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Μoda

Accessori per un 2013 senza triscaidecafobia

Da indossare o utilizzare comodamente a casa, tutto ciò che non può mancare per sopravvivere all'anno della sfiga.

di Clara Miranda Scherffig
15 gennaio 2013, 9:41am


Loro, con la sfiga del 13, ci giocano a carte

Molto bene.

Ora che siamo scampati alle maledizioni e alle catastrofi preannunciate negli anni precedenti, dobbiamo vedercela con il mostro finale. Il 2013 è dichiaratamente l'anno della sfiga.

(Anche se devo ammettere di trovarlo esteticamente ben composto e piuttosto attraente, un gruppo di numeri dall'aspetto vagamente tecnologico ma senza esagerare, tipo un libro di fantascienza del prossimo futuro in cui l'invenzione è un'app che ti filma i ricordi, non le macchine che volano).

Comunque, il 2013, com'è piuttosto ovvio, è fatto dal 20, che vabe', è un numero come un altro, e dal 13. Sebbene il 13 sia non solo un cosiddetto numero felice, ma pure un numero primo fortunato, la sequenza numerica composta dall'uno e dal tre fa tremare alcune persone come solo una suora in uniforme estiva può riuscirci. Le ragioni di questo terrore condiviso mi sono sconosciute e probabilmente radicate in qualche fissazione religiosa o culinaria, tipo che se cucini la parmigiana, la dividi per 12 o 14, ma spartirla tra 13 ospiti è sempre un po' una menata. Certa gente va così in sbatti davanti al numero 13 che si rifiuta di prendere una stanza d'albergo con quel numero o di vedersi assegnato un 13E sull'aereo.

Non vogliamo farvi ricredere—tutte le superstizioni sono più o meno fondate—ma fornirvi degli antidoti, dei semplici accessori per lo più da indossare o da utilizzare comodamente a casa, che vi potranno essere utili a combattere la triscaidecafobia che quest'anno si porta appresso.


L'apparecchio

A dieci anni c'erano tre cose che volevo e non potevo avere: i genitori divorziati, essere battezzata e portare l'apparecchio ai denti. Per fortuna le prime due non le ho mai avute. La terza l'ho conquistata alcuni anni dopo e da allora non me ne sono mai più separata.

Orecchini e piercing sono ormai roba vecchia. La manipolazione odontoiatrica è l'unica in grado di combinare correzione mandibolare e decorazione dentale.

Non solo potrete avere un seducente sorriso metallizzato, senza tuttavia deformarvi l'intero apparato orale con scomodi diamanti e ori: grazie ai progressi dell'odontoiatria estetica, potrete indossare un arcobaleno pacifista tutto elastici e allo stesso tempo mostrare il vostro appoggio alla comunità LGBT. Insomma, praticamente come essere seguaci di San Francesco senza tutti i sacrifici che il celibato comporta.

E non dimentichiamo che figura potreste fare tra amici e colleghi, una volta applicato lo storico baffo: vogliamo mettere l'unicità di tale accessorio, insieme all'utilità che comporta come appendino o semplice museruola che terrà lontana gli sguardi indesiderati? Finalmente potrete scegliere la donna o l'uomo della vostra vita con un semplice schiocco di mandibola.

L'apparecchio si proclama come un must del 2013: già gli avantissimi ragazzi di DIS Magazine l'hanno notato e sono andati in perlustrazione alla settimana del dente, la fiera odontoiatrica che si tiene durante il Greater New York Dental Meeting.

La sigaretta elettronica

Da fumatrice piuttosto accanita ho cercato spesso di smettere di fumare. Arrivare al mio secondo piano, soprattutto se con le borse della spesa, mi fa sempre aprire la porta di casa madida di sudore e col fiato corto. In piscina vengo tassativamente umiliata dagli over 60 della corsia lenta e la corsa per prendere l'autobus è semplicemente fuori discussione. Non solo la mia pelle sta assomigliando sempre di più a quella di una patata al cartoccio, ma mi è diventato quasi impossibile bermi una birra senza reggere tra le dita uno di quei bastoncini del demonio.

Ecco perché più volte ho cercato di dire basta. Sfortunatamente il pacchetto di Pangoccioli è sempre stato alla portata di mano, e così anche il conseguente ingrassamento di parti del corpo che non sapevo di possedere, senza menzionare l'imbarazzante tremore mattutino al mignolo destro.

Sembra invece che a partire dal 2013 i migliori scienziati abbiano trovato una soluzione. Già a Natale notavo insospettabili signorine sfumazzare in metropolitana, ma è stato solo quando ho visto la sciura fondamentalista buttare via le sue Muratti e attivare il pennino della salute che ho capito che poteva funzionare. Il giorno dopo ho venduto le mie Hogan e mi sono precipitata ad acquistare FumOK, la sigaretta elettronica più prestigiosa in circolazione. L'unica cosa che mi perplime è quella del PIÙ SESSO: come faremo senza il vecchio trucchetto dell'"hai da accendere"?

Orologio Mao per lui, orologio Topolino per lei

Finalmente potrete usare la sorpresa dell'uovo di Pasqua del 1993. Rallegratevi!

