Rachel Zoe e Victoria Beckham.
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Vice: L’industria della moda è stata un po’ un via vai di alti e bassi per te, vero?
aleXsandro Palombo: Be’, sì. A 19 anni mi sono trasferito a Milano per studiare fashion design, ho lavorato come consulente qua e là: a Milano, a Parigi, a Hong Kong. A 24 anni ho portato in passerella la mia prima collezione per donna, e per dieci anni aleXsandro Palombo si è presentato alla Settimana della Moda a Milano. A 33 anni ho deciso di chiudere. Ero il fondatore dell’avanguardia italiana, inventavo e creavo nuove mode copiate dalle grandi firme. Il sistema italiano della moda mi ha sottoposto a boicottaggi inimmaginabili, a maldicenze, a critiche terribili messe in piedi con astuzia appositamente per distruggermi. Il mio talento e le mie conquiste hanno dato fastidio a un bel po’ di persone.
Conosco il sistema della moda fino all’ultimo dettaglio, ma ho sempre voluto lavorare in assoluta libertà, senza fazioni, gruppi, cricche, e questo dà noia a molta gente.
Perché hai deciso di iniziare a disegnare queste cose?
Ero stanco di tutto questo squallore, di tutta questa ipocrisia. Mi sono preso un anno sabbatico durante il quale ho fatto degli sporadici lavori di consulenza. Ho avuto un lungo periodo di relax che ho dedicato al mio amore per l’illustrazione. Ho realizzato il mio primo libro di immagini, Vanitas, Inshallah, che in pratica è stato il primo show di moda illustrato del mondo. Le mie creazioni erano presentate come una graphic novel: è stato un successo. Lì ho capito che dovevo prendere una direzione nuova, e ho fondato Humor Chic. È il mio punto di vista; un’enorme serata di moda, stile, maniere e società. Illustrata. Il tutto mescolato dalla mia mente e ritratto dalla mia matita! Un modo per sognare, ridere, pensare, e sbollire un po’ la rabbia.
È parte della mia ricerca artistica ed esistenziale. Il mondo aveva bisogno di un antidoto potente per combattere la noia, la menopausa, la frigidità, l’ipocrisia, la censura, la superficialità, l’ovvio e la squallida realtà. Quindi, ecco a voi Palombo!
Come scegli le tue vittime?
Con l’istinto, con l’olfatto.
Ti piacciono le persone che ritrai o le ritrai in situazioni losche perché sei contro la moda?
Essere contro la moda è la nuova moda. Penso che siano più brillanti nelle mie immagini che nella vita reale. Palombo ha il potere di elevare e immortalare in una profondità a cui nient’altro arriva. La fotografia ritrae il momento, la mia arte apre le porte al fantastico, all’eterno.
Cosa vuoi fare con le tue immagini e cosa ne pensi dell’industria della moda?
Non ho uno scopo particolare. Disegno, dipingo, imbratto perché sono un artista, e racconto la mia vita attraverso le mie visioni e le immagini rivelate in gran parte dal mio inconscio. Ogni disegno è una sintesi della figura umana e dei suoi recessi segreti.
Quello della moda è un sistema vecchio, stanco, fallimentare. I giochi di potere, di lobby, della pubblicità l’hanno condotto in una situazione che non lascia scelta, possibilità, libertà. L’innovazione è sempre la benvenuta. Ovviamente, Humor Chic sta trasformando il modo in cui la gente ha sempre visto la moda.
Non appena un sistema che si ritiene creativo utilizza la censura o, ancora peggio, l’autocensura, ciò significa che il sistema non può più essere ritenuto creativo, è solo vomito senza autenticità. Non ci troviamo più in un’epoca di espressione e libertà, alla ricerca di ciò che è nuovo e bello. Quest’epoca è dedicata ai mediocri e alla mediocrità, ma di sicuro, presto, ci sarà un’esplosione nel mondo della moda.
