Music by VICE

La mano destra del Diavolo

In Russia, i fanatici religiosi vogliono mettere a tacere le band metal.

di Kim Kelly
24 ottobre 2016, 7:46am

Una testa di maiale viene gettata di fronte al Moscow Art Theater in segno di protesta, la parola "Tabakov" scarabocchiata con l'inchiostro nero sulla fronte umidiccia della bestia morta. È il primo aprile del 2015, e attorno a quella sorta di idolo pagano Dmitry Enteo alcuni membri di Volontà di Dio, il suo gruppo di attivisti russi ortodossi, si mettono a urlare a gran voce slogan anti-blasfemi e inscenare la propria crocifissione. Non è chiaro se il bersaglio di tutta quella rabbia, il direttore artistico Oleg Tabakov, fosse presente quel giorno, ma di sicuro il gruppo riuscì a rendere manifesto il profondo disgusto nei confronti della sua decisione di portare in scena Un Marito Ideale di Oscar Wilde. Il portavoce della Volontà di Dio, Enteo—un uomo smilzo con una fronte spaziosa, un sorrisetto sprezzante perennemente stampato in volto e un paio di grandi occhi espressivi che sembrano usciti da un verso di Puškin​—non è certo nuovo ad azioni pubbliche di questo tipo.

Le idee religiose ortodosse che lui e i suoi condividono li hanno portati a denunciare ogni forma d'arte ricollegabile a Satanismo, omosessualità o simili devianze culturali. I suoi atti di protesta sono solitamente molto eclatanti, esagerati, fuori misura. Oltre all'utilizzo di teste di maiale per protestare contro spettacoli teatrali, alcune delle sue azioni più trasgressive includono il lancio di uova contro la band di Marilyn Manson in occasione di un loro concerto a Mosca nel 2014, dopodiché pare che abbia messo in atto altri gesti di protesta nei confronti di una mostra d'arte colpevole di aver mostrato immagini "pornografiche" di Gesù Cristo, inscenando un "flashmob missionario" nel museo Darwin della capitale, e aggredendo attivisti LGBTQ e supporter delle Pussy Riot
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Nato Dmitry
 Tsorionov, Enteo fa parte di una nuova scalpitante ondata di attivisti capitanata da giovani fanatici religiosi ortodossi. Nonostante i loro ideali in campo morale sembrino robe ottocentesche, queste persone tentano di promuovere il proprio messaggio anche attraverso le tecnologie del ventunesimo secolo. Il movimento di cui fanno parte ha iniziato a dar mostra di sé nel 2012, quando il collettivo punk femminista Pussy Riot diede luogo a un bombardamento mediatico in reazione all'arresto dei suoi membri avvenuto dopo che avevano suonato "Punk Prayer" sui gradini della cattedrale di Mosca del Cristo Salvatore. Nel 2013, dopo le azioni dimostrative delle Pussy Riot, gli attivisti ortodossi fecero pressione sulla magistratura perché si indurissero le punizioni previste per il reato di sacrilegio. Come risultato, al codice penale russo venne aggiunto l'articolo 148, che classifica "le azioni pubbliche che esprimono evidente mancanza di rispetto per la società, commesse al fine di insultare sentimenti o credenze religiose," come crimini federali—in altre parole: gli atti blasfemi sono considerati un crimine. 

L'articolo 148 si è ovviamente rivelato molto utile per attivisti ortodossi come Enteo, il quale è uno dei principali responsabili dello slittamento di focus della questione: dagli spettacoli teatrali e alte forme d'arte "alte", si è passato a demonizzare espressioni artistiche più popolari, come le band heavy metal e hard rock percepite come "blasfeme". Con la legge dalla loro parte, questi giovani fanatici religiosi hanno avuto il via libera per accentuare e rendere più sistematiche le loro azioni intimidatorie nei confronti di promoter, le interruzioni di concerti altrui, le telefonate anonime in cui fanno partire allarmi bomba, le telefonate al 
Federal Migration Service per ritirare il visto ai musicisti scomodi, tutto al servizio della liberazione della Russia da queste interferenze "sataniche". 

Il 26 Agosto 2016, alcuni attivisti ortodossi hanno inviato una dichiarazione alla polizia russa chiedendo l'interdizione delle icone death-metal statunitensi Incantation, degli austriaci Belphegor e dell'artista dark folk americano King Dude. Gli act in questione avrebbero la colpa di promuovere satanismo e blasfemia. A quanto pare gli Incarnation non hanno avuto problemi in altre date russe, ma al loro concerto di Mosca si è presentato il solito nugolo di attivisti, tanto che ai membri della band è stato impedito di pronunciare i titoli "blasfemi" delle loro canzoni sul palco. Lo stesso trattamento è stato riservato a King Dude: TJ Cowgill ha affermato più volte: "Non sono un satanista, sono un luciferino, lo dico da molti anni oramai. In nessun senso mi ritengo anti-cristiano, e per lo stesso motivo non mi ritengo nemmeno anti-satanista.
"

