Cultura

Sono gay, ma ho amato fortemente la vagina-robot

Quando il mio capo mi ha chiesto di recensire RealTouch—un sex toy che riproduce i movimenti delle parti del corpo di vere e proprie pornostar con cui è possibile “interagire” sullo schermo di un computer—mi sono sentito come Oliver di Oliver & Company: un gattino rimasto orfano accolto da una deliziosa ereditiera di appena sei anni. Finalmente qualcuno ha capito che quello che voglio fare nella vita è scrivere delle persone e i posti in cui infilo il mio coso, mi sono detto. A New York i sogni diventano realtà!

Poi però ho letto sul retro della confezione, e ho scoperto che il RealTouch in questione non ricreava la sensazione che si prova nel penetrare un uomo; il mio nuovo giocattolo riproduceva una vagina (e, sempre secondo quanto riportato sulla confezione, la bocca e l’ano di una donna). Mi sono sentito ingannato, ma ormai era troppo tardi—dovevo andare avanti, e avvicinare il mio pene all’imboccatura di quella robo-vagina che sembrava in tutto e per tutto capace di castrarmi.

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RealTouch è quanto più di vicino ci possa essere al “sesso del futuro”, almeno per come lo immaginavo io da ragazzino. In teoria, grazie all’apparecchio, combinato con una webcam e un dildo tecnologicamente avanzato, è possibile avere rapporti sessuali con modelle RealTouch e autentiche pornostar per mezzo di una webcam, o, per gli estimatori dell’offline, una serie di DVD inclusi nel pacchetto da 300 dollari.

Solitamente gli aggeggi tecnologici richiedono un lungo e frustrante processo di montaggi e configurazioni prima di poter essere effettivamente utilizzati, e RealTouch non è da meno. Servono tre cavi, due scatole di alimentazione e mezza confezione di lubrificante (così da replicare la naturale “umidità” femminile), e finora vi ho parlato solo dell’hardware. Capire il funzionamento del software è stata un’autentica sfida. 

Per dire, era così complicato che mi sono visto costretto ad andare al Genius Bar dell’Apple Store perché mi aiutassero a installare Windows sul mio Mac e, successivamente, il software RealTouch. Ovviamente c’era il pienone, e i commessi erano tutti impregnati a calmare una graphic designer freelance che continuava a urlare “QUESTA è una teoria cospirazionista!”, riferendosi al suo hard disk malfunzionante. Nessuno mi dava ascolto, così non ho trovato di meglio da fare che prendere spunto dalla graphic designer e tirare fuori il cellulare adottando un’espressione scazzata. In men che non si dica ho attirato l’attenzione di un hippy con la divisa blu (ovvero un commesso), e dopo qualche rantolo finto-lamento gli ho detto “Ho bisogno di installare questo software. Ora.”

“Che tipo di software è?”

“Porno.”

“Um…”

“Mi serve per un articolo per VICE.”

“Ah, ora capisco. Venga, sistemiamo tutto.”

Ultimata con successo l’installazione sono tornato a casa, ma i problemi non erano affatto finiti. Per capire come estrarre il dispositivo così da riempire il serbatoio del lubrificante ci è voluta una vita. In più, prima di poter passare all’azione c’è stata l’intervista telefonica con il rappresentante RealTouch Scott Rinaldo, che mi ha assicurato che la tecnologia RealTouch è in continuo avanzamento.

Quando ho chiesto se la RealTouch avesse qualcosa in contrario al sesso gay interattivo, Scott mi ha spiegato che l’azienda è al lavoro per ampliare l’offerta, e si è assicurato di ripetermi di come il prodotto possa aiutare persone distanti tra loro ad avere rapporti sessuali via computer. In pratica, se usato da una coppia uomo-donna, il dildo registra il grado di lubrificazione e apertura della vagina e lo trasmette al RealTouch, che si adegua ai dati ricevuti e agisce sul pene simulando l’atto.

“L’ho provato anche io, ed è fantastico,” ha aggiunto. “Mia moglie ed io possiamo ‘interagire’ anche quando sono fuori città, e tutto grazie a RealTouch.”

L’azienda ha consegnato ai soldati americani di stanza all’estero e alle rispettive mogli 200 dispositivi in versione beta, e ha in programma di sfruttare la stessa tecnologia per la creazione di una comunità virtuale di scambisti. “Mia moglie ed io non abbiamo mai provato questo tipo di esperienze, ma non escludo niente. L’idea mi piace, potremmo fare un tentativo… e forse la nostra relazione ne gioverebbe!”

