Un gioco da ragazzi – St.Dad

Gainesville, in Florida, è un posto caldo e soleggiato dove i ragazzi sono carini e senza denti e il clima rende tutti lenti come mucche strafatte. Le temperature elevate hanno ammosciato l’intera cittadina—le macchine strisciano come neonati, le docce vanno più lente del solito e camminare è uguale a stare fermi. Non c’è nulla di veloce tranne la musica punk. È come aprire in due una torta al cioccolato e trovarci dentro un hot-dog. I St. Dad, che hanno preso il loro nome da una canzone dei Black Flag, “Family man”, hanno iniziato come un trio “artsy fartsy”, ma poi hanno deciso di aggiungere un chitarrista, e si sono trasformati nel casino assurdo che sono adesso. I St. Dad non pensano di fare nulla di speciale, ma io non sono d’accordo. Il loro 7” autoprodotto, “Do As I Say, Not As I Do”, e il demo, “Keep It In Your Pants” (che è stato registrato in un bungalow di 5 locali una volta abitato da Bo Diddley) mi fa sentire come se fossi nel compressore di immondizia di Star Wars, tranne per il fatto che le pile di immondizia non sono immondizia, bensì grugniti mozzati e chitarre che sembrano sirene della polizia. Ed è una sensazione fantastica se a dartela è un album punk di soli 5 pezzi.

La prima volta che ho incontrato i St. Dad, suonavamo assieme al Junkyard a Gainesville, la loro città d’origine. È stato il nostro autista, Daniel, a parlarmi dei St. Dad. “Sono grandiosi,” mi ha detto, “aspetta solo di ascoltarli.” Quando hanno suonato sono rimasta senza parole. Il cantante, Gus, camminava pestando i piedi e girando in tonto, mentre Arlington (chitarra) si contorceva come se fosse un verme che sbuca da un angolo per mangiare. Dopo il concerto li abbiamo invitati nel nostro camioncino per un po’ di aria condizionata e cantare a squarcia gola “Skinny Little Bitch”. Poi, abbiamo comprato un po’ di alcolici e Arlington ha messo su un disco dei Dishrags, e allora ho capito che stava per cominciare una vera e selvaggia notte d’estate (vedere le foto sotto per credere).

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Vice: Gus, come fai a fare quella voce strafiga? Sei posseduto?
Gus:
Faccio solo un sacco di suoni gutturali.

È una cosa che fai da quando sei piccolo? O l’hai imparata quand’eri più grande?
Volevo avere un gruppo che facesse soul-salsa, tipo Hector Lavoe o Billie Holiday, ma fatti di qualcosa o simili.

Penso che Billie Holiday si facesse.
Sì, era una fattona.

Le canzoni dei St. Dad sono allegre o tristi?
Arlington
: Le nostre canzoni sono sia allegre che tristi, ma non ci deprimono mai.

Se domani vi trasformaste in action figure, quali sarebbero i vostri nomi e che tipo di superpoteri avreste?
Gus
: Il mio nome sarebbe “Street Captain Samarai,” e potrei trasformarmi in qualsiasi superficie. Avrei anche la capacità di apparire ovunque voglia all’istante.
Arlington: Il mio sarebbe “The Genie,” ed avrei il potere di garantirmi un numero infinito di desideri, e così avrei dei superpoteri illimitati.

Cosa mi dite di Riley (batteria) e Matty (basso)?
Gus:
Boh, non sono qui ora. Ma insieme siamo diventati una specie di mostro-tornado che fa un sacco di merdate tipo i Power Rangers o Voltron.

Ho scritto una canzone su di voi.
Bugiarda! Come si intitola?

Child’s play”.
Gus
: Dopo aver scritto un sacco di poesie per ragazze cretine, finalmente adesso ho una canzone tutta per me!

I sogni diventano realtà.

MISH WAY

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