Música

JPEGMAFIA vuole portare il rap fuori dall’ “era di Drake”

C’è qualcuno che rifiuta categoricamente l’idea che quella attuale sia una “nuova età dell’oro” dell’hip-hop, ma che in realtà potrebbe persino rifiutare anche l’idea che la cosiddetta “età dell’oro” ufficiale lo sia davvero stata, che al posto di puntare al mainstream e confezionare pochi luoghi comuni in una merce di massa si poteva inasprire sia il lato di lotta che puntare sempre di più a evolvere il linguaggio del rap e del beatmaking. Sono gli stessi a cui i compromessi con l’R&B conservatore non vanno per niente giù, così come non gli gira bene che gente come Kanye sia considerata “innovativa”.

JPEGMAFIA (ci tiene: tutto stampatello, tutto attaccato) è uno di questi: anzitutto, venendo da Baltimora, non gli pare il caso di festeggiare la cooptazione della cultura nera da parte del mainstream a fronte dell’anno di violenze e scontri appena passato, e né Bernie Sanders né l’intervallo del Superbowl possono offrire. La “Drake era” che racconta è un’epoca distopica in cui l’unico non-bianco candidato alla presidenza USA è un uomo di estrema destra, e o fa mischiando una specie di rap hardcore glitchato a un gusto semi-industrial per il rumore, ma con pure qualche ventata di trap contemporanea e melodia. Non tutto è perduto quindi, tra lui e l’armata radunata da Mykki Blanco per la sua nuova label, forse il rap non è del tutto in mano a stronzi che non sanno rappare.

Videos by VICE

Il suo primo lavoro si intitola Black Ben Carson, esce in cassetta il 28 febbraio, ma lo potete già scaricare gratuitamente dal suo sito e ascoltare qui di seguito.

Thank for your puchase!
You have successfully purchased.