Anche se le funzionalità per l’uso di coppia sono ancora oggetto di test, il meccanismo è simile alla tecnologia pay-for-play su webcam alla base del RealTouch. Dopo aver manifestato il desiderio di provare una sessione cam2cam con uno dei due modelli gay messi finora a disposizione dalla RealTouch, Scott mi ha regalato un buono da 80 dollari e ha concluso dicendo che la prestazione mi avrebbe soddisfatto in quattro minuti. Inutile dire che ero piuttosto eccitato. Come la maggior parte dei ragazzi che sono stati allattati dalla propria madre fino all’età di cinque anni, alle medie ero un frequentatore abituale di siti cam2cam, e non vedevo l’ora di tornare a quello strano parco giochi virtuale e conoscere uno dei due modelli, Nicolas Nash o il colombiano Omar Latino. Purtroppo però mi hanno entrambi dato buca all’ultimo minuto, ignorando i miei successivi messaggi. Apparentemente, gli “appuntamenti del futuro” fanno schifo tanto quanto OkCupid. Non avevo altra scelta che consegnarmi a una delle donne del DVD RealTouch inclusa nel pacchetto e scoparmi una figa-robot.

Mi sono steso sul divano, nudo, osservando il RealTouch e cercando di ricordare l’unica volta in cui ho provato a fare sesso con una vagina, e la mia erezione si è spenta nel momento stesso in cui la mia amica Kelly si è messa un cappello da cowboy e ha afferrato il mio uccello per spingerselo contro il suo giovane buco. E se non fossi riuscito a farmelo venire duro? La somiglianza del RealTouch con EVE, la robottina di WALL-E, non era certamente d’aiuto. 

Alla fine mi sono convinto, ho fatto il login su realtouchvideos.com, ho inserito il cavo USB nel mio computer, avvolto il RealTouch nel panno blu in dotazione (molto simile a un qualcosa fatto a maglia) e avviato la piattaforma RealTouch, il software che dovrebbe controllare la fuoriuscita di lubrificante e assicurare che il mio pene rimanga in erezione fino al momento decisivo. In attesa che il RealTouch fosse pronto—due minuti di ronzii e movimenti meccanici—ho letto le avvertenze del sito aventi il compito di illustrare il corretto funzionamento del prodotto.

Mi veniva consigliato di guardare un video con un esercizio che avrebbe dovuto prevenire l’eiaculazione precoce, e così ho fatto. Il filmato era diviso in tre sezioni (tre minuti di “eccitazione”, cinque minuti di “intervallo” e altri sei di climax alla “vedi quanto riesci a durare, cazzone”) ma mancava di vere e proprie istruzioni; era una semplice selezione di spezzoni porno. 

La consistenza dell’interno del RealTouch mi è apparsa subito simile al corpo del culturista 47enne mezzo asiatico che mi sono fatto il mese scorso—e questo perché la parte di “eccitazione” consisteva semplicemente in un tizio muscoloso intento a masturbarsi. Proprio così, per tre minuti il body builder si è sputacchiato sul pene e ha sparso la saliva sulle palle. Ho mandato avanti, perché una cosa del genere è divertente per non più di 20 secondi.

L’idea dei cinque minuti di “blocco dell’eiaculazione” mi hanno strappato una risata. Chi diavolo viene in quattro minuti? Per mia grande sorpresa, questa sezione si è aperta con un twink che faceva un pompino a un tizio muscoloso mentre in sottofondo veniva riprodotta una musica porno anni Settanta. La descrizione sulla confezione del RealTouch non era del tutto corretta: i gay vengono sì contemplati, ma nella misura in cui un etero si immagina il sesso tra omosessuali, tra il muscoloso e l’effeminato, ognuno col suo ruolo. Il twink ha interrotto per un attimo l’azione per passare la lingua sulle palle dell’altro, senza che avvenisse uno scambio dei ruoli. Essendo un ventenne magrolino che non sopporta l’idea di avere dello sperma nel proprio culo, l’umore generale della scena mi ha letteralmente ammosciato.

La sezione successiva prevedeva un rapporto tra una donna piuttosto prosperosa e l’ennesimo uomo muscoloso (perché apparentemente ogni ragazzo avrebbe voluto essere un omaccione che si scopa donne con tette incredibilmente grosse). Quelle immagini mi hanno disgustato, tanto che ho chiuso gli occhi. Poi il RealTouch ha emesso un ronzio alla base del mio pene e ha iniziato a muoversi in direzione della punta. I miei piedi si sono sollevati, e le dita si sono contorte mentre la testa scivolava all’indietro; ho perso il controllo. Ho cercato di avviare photo boot per scattare una foto della mia espressione mentre cercavo di non venire, ma in meno di un minuto la vagina della donna bionda con cui stavo facendo sesso è letteralmente riuscita a succhiarmi tutto lo sperma che avevo dentro. Ho lasciato il RealTouch in posizione, troppo sconvolto per muovermi. Il liquido caldo ha preso a scendere giù, e io lo osservavo immobile.

Quindi mi piaceva la figa? Non ero frocio? Nel tentativo di capirci qualcosa, ho trascorso i due giorni successivi a confrontare l’ano-robot per gay della RealTouch con le vagine-robot per etero.

