La corsa al Dinaro

Vi siete accorti di come negli ultimi tempi eBay somigli sempre più a una banca mondiale? Davvero, ormai è possibile comprare qualsiasi valuta, e in grosse, grosse quantità. C’è persino il Dinaro iracheno, che normalmente non viene scambiato sui mercati né nelle normali banche nonostante faccia gola a molti. Il punto è che quando compri tutto quel denaro, non vuoi che ti venga spedito per posta. Dove avvengono allora le transazioni? Per scoprirlo, siamo andati nel deserto dell’Arizona.

Individuati gli acquirenti, ci siamo messi in contatto con loro e li abbiamo seguiti nell’operazione. Durante lo scambio siamo rimasti in macchina, mentre fuori le cose procedevano con una certa nonchalance—come se entrare nella casa di un soldato che tiene una cassaforte piena zeppa di dinari iracheni nascosta nella cameretta della figlia, nel bel mezzo del deserto, fosse una cosa normale. 

Più tardi abbiamo scambiato due parole con uno degli investitori coinvolti nella transazione, assicurandogli il pieno anonimato. Volevamo conoscere il motivo del suo strano business, e accertarci che non si trattasse di una qualche truffa.

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VICE: Cos’è questa mania per il Dinaro iracheno?
Investitore anonimo: Investo in oro e argento da decenni, ma non lo faccio solo per guadagnare. È importante avere un po’ di tutto, così che se un giorno il sistema monetario americano fallisse, ci rimarrebbe in mano qualcosa di valore. Si tratta di un fondo per la gestione del rischio, non di un investimento.

Cosa vuol dire più nello specifico? 
Sappiamo da tempo che il Dollaro statunitense non ha basi solide. Credo che se aprissimo Fort Knox, oggi, lo troveremmo vuoto. Ma non è questo il punto. Quello che sostiene realmente il Dollaro è la fiducia nel governo. Sapete benissimo che negli ultimi tempi il verdone è stato svalutato. E il peggio è che l’Euro avrebbe dovuto essere la nuova moneta di scambio, quella che lo avrebbe rimpiazzato.

… E invece sta andando a rotoli pure quello.
Esatto. Nelle ultime settimane non c’è giorno in cui non pensi che potrebbe crollare da un momento all’altro.

Che succederà allora?
In Occidente non resterà che la Sterlina, ma anche lei va maluccio.

Ecco, ora mi sento mancare…
Le uniche valute in cui poter investire per sopravvivere—non spassarsela, sopravvivere—sono in Giappone, India o Cina, perché l’economia di questi tre Paesi sta andando piuttosto bene al momento. Il problema è che producono roba che considero spazzatura. Mi spiego: quei Paesi offrono prodotti e (in misura minore) servizi che normalmente compriamo quando stiamo bene—impianti stereo, il quindicesimo televisore… cose del genere, che non sono realmente necessarie. La loro economia sarà anche forte, ma pur sempre basata sul mercato dei consumi americano ed europeo. Se il Dollaro o l’Euro dovessero crollare, nessuno comprerebbe più i loro prodotti, e di conseguenza anche la loro economia subirebbe dei danni.

Quindi, dove andare a parare?
Considerando le economie sostenute da valori reali, il Franco svizzero sta ai primi posti, spalleggiato da oro e argento. Ma visto lo stato attuale del Dollaro, si tratta di un investimento poco pratico. Il tasso di cambio è sfavorevole, e servirebbero milioni e milioni di dollari per fare un buon affare.

Bisogna puntare su quelle valute con cambio favorevole, guardare a Paesi che non hanno una moneta sostenuta da oro e argento, ma da petrolio. Sono comunque convinto che a breve ci affideremo alle energie alternative, ma per ora dobbiamo ringraziare il petrolio e i Paesi che vi fondano la loro economia, come il Kuwait o l’Arabia Saudita. Parlo di cambi per quattro dollari a uno.

Non male.
Sì. La moneta di questi Paesi è molto preziosa, se confrontata con quella americana. Quanto al Dinaro iracheno, poco prima della guerra il rapporto era di uno ad uno. Un paio d’anni prima che iniziasse la guerra in Kuwait, un dinaro iracheno valeva anche quattro dollari americani. Era alla pari del Riyal saudita o del Dinaro kuwaitiano.

Quando è scoppiata la guerra, per gli americani è diventato illegale possedere valuta irachena—sarebbe stato considerato un atto di tradimento. All’epoca però il Dinaro poteva ancora essere scambiato col Dollaro perché quest’ultimo era la prima moneta di scambio al mondo. Scoppiata la guerra, un dollaro valeva 4.000 dinari. Una svalutazione enorme. Nel 2003, con la caduta di Saddam Hussein, venne coniato un nuovo Dinaro, scambiato a 800 contro un dollaro. [Altre fonti riportano 980 dinari.]

Sta andando un po’ meglio.
Molto meglio, si sta stabilizzando. E ora che pare che la guerra sia finita (così dicono)… Be’, dovranno accadere un po’ di cose. Innanzitutto, l’Iraq deve uscire dalla bancarotta, e credo ce la farà. È una delle maggiori riserve di petrolio al mondo. L’Arabia Saudita è al primo posto. Al secondo c’è il Canada, ma a causa delle restrizioni ambientali, la maggior parte dei giacimenti è intoccabile.

Via la bancarotta, ok. E poi?
Ci sono le riparazioni di guerra, e immagino che pagheranno “impegnando” il petrolio. Poi non gli resterà che aprire i rubinetti dei pozzi petroliferi e diventare un Paese stabile. Lo è già, perché non sono più fantocci del governo americano come Saddam Hussein. Sono convinto che, in un tempo relativamente breve, un governo iracheno stabile rappresenterà un buon investimento.

Quanto buono?
Se il Dinaro iracheno recupererà il valore tornando al vecchio uno a uno col Dollaro, significherà che per ogni dollaro che hai investito ne avrai 800, e per ogni mille, 800,000. Da un momento all’altro potresti diventare molto, molto ricco. Credo che questa rivalutazione avverrà a breve. Nel prossimo mese o giù di lì.

Davvero?
Potrei sbagliarmi, ma penso che accadrà nel 2012.

Perché?
L’Euro sta crollando. E non è neanche un grande segreto.

Decisamente. 
È solo una questione di tempo. Pensaci un attimo: quando crollerà l’Euro, in cosa riporranno la fiducia queste persone? Sicuramente non nel Dollaro, tantomeno nella Sterlina inglese. Anzi, penso che parecchi di questi Paesi vorranno tornare alla loro vecchia valuta—il Marco per la Germania e via così. La Germania è un Paese relativamente stabile, almeno.

Già. Il Dollaro americano, invece, è fottuto.
Esatto. L’unica direzione da prendere è quella dei Paesi con risorse petrolifere. E a quel punto, preferiresti investire in uno da cui ricavare un grosso profitto, o in un posto come il Kuwait, dove il rapporto col dollaro è di uno a quattro?

Io sceglierei quello dove il rapporto è 800 a uno.
E non c’è nessuna ragione per credere che non sarà almeno uno a uno, o uno a quattro: è tutto merito del petrolio. Perché l’Iraq dovrebbe essere meno importante di un esportatore come il Kuwait?

Interessante.
È un investimento interessante, perché persino per piccole cifre come qualche migliaio di dollari, forse non arriverà a rivalutarsi fino a uno a uno, forse si fermerà a dieci a uno, ma sono comunque 80.000 dollari.

Ho come l’impressione che scopriremo molto presto se ha ragione.

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