Vice Interviews – Battles

Il nuovo video dei Battles sta facendo impazzire la gente su YouTube, portando il math rock migliore del mondo alle masse. Abbiamo incontrato la band per chiacchierare del video, della loro reputazione di musicisti masturbatori e del loro imminente album.

Il vostro nuovo disco è la cosa più normale che abbiate mai fatto eppure c’è gente che si stranisce ancora quando lo sente.
John Stanier:
La nostra musica necessita di più ascolti. La reazione classica della gente è: “Mi piace ma non so perché.” Non facciamo musica istantanea.La musica istantanea la mandi giù come le caramelle ma poi non la senti più per il resto dell’anno. Sarà il tuo disco preferito per una settimana e poi lo butterai su una mensola e non lo sentirai mai più.

Videos by VICE

La gente sta impazzendo per il vostro video. Come mai secondo voi?
Tyondai Braxton:
In effetti è assurdo per me tutto quest’interesse. E’ un gran bel video ma il singolo non è neanche ancora uscito. Però la gente su YouTube ne va pazza. Per me è strano perchè sono talmente vecchio che ho vissuto tutta la parabola del video musicale: da quando non contava nulla, a quando MTV l’ha reso più importante del disco, a quando la stessa MTV si è ingrandita e il video è morto di nuovo. Adesso YouTube gli sta ridando un’importanza incredibile.

Dave Konopka: La cultura di MTV riduceva al minimo la possibilità per un gruppo come noi di fare un video perchè tanto non l’avrebbero mai passato. Ma internet l’ha reso di nuovo un mezzo importante. Aumenta tantissimo la possibilità che la gente ascolti il pezzo; possono stare seduti alla scrivania e gustarsi questo piccolo gioiellino che è stato creato per il loro divertimento.

Quindi YouTube salva il math rock?
Dave: Bè, è in parte responsabile di questa improvvisa e contagiosa voglia di trovare l’ultima novità interessante. Internet ha cambiato i meccanismi. Quand’ero più giovane ci si proiettava sulle cose che ascoltava il fratello maggiore, o, chi era fortunato, andava al negozietto di dischi locale figo dove gli consigliavano qualcosa. Ora basta Google e trovi tutto. Il ragazzino annoiato del Midwest ora ha questo grande network a disposizione.

Non vi fa incazzare avere la nomea dei musicisti d’èlite, masturbatori e contorti?
John:
Capisco che lo si possa pensare, non possiamo incazzarci con chi lo fa. Detto questo, ci sarà sempre un lato dell’essere artista molto egoista. Dedicare tutta la vita al proprio piacere personale e a mostrare alla gente cosa la propria autoindulgenza produce in effetti è un po’ strano. Ma non è quello lo scopo della nostra musica.
Non è che quando registriamo ci sediamo lì e diciamo: “Non vedo l’ora di scrivere sto pezzo per stranire ed alienare le persone.” L’essere etichettati automaticamente come avant-garde è di per se alienante. Tutto può essere piacevole o meno, ma se ti viene presentata già in un modo ovviamente diventa alienante. Speriamo che la nostra musica riesca a mantenere le caratteristiche della musica sperimentale restando comunque invitante.

Ci sono molte più voci nel disco nuovo che nei primi EP. Raccontateci perchè.
Tyondai: Siamo sempre stati etichettati come band strumentale, ma noi non ci siamo mai visti così. Sugli EP stavamo ancora cercando di scolpire il nostro suono, ma nel nuovo disco ho pensato che sarebbe stato figo introdurre massicciamente la voce mantenendo la struttura sonora tipica dei Battles.

Avete tutti suonato in band abbastanza grandi prima dei Battles. Questo vi ha condizionato nell’approccio o avete riniziato da capo?
John: Ho suonato per tanto negli Helmet: dieci anni. Ma dal primo giorno dei Battles, l’intento è stato quello di fare qualcosa mai sentito prima. Io avevo il grosso desiderio di lasciarmi il passato alle spalle, e creare un suono nuovo con nuove idee; reagire a quello che avevamo fatto prima. Nei Battles, sono molto più interessato allla struttura coesa e solida dei pezzi. Non puoi mai sfuggire completamente al tuo passato ma hai sempre voglia di evolvere ed esplorare sia a livello individuale che collettivo.

Il nuovo album dei Battles, Mirrored, esce a maggio su Warp Records.

Thank for your puchase!
You have successfully purchased.