Enteo non ha accettato il nostro invito a un'intervista, ma questo non significa che non gli faccia piacere ricevere attenzione. "Grazie a Dio!", twittò dopo che una telefonata anonima aveva fatto annullare un concerto di Marilyn Manson nel 2014 con un allarme bomba. Dopo che un altro concerto di Manson a Novosibirsk, la terza città più grande della Russia, fu annullato, Enteo disse a NBC News: "Non possiamo permettere che succeda di nuovo una cosa del genere [un concerto di Manson]". Twitter sembra essere il social network preferito di Enteo; nella sua bio si presenta come "movimento della Volontà Divina, cristiano ortodosso, di destra, conservatore, pro-vita, pro-famiglia, pro-armi, creazionista, anti-comunista, fusionista" e usa il profilo per diffondere le proprie idee su religione e politica, la sua ammirazione per il candidato alla presidenza USA eliminato Ted Cruz e i suoi exploit a più di 50 mila follower. Grazie al suo acume nell'utilizzo dei social media, alla sua predisposizione allo spettacolo molto millennial e al suo bisogno quasi patologico di attenzione, è come un equivalente russo e ultra-devoto di Milo Yiannopoulos.

Nel 2014, Enteo attaccò anche le leggende del death-metal americano Cannibal Corpse, che avevano otto concerti programmati in tutta la Russia ad ottobre. Enteo dichiarò a Ria.ru che "abbiamo mandato richieste in massa al pubblico ministero con la descrizione di quello che accade ai concerti del gruppo e i testi delle loro canzoni che descrivono nel dettaglio lo stupro e l'omicidio di bambini". Poi proseguì dicendo: "All'inizio cercheremo di risolvere questo problema con l'aiuto delle forze dell'ordine. Se non dovesse funzionare, potrebbero esserci manifestazioni, incontri di preghiera... proteste di massa in svariate forme".

Andò a finire che tre concerti furono cancellati. I Cannibal Corpse spiegarono la loro versione dei fatti in una dichiarazione che diceva: "A Ufa è andata via la corrente poco prima del concerto (ci hanno detto perché il locale era in ritardo sull'affitto), e a Mosca e San Pietroburgo ci è stato detto che non avevamo i visti corretti e che se avessimo tentato di esibirci il concerto sarebbe stato interrotto dalla polizia e noi saremmo stati arrestati e deportati (prima del tour ci era stato detto che i nostri visti erano giusti e che tutta la documentazione era in ordine). Anche a Nizhny Novgorod abbiamo avuto problemi. Lì siamo stati fermati dalla polizia a metà concerto. Ci è stato detto che la polizia doveva perquisire il locale alla ricerca di droga e che il concerto doveva essere fermato".

Prima di questi avvenimenti c'erano stati ulteriori incidenti con i death metallari polacchi Behemoth. Manifestanti religiosi a Mosca mandarono una lettera al sindaco della città, Sergej Sobjanin, in cui veniva denunciato il concerto della band con la motivazione che avrebbe "insultato i sentimenti dei credenti", così la polizia arrestò ed espulse la band dal paese. Il 21 maggio, all'arrivo dei Behemoth al locale dove avrebbero dovuto suonare a Ekaterinburg, la polizia portò i membri della band all'ufficio immigrazione, dove fu loro comunicato che non avevano il visto necessario per le esibizioni dal vivo. Alla fine, i Behemoth si ritrovarono una multa di 2 mila rubli (circa 30 euro) e furono deportati dopo aver suonato solo quattro dei 13 concerti previsti. 

Di recente, un altro portavoce estremista, Anatolj Artjukh, si è gettato nella mischia usando un atteggiamento ancora più agguerrito e addirittura violento. Tanto lui quanto Erteo sono noti per la ricerca ossessiva di attenzione e si hanno fatto varie apparizioni pubbliche per diffondere il proprio pensiero e vantarsi dei propri successi nella repressione delle band metal occidentali. Le nostre richieste di intervistare Artjukh non hanno ricevuto risposta, ma sappiamo che il 55enne musicista ed ex-uomo d'affari è a capo della sezione di San Pietroburgo di Narodnj Sobor (il "concilio del popolo"), un gruppo nazionalista strettamente collegato alla Chiesa Ortodossa Russa,  e si è fatto le ossa alimentando l'odio contro la comunità LGBTQ; ha fatto pressioni per classificare omosessuali e transgender come pazienti psichiatrici, distribuito materiale anti-gay nelle scuole e addirittura messo in piedi un balletto che denuncia gay, aborto e donne senza figli. 

