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A un anno dalle polemiche su Mahmood a Sanremo, ecco tutte le caz*ate più grandi

“Mahmood, mah… la canzone italiana più bella?” Beh Salvini, è la più ascoltata della storia su Spotify, fai un po' te.

di Daniele Ferriero
04 febbraio 2020, 12:48pm

Mahmood, fotografia promozionale; Da sx, Luigi Di Maio, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, licenza CC BY via Wikimedia Commons; Gianluigi Paragone, fotografia promozionale

È di nuovo quel momento dell’anno: stasera comincia il Festival di Sanremo. Non ci siamo ancora dimenticati della lotta di Amadeus per l’emancipazione femminile, eppure è già tempo di rivangare i commoventi ricordi delle passate stagioni. D’altronde, a Sanremo non può mai mancare una qualche diatriba politica.

Luca Misculin, giornalista de Il Post che di solito tratta di Europa e di migrazioni, ha ripescato le polemiche dell’anno passato in un thread su Twitter. Durante l’edizione del 2019, diversi politici e commentatori si erano infatti scoperti ben contenti di scagliarsi contro il vincitore, Mahmood con la sua “Soldi”, nonché contro Achille Lauro.

Mahmood era finito al centro di un dibattito ragionato e sereno sull’invasione ad opera di Kalergi, che a sua volta aveva prodotto la vittoria sanremese dell’artista grazie al complotto della insidiosa minoranza globalista e radical chic. Non certo, figuriamoci, grazie alla sua prestazione o alla meraviglia dei beat di Dardust e Charlie Charles. Achille con la sua “Rolls Royce” era invece stato giudicato colpevole sia di plagio che di aver scritto un inno alla droga.

Ecco, Misculin ha voluto rinfrescare la memoria di tutti coloro che, l’anno scorso, hanno perso una buona occasione per non esprimersi su Mahmood. Il quale, nella stessa annata e con lo stesso brano, si è piazzato secondo all’Eurovision tenutosi a Tel Aviv. Il giornalista ha infatti chiamato in causa le vecchie dichiarazioni di Luigi Di Maio, Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Gianluigi Paragone, Mario Giordano e Alessandro Morelli: a ciascuno ha replicato con i fatti, mettendo in fila dati e prestazioni di Mahmood e della sua canzone.

Come ribadisce in chiusura il giornalista de Il Post: “La retorica populista è questa cosa qui: strumentalizzazioni da due soldi [soldi, soldi… ndr], che spesso nel medio-lungo termine si rivelano sciocche e sbagliate. Vediamo di non cascarci anche quest'anno.” Vi lasciamo con uno spunto: indovinate qual è la canzone italiana più ascoltata di sempre in streaming?

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