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Una sagoma misteriosa è appena apparsa su Titano

Imagine: mosaico dei laghi del nord di Titano/NASA/JPL-Caltech/ASI/USGS

Titano, satellite di Saturno, è una sorta di bizzarra copia della Terra, una sua versione extraterrestre con laghi, fiumi, pioggia e vento. Questa combinazione di caratteristiche dimostra che questo nostro gemello perduto ospita una varietà di formazioni che potrebbero essere familiari per noi terrestri, incluse montagne e dune che si increspano sulla superficie solida di questa sfera relativamente liscia. Su Titano è presente l’unica atmosfera densa che sia stata fino ad ora osservata su un satellite naturale, assieme all’unica superficie stabile che raccoglie liquidi osservata su un corpo celeste oltre la Terra. E non importa che i fiumi e i laghi di Titano siano pieni di metano ed etano liquido, e che la temperatura sulla sua superficie si aggiri intorno ai -179,2 °C, il satellite è il perfetto campo da gioco per le nostre fantasie. 

E anche Titano, da parte sua, sembra interessato a partecipare a questi giochi dell’immaginazione, con “l’Isola Magica”. Questo oggetto geologico è apparso, praticamente all’improvviso, nelle recenti immagini del secondo lago più grande del satellite che sono state raccolte dal veicolo spaziale della NASA Cassini. Il blob, che nelle foto appare al largo delle coste inferiori del lago, è più propriamente definito come un “oggetto di passaggio” e si può interpretare con una varietà di spiegazioni perfettamente ragionevoli: la generazione di grosse bolle causata dai cambiamenti climatici stagionali, il rilascio di gas da parte di bolle formatesi nel lago, il disgelo di materiali solidi sul fondo dei bacini di liquido, e/o la presenza di solidi in sospensione, come limo o fango, come quelli che è possibile trovare nel delta dei fiumi terrestri. 

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Tutte queste spiegazioni, tuttavia, dovrebbero essere state già osservate in precedenza. Le immagini dell’Isola Magica sono della scorsa estate (2013), e il veicolo spaziale sta sorvolando il satellite fin dal 2004. Fino a pochi giorni fa, il 18 giugno, Cassini aveva fatto oltre 100 giri di ricognizione, anche se non tutti indirizzati a questo particolare specchio d’acqua, ovviamente. I ricercatori conoscono Titano abbastanza bene da affermare che questa Isola Magica costituisca un’anomalia. 

Prima: 

Dopo:

Vale la pena citare il metodo di scoperta. Il team del Cassini si è accorto dell’isola con l’antico processo del “flipping”, che consiste semplicemente nell’invertire velocemente due immagini della stesso luogo, in modo che le differenze siano rilevabili anche ad occhio nudo. È il modo in cui nella storia dell’astronomia sono stati scoperti oggetti come asteroidi, comete e altri corpi celesti. “Con il flipping, l’occhio umano riesce a distinguere bene i cambiamenti che avvengono,” ha affermato in una dichiarazione Jason Hofgartner, autore dello studio in cui viene descritta la scoperta. 

Per quanto riguarda l’isola, è semplicemente la prova del fatto che sul satellite avvengono dei processi dinamici di cui non siamo ancora a conoscenza. Questa non è una sorpresa: pur avendo un osservatorio spaziale ad essa dedicato, l’atmosfera di Titano è opaca quanto un muro di mattoni. Un’indagine più approfondita richiede l’uso delle onde radio, e i ricercatori non hanno ancora a disposizione una versione di Google per Titano con cui lavorare. “Probabilmente alcuni fenomeni—come vento, pioggia e maree—potrebbero avere degli effetti sui laghi di metano e di etano del satellite,” ha detto Hofgartner. “Vogliamo vedere ora quali similarità e differenze ci siano rispetto ai processi geologici che si svolgono qui sulla Terra.” 

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