Artjukh ha raggiunto l'onore delle cronache lo scorso aprile, quando ha sputato in faccia al musicista heavy metal Helmuth Lehner, cantante della band austriaca Belphegor, proprio mentre il gruppo arrivava all'aeroporto di San Pietroburgo, prima data del tour russo. Il video dell'avvenimento mostra chiaramente Artjukh, un uomo imponente con un parka scuro e lineamenti induriti, che spiega le proprie motivazioni—chiamando la band "pervertiti", "gay" e "satanisti" e promettendo di "fare tutto il possibile" per bloccare "questo freak show"—il tutto mentre cita l'articolo 282 del codice penale russo, che proibisce "l'incitamento all'odio o all'ostilità e l'umiliazione della dignità umana". Dopo aver interrogato un povero fan che aspettava i Belphegor al gate, Artjukh si avvicina deciso ai membri della band e sputa in faccia a Lehner; Lehner risponde sputando a sua volta e chiamando la sicurezza. Artjukh continua a perseguitare a voce lui e tutti il suo gruppo, compresa la band death-metal americana Nile, e minaccia di far annullare il concerto dei Belphegor. Artjukh e i suoi scagnozzi continuano a seguire la band a distanza ravvicinata fino all'uscita dell'aeroporto, provocandoli apertamente per scatenare una rissa; il culmine della tensione si è raggiunto quando Artjukh ha colpito al braccio il frontman dei Nile Karl Sanders. 

Il video dell'accaduto è stato postato su YouTube ed è piuttosto difficile da guardare, mentre il risultato è stato ancora peggiore—il concerto di San Pietroburgo dei Belphegor è stato annullato poche ore prima dell'inizio, mentre quello di Mosca è stato trasformato in una farsa quando alla band è stato chiesto di rimuovere la scenografia e i vari oggetti di scena e a Lehner è stato ordinato di non cantare la canzone "Lucifer Incestus"; il fonico poi ha chiuso i microfoni per tutta la durata del concerto a causa dei temi trattati nei testi, e una volta che i ragazzi sono scesi dal palco hanno scoperto che i seguenti due concerti a Ekaterinburg e Krasnodar erano stati annullati nel frattempo.

"Naturalmente i Belphegor torneranno in Russia", sostiene Lehner​, anche se non è ancora chiaro se la band sia stata accusata ufficialmente di un crimine, impedendo in questo modo ​a lei e a artisti simili di varcare il confine. 

"Il fatto è", dice Lehner, "che non vedo né i Belphegor né me stesso come una vittima. Se quella gente ce l'ha con noi vuol dire che stiamo facendo la cosa giusta".

Per quanto parva che Enteo, Artjukh e i loro seguaci si preoccupino principalmente degli artisti con un seguito ampio—funzionano meglio per attirare l'attenzione—un altro avvenimento recente dimostra che si interessano anche alla scena metal underground locale. In aprile, la band polacca Batushka è stata costretta ad annullare due concerti, dichiarando in un'email: "Avevamo ricevuto l'autorizzazione e il 'semaforo verde' dalla polizia russa, dall'ufficio immigrazione e dagli ufficiali responsabili. Sfortunatamente abbiamo ricevuto delle minacce da estremisti affiliati alla Chiesa Ortodossa russa che promettono di picchiare e addirittura uccidere le persone che vorranno venire ai nostri concerti. Dato che si tratta di una cosa al di là del nostro controllo e non siamo in grado di garantire che i concerti saranno sicuri al 100 percento tanto per il pubblico quanto per noi siamo costretti ad annullarli entrambi immediatamente". 

Anche i promoter locali sono stati bersaglio di persecuzioni. Una band metal americana (che ci ha chiesto di mantenere l'anonimato per garantire la sicurezza del promoter russo che ha organizzato le sue date a Mosca e San Pietroburgo), al suo arrivo, ha scoperto che il promoter aveva dovuto firmare un documento che dichiarava che la band non avrebbe promosso alcuna visione blasfema. È girata anche la voce che alcuni poliziotti in borghese affiliati alla Chiesa Ortodossa—"tizi fuori luogo, più vecchi e in camicia bianca"—sono stati avvistati mentre curiosavano fuori dal concerto di Mosca, ma fortunatamente non c'è stato alcun altro problema. La band non sembra sconvolta dall'esperienza, comunque, e commenta: "Siamo stati in Russia varie volte e, sì, la prima volta avevo ben chiari i problemi che altre band avevano avuto lì. Il che non ci fece passare la voglia di andare in Russia; anzi, direi che ebbe l'effetto opposto".

Forse è questo il modo migliore per affrontare un gruppo di estremisti che operano sotto la versione russa della Westboro Baptist Church—affrontare a viso aperto le loro urla e le loro provocazioni, rifiutandosi di arrendersi. Tra l'arroganza degli attivisti e i mal di testa delle band straniere, a soffrire sono i metallari russi, e per quanto questi estremisti ortodossi non abbiano concentrato pienamente il loro odio sulle scene locali quanto l'hanno fatto con le band occidentali, Andrej P. della band funeral-doom di Novosibirsk Station Dysthymia ci dice che l'agitazione è presente nella scena.

"Il problema è che ogni volta che suoni o pensi di andare a vedere un concerto", dice Andrej, "sei sempre preccupato che qualcuno si presenti e ti rovini la serata".

"Sono russo, amo il mio popolo e la mia nazione", prosegue, "ed è per questo che penso che dobbiamo lottare contro merda come questa, che abbia a che fare con la musica o con qualunque altra cosa. Non sono contro le persone religiose, ma penso che come io non ho alcun diritto di dire a loro come vivere la vita, loro non hanno diritto di imporre le proprie credenze alla gente". 

Foto di Anthony Tafuro

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