Spoek Mathambo

Il sudafricano Spoek Mathambo è in giro ormai da un bel po’ di anni. Ha cominciato a suonare con due gruppi orientati sul rave-rap e l’elettronica, gli Sweat.X e i Playdoe, che, a quanto pare, ogni volta che suonavano live facevano scattare delle vere e proprie rivolte. L’anno scorso Spoek ha pubblicato il suo debutto solista, Mshini Wam, che oltre ad essere il suo lavoro più politico, esplora una gamma di suoni che va dal dubstep alla house sudafricana. Qualche mattina fa ho parlato con lui su Skype. Era in vacanza in Svezia con la moglie (e collaboratrice saltuaria), Gnucci Banana.

Vice: Abbiamo appena sentito un remix che i Toadally Krossed Out hanno fatto del tuo nuovo singolo “Don’t Mean To Be Rude.” È la prima volta che collabori con quelli della Mad Decent o eri già in contatto prima che questa traccia uscisse?
Spoek Mathambo: Be’, lo scorso agosto ero in California, e il giorno in cui sono arrivato ho guardato la posta e c’era un’email di Diplo. L’avevo incontrato anni prima, quando venne in Sud Africa, e suonammo insieme qualche volta. Questa volta mi ha chiesto se volessi scrivere qualcosa per Robyn. Al che mi sono detto “Cazzo, sono a L.A. e lì c’è il loro studio.” È il vecchio studio dei Beastie Boys. Una volta lì ho incontrato i Toadally Krossed Out—sono simpaticissimi, quindi ci è venuta naturale.

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Il tuo album solista è più coinvolto negli aspetti politici del Sud Africa rispetto ai tuoi progetti precedenti, Sweat.X e Playdoe. C’è stato qualcosa in particolare che ti ha spinto ad essere più politico?
La differenza tra questo e gli altri progetti è che qui sono io, da solo. Non devo giungere a compromessi con nessun altro, mentre tutto negli Sweat.X nasceva da una collaborazione. È abbastanza semplice. Quest’album, più di qualsiasi altra cosa, rispecchia me. Il fatto che non si tratti di politica stereotipata o un po’ alla cazzo, del tipo “non fare questo” “fai quest’altro,” “questo è sbagliato,” “questo è brutto,” è tutto merito della mia esperienza con gli Sweat.X e i Playdoe. La realtà è che anche i Public Enemy (si trattava di una realtà differente, di una fetta sociale diversa) avevano bisogno del giullare di corte che era Flavor Flav. È una ricetta che deve essere concepita con grande delicatezza, se si vuole mandare un messaggio sociale potente.

Ovvio. Ho letto che tra poco uscirà un tuo EP per la Sub Pop.
Hmmm, l’ho detto io?

Sì, l’hai detto in un’intervista.
Oh, OK…

È una cosa da tenere segreta?
No, no. La verità è che sta uscendo questo EP per la Sub Pop e ne sono contentissimo, ma ci sono momenti in cui ne parlo e momenti in cui tengo tutto in gran segreto [ride]. Lo registrerò in Sud Africa tra un paio di settimane. Sto anche lavorando a un documentario sulla house sudafricana. Lo gireremo a gennaio. E faccio parte di una band, Mshini Wam: abbiamo appena fatto una tournée in America. Abbiamo suonato a Parigi, a Berlino, in Argentina e un sacco di volte in Sud Africa, e nel 2011 suoneremo ancora in giro.

Suonerai molto in Svezia?
Cazzo, magari! Ma la risposta è no. Io e mia moglie, Gnucci Banana, abbiamo suonato a Göteborg il 25 dicembre. Ci piacerebbe suonare molto di più in Svezia, mi piace il pubblico che mi sono trovato davanti quando ho suonato, o quando ho fatto delle serate da DJ. Mi piace davvero un casino. Mi diverto un sacco.

JARED DAVIS

Mshini Wam

Don’t Mean To Be Rude

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