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Martedì 22 dicembre, il ministro degli Affari Religiosi della Somalia ha emesso un divieto che proibisce la celebrazione del Natale e delle festività per l’anno nuovo in tutto il paese, a maggioranza musulmana. Inoltre, avrebbe ordinato alle forze di sicurezza di operare alacremente per prevenire attività del genere, “altamente non-islamiche.”
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“È un avviso: il Natale è una festa per soli cristiani” ha spiegato alla radio di stato Sheikh Mohamed Kheyrow, capo del ministero della Religione. “È una questione di fede. Le feste cristiane non hanno nulla a che vedere con l’Islam.”
I suoi ministri hanno mandato una lettera alla polizia, all’intelligence e agli agenti nella capitale Mogadiscio, istruendoli sul da farsi per porre fine a queste attività.
“Le forze di sicurezza sono state allertate per fermare o disperdere qualsiasi raduno” ha spiegato Kheyrow in una conferenza stampa. “Non dovrebbero esserci attività in generale.”
Le ragioni che hanno portato a questo annuncio non sono state subito chiare. A molti ha ricordato da vicino le teorie del gruppo islamista militante Al Shabaab, che controlla la capitale dal 2011.
La Somalia è un paese quasi interamente musulmano, ma ospita migliaia di pacekeeper dell’Unione Africana, provenienti da paesi a maggioranza cristiana come Burundi, Uganda e Kenya.
Il paese, che da due decenni è percorso da lotte e caos, ha conosciuto di recente anche un incremento del numero di somali che da Europa e Nord America sono tornati in patria, spesso portandosi dietro nuovi costumi e tradizioni.
“I cristiani non celebreranno in Somalia per due ragioni: la prima è che i somali sono tutti musulmani, e non ci sono comunità cristiane. L’altra è la sicurezza,” ha spiegato a Reuters Abdifatah Halane, portavoce del sindaco di Mogadiscio. “Il Natale è per i cristiani, non per i musulmani.”
L’anno scorso un attacco presso una delle sedi principali dell’Unione Africana nella capitale, che ha causato 3 morti, è stato rivendicato da Al Shabaab.
La Somalia non è stato il solo paese a imporre questo divieto. L’anno scorso, il Brunei ha adottato e inasprito un codice della Sharia e vietato le celebrazioni natalizie. I cristiani possono sempre festeggiare il Natale, ma devono farlo in privato e dopo aver notificato la cosa alle autorità. Farlo, invece, “in modo eccessivo e pubblico” è punibile fino a 5 anni di prigione.
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Foto via Flickr