Il pager o cercapersone

Ok, mi rendo conto che questo potrebbe essere un accessorio utile solamente a me, ma forse il mio è un male diffuso. Una volta orgogliosa sostenitrice del Black Berry, ho capito che qualcosa non andava quando, ogni volta che ricevevo un messaggio, avevo l'urgenza di defecare. Non era tanto l'ansia del mondo esterno che si intromette nella pigrizia domenicale, quanto l'angoscia di dover comunicare con una risposta immediata. Che fossero email, sms o whatsapp, non faceva alcuna differenza, i sintomi erano sempre gli stessi: battito cardiaco accelerato, sudorazione fredda, contrazione dei muscoli addominali e la totale paralisi verbale. Così sono mestamente tornata al mio Nokia di cartone, optando per la modalità totalmente muta: no suonerie, no bip, no vibrazioni, no luci. Ho ottenuto ottimi risultati e risparmiato un sacco in carta igienica, se non fosse che le mie relazioni sociali si sono rapidamente ridotte a zero.

Poi un caro amico mi ha consigliato di provarlo, il discretissimo cercapersone!

La cosa fantastica del Pager è che è un aggeggio di ricezione unidirezionale: sai che ti stanno cercando ma non puoi rispondere. Non si perde l'abitudine a tenere i contatti con le persone—pratica dalla difficoltà sottovalutata—ma allo stesso tempo rende liberi. Mi faccio viva quando e come voglio, e se non sai decifrare il codice morse, oh, è un problema tuo.

La coda di volpe

Questo sarà senz'altro L'Accessorio del 2013. A dirla tutta, il grande comeback del 2013.

Durante il Medioevo simbolo dei giullari a servizio nelle corti tedesche, la coda di volpe come orpello è stata portata alla ribalta agli inizi degli anni Novanta da quel film fondamentale che è Manta Manta, cioè il progenitore europeo di Fast & Furious, con Til Schweiger (aka il sergente Stieglitz di Inglourious Basterds) al posto di Vin Diesel.

L' Opel Manta è stata per un po' lo status symbol della piccola borghesia in Germania, diciamo quel piuttosto ampio gruppo di persone che mangia paté di fegato alla mattina e si scotta al sole di marzo. Autovettura veloce, dal design sportiveggiante e trazione posteriore che ti permette di accelerare abbestia, si capisce come sia diventata rapidamente popolare tra i crucchi portatori di vo-ku-hi-la—che non è una malattia ma una sigla che sta per Vorne-kurz hinten-lang (= corti-davanti lunghi-dietro) e che nel resto del mondo si chiama mullet. A completare l'outfit di questi damerini era una coda di volpe vera, utilizzata o come portachiavi che spuntava dalle tasche dei jeans o come semplice decorazione dell'auto, sia appesa allo specchietto che all'antenna della radio.

Quale sia la natura pratica di questo oggetto mi è totalmente oscura, ma gli accessori migliori sono sempre quelli che non servono a niente. Ce li ricordiamo i __________________ (inserire qui nome di accessorio inutile da cui non riuscite a separarvi)?

Candele auricolari


Esorcismi e vita vissuta

Adesso che vivo lontano da mammà, ho imparato a badare a me stessa. Solo per una cosa ho bisogno della sua assistenza, oltre a quando mi devo tagliare le unghie della mano destra: quando devo pulirmi le orecchie. Di solito lo faccio due volte all'anno, una dopo l'estate, una dopo l'inverno. Nei tempi felici in cui potevo andare in vacanza al mare, la pulizia auricolare era fondamentale, perché nel corso dei mesi estivi si accumulava nel condotto uditivo ogni genere di sporcizia, sabbia, sale, pietre, e, ovviamente, il solito bel blocco di cerume.

Il meccanismo della candela auricolare è molto semplice: si appoggia la testa su un piano orizzontale, si infila all'interno dell'orecchio un cono cerato provvisto di disco protettivo in alluminio e infine si accende! Il calore prodotto dalla fiamma risucchia tutta la merda contenuta nel cavo auricolare e la raccoglie all'interno del cono. Dura meno di dieci minuti per orecchio e la parte più divertente è la fine, quando, a piacere, potrete srotolare il cono e ispezionare morbosamente lo schifo di cui vi siete liberati.

Scarpe di merda

Difficili per molti da evitare, facilissime da identificare, le scarpe di merda sono scarpe bruttissime ma comodissime. Sono quelle che metti per andare a fare la spesa o la passeggiata in montagna durante il ponte del 2 giugno, quelle che ti dimentichi di possedere e poi ti maledici perché non le metti più spesso, perché cavolo, ti sembra quasi di non averle ai piedi.

La cosa inquietante, quando si indossano scarpe di merda, è che si diventa automaticamente Persone Rispettabili. È incredibile, ma l'ho provato sulla mia pelle: potete chiedere qualsiasi cosa con un paio di Nike da corsa ai piedi. E solitamente verrete presi sul serio. Provate ad andare all'ambulatorio notturno della Stazione Centrale con un paio di Mephisto ai piedi: quelle cinque siringhe a punta larga per il vostro cane, ve le daranno senza battere ciglio!

Esiste un'unica regola fondamentale per mettere in atto il trucco della scarpa di merda, ovvero quella di NON adeguare il proprio consueto decoroso vestiario alla scarpa di merda. Sopra rimanete come siete. Lasciate quel bel maglioncino di angora grigio. Il colletto della camicia di seta va benissimo così. E ricordate sempre: quel piercing al setto nasale non darà nell'occhio, se i vostri pantaloni cachi si adageranno lieti ad un paio di Geox con lo strappo.

Segui Clara su Twitter: @cmirffig

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