La settimana della moda Newyorkese del 2011 è cominciata, e chiunque sia qualcuno è presente! È un po’ come il Daytona 500 per i gay e gli auto-proclamati fashionistas. Qualsiasi rinomato divulgatore di notizie da TMZ al New York Times ne sta parlando, come d’altronde stanno facendo le grandi bibbie, da WWD a InStyle. La settimana della moda è sopratutto per celebrità e per giornalisti che amano le celebrità. È un ghetto riservato ai soli invitati, generalmente ricchi e affascinanti bastardi, (e ancor più ricchi ma brutti bastardi). Quando la festa finisce, gli stilisti vogliono che tu compri i loro abiti così che l’anno prossimo possono dare ancora più feste. Chiaramente, il problema con la settimana della moda è che è discriminante verso tutti tranne il ramo più alto della società. Se non ne fai parte, chissene frega, no?
1. Persone di colore
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A. Parata dell’egemonia bianca durante il Black History Month continua a sfilare con la stessa violenza.
Secondo i dati del US Census del 2000, le persone di colore in America rappresentano circa il 13% della popolazione, quindi ci si può aspettare la presenza di dati simili anche nel mercato delle vendite. Siamo tutti pronti ad applaudire quando vediamo quell’unica modella nera dato che amiamo la diversità- ma Zoe Saldana per Calvin Klein? Scusate, ma non è nera. Esistono stilisti neri che disegnano abiti per persone di colore, oppure a loro rimane solo la moda hip-hop? “Milly” e “Wayne” possono sembrare incoraggianti, ma non è affato come pensate. Ragazze, potete parlare di abiti di designer quanto vi pare, ma se la vostra stazza è come quella delle ragazze in Smooth e Straight Stuntin’, allora vi state dirigendo verso un mondo di dolore. Per quanto riguarda i ragazzi, il gonfio vi sta ancora bene e potete comprare da Men’s Wearhouse? Non fa alcuna differenza: quest’anno il colore che va è il bianco.
2. Hipsters
A: Per voi questo non significa niente (secondo voi)
Siete non-ironicamente collocati sull’altra sponda del East River. Odorate come Chuck Klosterman. Suonate l’ukulele e tifate per i Mets. L’ultimo capo di vestiario che vi siete comprati è stato uno shpitzel di canapa trovato in un mercatino a Fort Greene. Vorreste andare alla Settimana della Moda solo se ci fosse qualcosa di significantemente retro. Ma gli stilisti non disegnano vistiti per persone massicce affezionate alla birra artigianale che leggono i Manga nella speranza di acchiapparsi una fidanzata asiatica. Ma a voi di questo non ve ne frega un cazzo, perché nessuno dei Mogwai sta con una modella.
3. Gli Stati Centrali
A: Avrete sempre Younkers.
Leggete ad alta voce questa frase: “Il Sartorialist rivelò in ammirazione che Mary Fallin era bellissima in un abito di Micheal Kors al Gala della Casa Bianca.” La pioniera prima governatrice donna del 46esimo Stato non indossa couture e non lo indossa nemmeno il suo elettorato civile. La buona notizia: Miley Cyrus per Wal-Mart! La mamma di Beyoncé per Wal-Mart (taglie dalla 36 alla 58)! La cattiva notizia: il Convegno Nazionale no del 2012 si terrà a Tampa. I Media liberali di parte della East Coast, con il loro programma sui diritti dei gay modaioli non va a Tampa, Florida in Agosto. Non ci va mai.
4. I senzatetto e gli affamati.
A: Moda che?
Secondo feedingamerica.org: “Nel 2009, 50.2 milioni di Americani vivevano in case senza sicurezza alimentare, 33 milioni di adulti e 17.2 milioni di bambini.” Impossibile dire se i dati includevano modelle, ma probabilmente quei numeri si sono abbassati da quando Narciso Rodriguez ha fatto fatto esordire il tema “minimal”. Le stampe di Proenza Schouler e un capottino color rosa-salmone saranno strabilianti per i vostri incontri al Bowery Mission. Chissene frega: alle persone povere non gliene frega niente di Harper’s Baazar e non hanno internet.
Non vi preoccupate, prima o poi arriverà il giorno in cui una rock star irlandese sentirà della vostra condizione e ne parlerà incessantemente all’Oscar de la Renta show, rompendo le palle a tutti.
5.Uomini etero
A: tanto nessuno di quelle modelle ha le tette
Non ve ne frega niente di quella cacca di cavallo e la vostra apatia fa quasi credere che siate delle persone amorevoli che stanno prendendo posizione contro il consumismo e la borghesia. Ma la Settimana della Moda è sopratutto qualcosa per il quale compiacere la vostra fidanzata, moglie, o figlia. Non siete un fatina in grado di pronunciare correttamente “Thakoon Panichgul” o “Moncler Grenoble.” Vorrai vederti Film per Uomini che Amano I Film alla televisione, e se perdi questa battaglia con tua moglie puoi sempre guardarti dei filmati porno su internet. Almeno quelle ragazze hanno avuto la decenza di farsi crescere un bel paio di tette
La moda, dato che riguarda esseri umani moderni e civili, è in definitiva per tutti. Il motore dell’industria non può girare senza essere lubrificato dalle fervide masse. Quindi il concetto di celebrare l’esclusività sembra essere piuttosto poco intuitivo. Il modo migliore per aumentare la visibilità e le vendite, e allo stesso tempo limitare di ferire troppi sentimenti, è far spazio proprio a quei demografici che la Settimana della Moda esclude-è ora di spostare la Settimana della Moda a Madison Square Garden e aprirle al pubblico attraverso Ticketmaster. Dopo tutto, malgrado l’atteggiamento sdegnoso, si tratta pur sempre di commercio. Ma finché i fashionistas ci escludono, possono anche ciucciarsi il calzino.
MICK STINGLEY
Tags: settimana della moda, New York, fashionistas, designer, ciucciarsi il calzino
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