Hai creato mai delle immagini troppo offensive o volgari per essere pubblicate? Chi ritraevano? Chiaramente, se ne hai realizzate, ci piacerebbe pubblicarle sul nostro sito.
In questo cimitero di mondanità, mi auspico sempre di vedere della volgarità autentica! L’arte non può mai essere considerata offensiva, volgare o rozza. Solo nello sguardo e nella malizia dell’osservatore può essere volgare, offensiva o ipocrita.
Le tue immagini hanno l’aria di richiedere un sacco di tempo per essere disegnate. Qual è quella per la quale hai impiegato più tempo?
Tutte, ma non saprei dire davvero. Non mi do un tempo. Ogni nascita è diversa, e la mia unica consolazione è che non ho dovuto interromperne nessuna. Disegno e coloro tutto a mano. Non uso il computer, e questo aumenta la difficoltà, ma anche il valore finale dell’opera.
Uno dei design per nuove t-shirt di Palombo
Hai avuto riscontri positivi o negativi dai soggetti che hai disegnato? So che Karl Lagerfeld ha adorato i disegni che hai fatto di lui.
Ho avuto molti riscontri, purtroppo tutti positivi. Negativi? Sì, da parte di quelli che ancora non sono stati ritratti. Ho un paio di riviste di moda incazzatissime che mi fiatano sul collo. Vedrò quello che riesco a fare anche per loro. È un onore, e un grande miracolo essere ritratti da Palombo. Karl Lagerfeld ha avuto il privilegio di vedere un’anteprima del suo funerale. Chiunque sogna di poter vedere il proprio funerale prima di morire, ma nessuno può farlo!
Chi è il prossimo della tua lista? Rimarrai ancorato alle icone della moda o ti allargherai verso altre industrie?
Palombo continua a squarciare il velo su tutto quello che c’è in questa terribile società vanesia. Spero che arriverà un momento in cui si abbasseranno i pantaloni. Cancellerei la parola “tabù” dal dizionario e mescolerei il suo significato con quello di ipocrisia. Viviamo, oggi, in una società falsa. Se esci in strada in mutande, sei certo che tutti ti vedranno, ma nessuno ne parlerà. Sono pazzi! Comunque, non pianifico niente della mia vita perché non voglio morire con l’ansia di non avere fatto quello che mi ero prefissato.
Farai qualcosa delle tue illustrazioni?
Di recente mi sono incontrato con una firma giapponese di cui non posso fare il nome, questo perché mi è piaciuto il loro approccio: educato, candido, anticonformista, trasparente. A novembre in tutti i loro negozi in Giappone lanceremo la maglietta “Humor Chic by aleXsandro Palombo”, in edizione limitata.
Che altri progetti hai di cui dovremmo sapere?
Ho tremila cose in mente ma non so a cosa dare la priorità. Sto lavorando da un sacco di tempo a un libro su Humor Chic, ma sfortunatamente ne ho spostato l’uscita perché sto lottando con tutte le case editrici che lo vogliono pubblicare dopo opportuna censura. Palombo non si censura mai, perciò sono in attesa di una casa editrice illuminata. Eccomi, sono qui!
Chi sono i tuoi stilisti preferiti? Chi odi?
I miei stilisti preferiti sono Gianni Versace (quand’era ancora vivo), e Marc Jacobs, perché è riuscito a guardare al mondo fantastico e visionario di Humor Chic e a trovarne ispirazione per la sua nuova collezione per Louis Vuitton. Amo tutto ciò che ha valore artistico e stuzzica la mia intelligenza e la mia immaginazione. Non mi piacciono i giovani creativi che si fanno manipolare e che entrano a far parte delle solite competizioni che non sono altro che un modo di pubblicizzare chi le organizza. Sono anche dei plagiari. Non sopporto la gente che si prende troppo sul serio e non ha sostanza. Sono noiosi. Mi piacciono le stravaganze, il colore, l’ironia, l’erotismo, la libertà.
ANNETTE LAMOTHE-R
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