Stavolta, nel tentativo di placare l’agitazione causata da quelle immagini, ho cercato di focalizzarmi sull’eterosessualità. Per un certo periodo della mia vita, non chiedetemi perché, sono stato convinto che Lindsay Lohan rappresentasse la personificazione delle fantasie sessuali etero, così mi sono adeguatamente travestito e scattato una foto mentre slinguazzavo il RealTouch. Dovevo entrare nella parte, insomma.

A quanto pare, la vagina sa di snack al prosciutto e formaggio. Osservando la foto ho capito che Lindsay Lohan è mezza lesbica, e l’unica persona che potrebbe considerarla la personificazione dell’eterosessualità è un ragazzo a cui piace andare a letto con culturisti mezzi asiatici sulla cinquantina. Senza ulteriore indugio mi sono spogliato e ho dato il via al mio esperimento.

Scott era stato abbastanza gentile da fornirmi un po’ di gettoni gratis per vedere video porno RealTouch accessibili dal loro sito e, soprattutto, contenenti una sezione per gay. Ho optato per Brent Corrigan, tristemente famoso perché sospettato di aver ucciso il compagno/mentore Bryan Kocis. Il video iniziava con un mellifluo Corrigan che si dava da fare con un biondo peloso dall’aspetto atletico. Inizialmente RealTouch voleva che mi identificassi con (ovvero, usassi il pene di) quest’ultimo, e avendo sempre desiderato ricevere un pompino da Corrigan, ho proceduto di buon grado. Improvvisamente però le parti si sono invertite, e così sono passato a impersonare Corrigan. La fantasia mi ha notevolmente confuso, e anche in quell’occasione mi si è abbassato.

La mia parte preferita, quando ricevo del sesso orale, sta nell’afferrare i capelli del mio partner e spingergli la faccia verso il basso, così mi sono messo in piedi e ho posizionato la mano dove mi aspettavo di trovare i capelli, ma c’era solo plastica. Non proprio eccitante.

Ho cercato di fare un po’ di dentro-fuori dall’apparecchio come se si fosse trattato di facefucking, ma il RealTouch si era ancorato al mio pene. Nel frattempo il biondo si è accanito su Corrigan con i denti, e ho provato la stessa sensazione sul mio pisello. È allora che ho capito che la mia mascolinità era in trappola, e la cosa non mi ha fatto sentire benissimo. Ho spento il video, e improvvisamente l’apparecchio ha mollato la presa scoprendo la carne ricoperta di graffi.

Per la parte etero del mio esperimento ho optato per un video di Sasha Grey e un qualcosa chiamato Pretty Lady Doggy Style. Il buco di Sasha era così aperto da sembrare che ci fosse passato attraverso un camion, in più lei continuava a urlare cose sul suo “succo” e su come voleva che finisse tutto sul mio “grosso cazzo.” Ero convinto di avere a che fare col suo ano, ma successivamente ho mostrato uno screenshot alla mia amica Chelsie, la quale ha ribaltato la mia versione. Quella era la vagina di Sasha, ergo, io di vagine non capisco proprio nulla.

Pretty Lady Doggy Style consisteva in un’orribile brunetta coi capezzoli grandi e scuri—e non, come mi auguravo e in un certo senso aspettavo, una bella signora di nome Kate Middleton. Certo, sapeva come trattare un uccello. Ci si è avventata sopra e ha fatto di tutto, permettendomi finalmente di capire perché gli etero vengano dopo poco e abbiano bisogno di video-esercizi per esercitarsi. Le vagine sono divertenti.

Sapete invece cosa non è affatto divertente? Fare sesso non protetto con RealTouch. Non ho più abbandonato i preservati dal mio allarme-gonorrea del 2011, e non mi sarebbe dispiaciuto indossarne uno anche in quell’occasione. Dal momento che nell’apparecchio sono comprese due scatole di alimentazione, soltanto il serbatoio del lubrificante può essere immerso nell’acqua. Il problema è che a quel punto lo sperma e lo stesso lubrificante erano dappertutto, e rimuoverli completamente è stato impossibile—tanto che quando l’ho tirato fuori per mostrarlo a un amico, mi sono accorto che c’erano ancora delle tracce sulla scatola e la “presina.”

Ma sì, ne è valsa la pena. Dubito che farò mai sesso con una ragazza in carne ed ossa. Se i buchi dei ragazzi mi fanno venire e al tempo stesso sentire come se stessi guardando le ultime scene di Titanic, quando Rose lascia andare Jack, quelli delle ragazze mi fanno sì venire, ma riportandomi alla mente bebè nudi sulla sabbia.
Nonostante tutto questo, però, la funzionalità vagina del RealTouch mi ha procurato l’orgasmo migliore della mia vita. 

E a proposito del Titanic, conosco il figlio gay del vincitore di un Academy Award. Quando ha fatto coming-out, il padre gli ha detto, “Dovresti provare almeno una volta con una figa.” E devo ammetterlo, suo padre ha perfettamente ragione.
 

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