Identità

Interviste a coppie che si sono conosciute in DM

Ecco i casi in cui provarci con una persona su Instagram funziona davvero.
09 aprile 2020, 8:17am
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Tutte le foto per gentile concessione degli intervistati.

Quando sei single Instagram è un po’ una vetrina di potenziali partner da valutare in base al gusto delle foto, l’acume delle didascalie e la qualità delle stories che pubblicano. Ciò che condividono non racconta davvero chi sono, ma come vogliono apparire—un indizio più che sufficiente per spingerti dopo un po’ a voler approfondire (o meno) la loro conoscenza. Il modo più veloce per farlo “in privato”? I DM.

Ma davvero per chi cerca una relazione stabile Instagram è meglio di qualsiasi altra app di incontri? Se nella stragrande maggioranza dei casi (fonte: una ricerca tra i nostri contatti) gli approcci in DM si concludono col rifiuto di una delle due parti o al massimo un'uscita e del conseguente sesso—perché “mi piacevano le sue stories e che avessimo gusti simili, ma poi sul campo si è rivelata una persona noiosa”—c'è anche qualche fortunato.

Abbiamo intervistato un po' di persone che si sono messe insieme grazie a un DM su Instagram, e queste sono le loro storie.

CARLA E GIOVANNI, 26 E 28 ANNI
STANNO INSIEME DA UN ANNO

VICE: Qual è stato il primo DM che vi siete scambiati?
Carla: Avevo pubblicato un articolo [_di VICE, tra l'altro, quindi prego ragazzi!_]: “Se ordini una pizza durante la tempesta, sei uno stronzo?”. E lui mi ha risposto con un NO secco, è stato un approccio simpatico.

Quindi non vi conoscevate prima di quella risposta alla story.
Giovanni: No, non ci conoscevamo di persona ma avevamo degli amici in comune. Ci eravamo seguiti qualche giorno prima del primo DM, lei mi aveva messo un po’ di like a caso e poi l’ho seguita.
Carla: Non volevo essere così spudorata, ma le cose che postava erano molto in linea con i miei gusti, e lo facevano sembrare interessante. Penso ci abbia messo un paio di giorni prima di scrivermi, giusto per tirarsela un po’!

Consigliate di mandare senza paura un DM alla persona che vi interessa?
Carla: Una breve serie di like a caso sono sempre un buon modo per per attirare un po’ l’attenzione senza esporsi troppo, se poi l’altro ricambia i like o ti segue potrebbe essere un buon segno per farti esporre un po’ di più tramite un DM. Che hai da perdere? L’importante è essere gentili e simpatici.

Quindi, Instagram batte le app di incontri?
Giovanni: Instagram ti permette di conoscere maggiormente “la vita reale” di una persona, ti permette di capire cosa le piace, che gente e che posti frequenta.
Carla: Solitamente sono queste le prime cose che “valuti” quando cominci a frequentare una persona nella vita reale. Tutto questo rende più rassicurante la situazione rispetto a parlare con un ragazzo totalmente random pescato in mezzo a mille facce in serie su Tinder.

ELISA E FRANCESCA, 20 E 25 ANNI
STANNO INSIEME DA UN ANNO E DUE MESI

VICE: Allora, chi ha mandato questo messaggio? E cosa pensate di chi ci prova in DM?
Francesca: Elisa mi ha preceduta, ma prima o poi le avrei mandato un DM anch’io. Sono piuttosto selettiva. Non passo molto tempo sui social.
Elisa: Le ho risposto a una storia che criticava la politica di Salvini. Paradossalmente dobbiamo ringraziare lui se ci siamo conosciute! Dopo tre giorni ci siamo scambiate il numero, e dopo circa tre settimane siamo uscite. Detto ciò, nella vita bisogna sapersi buttare, se si ha la possibilità di farlo e si è certi che la persona sia libera. Non credo ci siano tecniche particolari, forse cercare di instaurare da subito un dialogo autentico. In ogni caso, niente dick pic indesiderate.

Siete un po’ intimorite dal fatto che l’altra potrebbe ricevere un DM da una persona interessata?
Francesca: Intimorita no, mi fido di lei. Elisa è una persona sincera, non ha problemi a intrecciare conversazioni con altre persone. Questo suo comportamento non mi crea dubbi, ma penso che spesso le persone possano fraintendere o avere doppi fini.

Quando raccontate come vi siete conosciute, gli altri che reazioni hanno?
Elisa: Anche se la reazione del mio interlocutore è neutra, istintivamente provo un po’ di disagio. Non so se gli altri vedano lo stesso, quando racconto del nostro incontro. Ho questa percezione distorta delle conoscenze via social, come se implicitamente venissero considerate di serie B.
Francesca: Le reazioni sono diverse in base all’età. I più giovani non hanno reazioni particolari, per le persone più “grandi” sembra qualcosa di irrealistico.

