MTV ha pubblicato una vecchia intervista clamorosa a 2Pac

In caso ce lo fossimo dimenticati, questo bellissimo video ci ricorda quanto Tupac fosse profondo, sincero e intelligente, al di là della "Thug Life".
Giacomo Stefanini
Milan, IT

Tupac Shakur è morto da quasi 25 anni (23 venerdì scorso, per l'esattezza), ma la sua storia continua ad affascinare ogni fan del rap. Le sue strofe, i suoi dischi, le sue poesie, i suoi film, la storia di Death Row Records, le faide e la sua morte sono ancora argomenti molto discussi e sui quali non si saprà mai abbastanza. Quindi ringraziamo tutti insieme MTV per aver aggiunto un altro pezzo al puzzle, ripescando questa intervista girata sul lungomare di Venice Beach nel 1995 con la corrispondente Tabitha Soren.

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Il video, che potete vedere qua sopra con sottotitoli in inglese, è una figata: Soren fa raccontare a 2Pac tutta la sua storia, partendo dalla scuola, da cui si è ritirato senza diplomarsi perché "non avevo i soldi per iscrivermi a un altro anno e pagarmi tutte le spese, il pranzo, ecc. Dovevo trovare qualcosa che mi facesse guadagnare" e descrivendo gli unici lavori che ha fatto: "Prima in una pizzeria per un mese, era fantastico perché mangiavo tutto quello che volevo. Poi per due settimane in un supermercato, ma mi hanno licenziato perché scrivevo canzoni invece di lavorare".

Poi il discorso si sposta su sua madre: "Mi ha mandato in California perché a Baltimora non avevamo un soldo, neanche per pagare le bollette, e stavano per sfrattarci. Lei è rimasta là, perché non potevamo pagare il viaggio per entrambi. Sai come fanno le mamme: proteggono i piccoli". Dopo aver parlato della dipendenza dal crack della madre, Soren chiede se Tupac è mai stato tentato dalla droga: "Mai. Mio padre ci è morto, per la coca. Non è mai stata roba per me".

Descrivendo la sua infanzia, 2Pac si racconta come un bambino tranquillo, timido: "Ero molto introverso: scrivevo poesie, leggevo, tenevo un diario". Ma per non sentire il dolore della solitudine e della povertà della sua vita in California ha cominciato a "fumare erba e passare il tempo con i criminali, gli spacciatori". "E questo ti faceva sentire meglio?" chiede la giornalista. "Sembra strano, ma sì. Perché loro avevano gli stessi problemi. E avevano trovato un modo per risolverli". La sua Thug Life è iniziata così: "Sembravano le uniche persone che si interessavano a me. Avevo bisogno di una figura paterna in quel momento, e tutti gli altri uomini che avrebbero potuto essere influenze più positive avevano paura di venire dove stavo io".

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Una cosa davvero impressionante è quanto 2Pac, con tutta la sua reputazione di strada e a soli 24 anni (a questo punto gli avevano già sparato una volta) sia maturo e coraggioso nell'esprimere i propri sentimenti. Parlando dell'uomo che poco tempo prima gli aveva rivelato di essere suo padre, dice di non aver voluto fare il test del DNA perché "mi spaventa. Voglio dire, non gli vorrò più o meno bene [per un test], quindi non ha senso". Poco dopo, si rifiuta di entrare nei dettagli dei traumi della sua infanzia, dicendo: "No, ci scriverò un libro. Se ti racconto tutto adesso non prenderò neanche un soldo in cambio del mio dolore".

Eppure l'intervista parla ben poco di musica (anche se descrive il modo rocambolesco in cui il rapper è entrato a far parte dei Digital Underground), ma non è un male, perché Tupac ha tantissime cose personali da dire, e tutte molto interessanti. "La polizia sa chi mi ha sparato", dice più avanti. "A me non interessa saperlo, perché credo nel karma. Quello che fai ti torna sempre indietro". Sentendo queste parole, è impossibile non pensare con tristezza a quello che è successo appena un anno dopo.

Verso la fine del video, 2Pac continua a dimostrarsi un rapper atipico, immune a certo maschilismo che continua ancora oggi a infettare la scena: "Crescere con una mamma Black Panther mi ha insegnato molto: a guardare oltre il locale e più verso il globale, a lavorare per la comunità e a essere a mio agio con le donne. Certi miei coetanei sono nervosi in presenza di una donna forte, si sentono messi in discussione: io no, vado d'accordo con le donne su ogni livello".

Sentendolo descrivere il suo progetto di "creare dei centri giovanili in ogni ghetto degli Stati Uniti", Soren chiede a Pac se questo non è in contrasto con la sua mentalità "thug life". "È solo che la gente vuole vedere solo un lato di me. Invece voglio dimostrare che un giovane uomo nero è capace di fare molte cose. Bisogna solo dargliene l'opportunità".

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