Instagram può davvero funzionare come Tinder?
Francesca: Penso soffra meno il pregiudizio culturale legato alle app di incontri, e quindi appare più “sicura”.
Elisa: Ho più familiarità con Instagram che con Tinder. Ma in fondo non sono molto diverse: si basano entrambe sulla prima impressione e sul mostrarsi al meglio di fronte a una platea di sconosciuti. Apparenza ed esteriorità sono, alla fine, le parole chiave di molti social. Credo che l’amore possa sbocciare in qualsiasi modo, tutto sta a noi.

RAVID E ANTONIO, 24 E 26 ANNI
STANNO INSIEME DA UN ANNO

VICE: Raccontatemi come vi siete conosciuti.
Ravid: Ho mandato un “Ciao come stai?” Ma è passato un po’ di tempo prima che gli scrivessi, sai... dopo il gioco dei like, per dare il giusto peso di attenzioni. Era carino e interessante. Non stavo cercando qualcuno in particolare, ma poi ho pensato fosse quello giusto.
Antonio: A dirla tutta era nel suo periodo dating, città nuova, nuovo paese, nuove conoscenze. Diciamo che ha ricambiato il mio follow dopo tre mesi. Anche se poi mi ha scritto.

Poi cosa è successo?
Ravid: Abbiamo parlato del perché fossi venuto a studiare in Italia, in modo non frequente per circa due mesi.
Antonio: Poi ho proposto di andare a bere qualcosa in un bar che ha scelto Ravid. C’era parecchia tensione e anche un po’ di difficoltà, si parlava un mezzo inglese/italiano, ma c’era chimica. Infatti il saluto è stato un bacio appassionato. Però non sempre diciamo che ci siamo conosciuti così: Ravid a volte inventa cose del tipo “ci siamo incontrati in un bar” oppure “abbiamo lavorato assieme in un ristorante,” e devo ricordargli quale balla a detto a chi!

Instagram è mai stato fonte di litigi?
Antonio: Sì, lui riceve DM da ragazzi di continuo, era una delle cause dei primi litigi. Ovviamente mi ha sempre dimostrato trasparenza—ma questo non cambia il fatto che mi faccia incazzare.

Avevate avuto esperienze con altre app prima di conoscervi, o non si può dire che Instagram abbia funzionato meglio?
Antonio: Quando ci siamo conosciuti usavamo anche Grindr, Tinder e simili, ma senza successo: sono più dei radar che dei social.
Ravid: Instagram forever.

FRANCESCA E MARIO, 19 E 21 ANNI
STANNO INSIEME DA UN ANNO E TRE MESI

VICE: Chi ha iniziato la conversazione?
Mario: Io. Ero molto agitato per la paura di essere rifiutato, ma poi ho pensato “vabe', se non le scrivo ora quando.”
Francesca: Praticamente avevo fatto una foto allo schermo del pc con la scritta “Netflix,” e scritto che ero rimasta sola a casa il sabato sera.

Ottima idea. Quali erano stati i vostri rapporti fino a quel momento?
Mario: Ci eravamo conosciuti una sera per caso, tramite un’amica. L’ho aggiunta io cinque giorni dopo perché mi vergognavo un sacco, e lei ha ricambiato la mattina dopo.
Francesca: Non ci siamo scambiati tanti like ma ci siamo sbirciati spesso il profilo in quel periodo. Ce lo siamo confessati dopo.

Però, a parte i tentennamenti iniziali e l’invio del primo direct dopo un mese e mezzo, siete stati velocissimi dal DM all’uscita.
Mario: Sì, le ho scritto verso le 19:30 quel sabato sera e alle 23:30 sono andato a prenderla.
Francesca: Abbiamo passato una serata fantastica. C’è stato anche il primo bacio quella sera.

Quindi consigliate a tutti di “buttarsi” in DM?
Mario: Sì, assolutamente. Non farlo vuol dire rimanere col rimorso. All’inizio della relazione eravamo anche presi male per il fatto che altre persone potessero mandare DM all’altro, ma poco a poco abbiamo costruito un rapporto basato su fiducia e trasparenza.
Francesca: Un mio consiglio è quello di rispondere a una storia che possa dare inizio a una conversazione; non i classici “ehi” o peggio ancora quelle reazioni preimpostate alle storie—potreste, pur non volendolo, apparire noiosi.

E quando raccontate questa storia che vi dicono?
Mario: La maggior parte delle reazioni sono sorprese—ma non per il DM, perché ho aspettato più di un un mese e mezzo per scriverle!

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Le interviste sono state editate per questioni di spazio e chiarezza.